Linfangectasia nel cane: sintomi e trattamento

Ultimo aggiornamento: 4 Gennaio, 2020 at 11:52 pm

Il termine linfangectasia descrive l’ostruzione dei vasi linfatici che trasportano il liquido linfatico attraverso il corpo del cane. Si tratta della malattia intestinale più comune che causa bassi livelli di proteine nel cane.

Sebbene il più delle volte sia un disturbo intestinale primario, è interessante notare che i segni gastrointestinali (vomito, diarrea) non sono presenti in tutti i casi e che i segni clinici sono piuttosto vari. Essi, infatti, variano da lievi intermittenti non specifici a grave perdita di peso, emaciazione e, in alcuni casi, difficoltà respiratoria secondaria a versamento pleurico (accumulo di liquidi nella cavità toracica).


Cause

Cause primarie o congenite di linfangectasia nel cane

  • Linfangectasia focale (solo intestinale)
  • Anomalie linfatiche diffuse
  • Chilotorace (raccolta di liquido linfatico ad alto contenuto di grassi nella cavità toracica)
  • Linfedema (gonfiore di una qualsiasi parte del corpo a causa di un insufficiente drenaggio linfatico)
  • Ascite chilosa (raccolta di liquido ad alto contenuto di grassi nella cavità addominale)
  • Ostruzione del dotto toracico (blocco del sistema linfatico che drena la cavità toracica)

Cause secondarie di linfangectasia nel cane

  • Insufficienza cardiaca destra
  • Pericardite costrittiva
  • Sindrome di Budd-Chiari (blocco delle vene del fegato)
  • Tumore

L’età media di insorgenza è di 5 anni. Tuttavia, questo disturbo può essere osservato nei cani più anziani e più giovani. Sembra vi sia una incidenza lievemente maggiore nelle femmine rispetto ai maschi.

Sebbene la linfangectasia possa colpire tutte le razze, i cani che presentano una predisposizione familiare includono Soft Coated Wheaten Terrier, Basenji, Lundehund e Yorkshire Terrier.

Sebbene alcuni cani possano essere asintomatici (non presentano segni clinici), altri possono mostrare manifestazioni potenzialmente letali di linfangectasia.

Sintomi

I sintomi della linfangectasia nel cane possono includere:

  • Diarrea
  • Anoressia
  • Letargia
  • Perdita di peso
  • Vomito
  • Flatulenza
  • Ascite (raccolta di liquido nella cavità addominale)
  • Edema (accumulo anomalo di liquidi che può interessare una qualsiasi parte del corpo)
  • Difficoltà respiratoria secondaria a versamento pleurico (liquido nella cavità toracica)

Diagnosi

Quali disturbi e patologie escludere nella fase iniziale del processo diagnostico

Il primo passo nella diagnosi della linfangectasia nel cane consiste nell’escludere cause non intestinali di ipoproteinemia (diminuzione del contenuto delle proteine totali nel sangue), specificamente correlate al fegato o ai reni, ed escludere quindi altri disturbi intestinali causa di ipoproteinemia.

Inizialmente devono essere considerati molti disturbi, tra cui:

  • Devono essere escluse le patologie epatiche gravi come causa contribuente alla ipoproteinemia. Gli esempi includono: epatite (infiammazione del fegato), tumore e cirrosi (stadio terminale di patologia epatica).
  • Nei cani ipoproteinemici deve essere presa in considerazione la nefropatia proteino-disperdente (patologia renale).
  • Glomerulonefrite (infiammazione di una parte del rene).
  • Amiloidosi – si tratta della deposizione o raccolta di un tipo di proteina negli organi e nei tessuti che ne compromette la normale funzionalità.
  • Le perdite ematiche, qualsiasi sia l’origine, causano la diminuzione del livello di proteine oltre a causare l’insorgenza di anemia.
  • Una inadeguata assunzione di proteine o malnutrizione possono contribuire all’ipoproteinemia.
  • L’insufficienza cardiaca congestizia può essere associata a ipoproteinemia, in particolare la pericardite costrittiva, una condizione in cui il tessuto che riveste il cuore non è in grado di espandersi per una serie di ragioni.
  • L’enterite linfoplasmatica è una forma di malattia infiammatoria intestinale caratterizzata dall’infiltrazione di cellule nella parete intestinale, causando una interruzione della normale funzionalità intestinale e la perdita di proteine.
  • Le neoplasie (tumori) intestinali di qualsiasi tipologia possono causare o contribuire alla perdita intestinale di proteine. Il linfosarcoma (tumore maligno) è il tumore più comune che causa la perdita di proteine nell’intestino.
  • L’Intussuscezione (disturbo per cui un segmento dell’intestino scivola su un altro), specie se cronica, può causare la perdita di proteine.
  • I corpi estranei cronici del tratto intestinale sono spesso associati a una serie di segni gastrointestinali (diarrea, vomito, perdita di peso) e occasionalmente a ipoproteinemia.
  • La gastroenterite ulcerosa o le interruzioni del rivestimento del tratto gastrointestinale possono causare anemia e ipoproteinemia. Può essere secondaria a infiammazione, somministrazione di farmaci, tumore o corpi estranei.
  • La sovracrescita batterica dell’intestino tenue (SIBO) è caratterizzata da una crescita eccessiva della normale flora intestinale (batteri) in genere secondaria a varie patologie gastrointestinali, ma occasionalmente come entità primaria.
  • L’istoplasmosi è una infezione fungina che colpisce molti sistemi, incluso il tratto gastrointestinale. È stata associata a ipoproteinemia profonda.
  • Il parassitismo intestinale è stato associato a enteropatia proteino-disperdente, specie nei cuccioli che soffrono anche di anemia.
  • Le allergie alimentari e l’enteropatia da glutine (sensibilità a un componente del grano e di altri cereali) sono state associate all’ipoproteinemia.

linfangiectasia cane

Esami diagnostici

Per diagnosticare la linfangectasia nel cane ed escludere altri processi patologici che possono causare sintomi simili, devono essere eseguiti determinati esami diagnostici.

Anamnesi completa, descrizione dei segni clinici ed esame fisico approfondito sono tutti elementi importanti ai fini diagnostici. In aggiunta, per confermare una diagnosi, vengono raccomandati i seguenti esami:

  • Esame emocromocitometrico completo. Gli esiti possono rivelare valori entro limiti normali, ma spesso rivelano una riduzione della conta linfocitaria.
  • Profilo biochimico. Utile per la valutazione dello stato di reni, fegato, proteine ed elettroliti. L’ipoproteinemia è il segno distintivo di questa malattia. Spesso è possibile osservare ipocalcemia (bassi livelli di calcio) secondaria ai bassi livelli di proteine. Inoltre, l’ipocolesterolemia (diminuzione del colesterolo) è comune.
  • Analisi delle urine. Spesso l’esito rivela valori entro limiti normali. È di utilità per escludere la perdita di proteine associata a patologie renali. Nel caso in cui si sospetti che la perdita proteica sia correlata ai reni, è opportuno valutare il rapporto proteine-creatinina delle urine.
  • Esami delle feci. Utili per escludere la presenza di parassitismo.
  • Radiografie toraciche e addominali. Sebbene spesso gli esiti siano entro limiti normali, gli studi radiografici possono rivelare la presenza di liquido nella cavità toracica o addominale. Possono essere utili per escludere altri disturbi.
  • Ecografia addominale. Può essere indicata nel caso in cui la diagnostica precedente non sia stata conclusiva. Sebbene non possa documentare la presenza di linfangectasia, l’ecografia addominale può contribuire a una migliore valutazione delle dimensioni, della forma e dell’integrità degli organi addominali ed è particolarmente utile nella valutazione di intussuscezione o pancreatite.
  • Serie di studi radiografici del tratto gastrointestinale superiore con mezzo di contrasto (bario). Possono contribuire a escludere la presenza di corpi estranei e altre cause di ostruzione intestinale. Sono anche utili per la valutazione di ulcere intestinali e dello spessore della parete intestinale.
  • Spesso viene indicata la valutazione di una porzione dello stomaco e dell’intestino tenue mediante gastroduodenoscopia. Le biopsie possono essere raccolte senza incisione addominale e sottoposte a valutazione microscopica. Le biopsie endoscopiche sono spesso diagnostiche nei casi di linfangectasia. È necessaria l’anestesia generale, sebbene l’endoscopia sia considerata una procedura a rischio relativamente basso.

Per assicurare al cane una assistenza medica ottimale, il veterinario può richiedere ulteriori esami che vengono selezionati caso per caso. Questi possono includere:

  • L’esame degli acidi biliari dovrebbe essere eseguito nei pazienti in cui la ipoproteinemia è potenzialmente secondaria a patologia epatica. Si tratta di esami del sangue ottenuti prima e dopo un pasto al fine di valutare la funzionalità epatica.
  • Esami per la valutazione di folati e cobalamina. Si tratta di esami del sangue in cui in genere i valori di folati e cobalamina aumentano e diminuiscono rispettivamente, nei casi con sovracrescita batterica intestinale (SIBO).
  • Esame citologico delle feci e del tessuto rettale. Può rivelare la presenza di istoplasmosi.
  • Ecografia cardiaca. Può essere eseguita in quei pazienti in cui si ritiene che le patologie cardiache possano avere un ruolo nell’ipoproteinemia.
  • Laparotomia (chirurgia addominale). Questa procedura consente di ottenere una biopsia chirurgica di intestini, linfonodi e altri organi. La laparotomia può essere l’esame di elezione per la conferma di linfangectasia, in considerazione di un aspetto caratteristico dell’intestino e dei tessuti circostanti, nonché il fatto che potrebbe essere necessaria la raccolta di una biopsia di grandi dimensioni “a tutto spessore”. Esistono rischi moderati associati all’intervento chirurgico su animali con ipoproteinemia e devono essere eseguiti solo se assolutamente necessario.

Trattamento

La terapia appropriata per i cani con linfangectasia varia in base alla tipologia dei segni e alla gravità della malattia clinica.

A seconda della gravità dei segni clinici e/o dello stadio della malattia, può essere raccomandato o meno il ricovero dell’animale. I cani con vomito e/o diarrea grave, o ipoproteinemia e accumulo inappropriato di liquidi associato, vengono ricoverati per un trattamento aggressivo e stabilizzazione.

I pazienti stabili possono essere trattati ambulatorialmente purché vengano monitorati attentamente al fine di verificare la risposta alla terapia. È fondamentale che vengano seguite tutte le raccomandazioni del veterinario e che domande o dubbi che possono sorgere durante il protocollo di trattamento vengano affrontati immediatamente.

  • La gestione del regime alimentare è una parte importante della terapia in caso di linfangectasia. Si consigliano diete povere di grassi. Inoltre, l’olio MCT (trigliceridi a catena media) è una fonte di calorie ben tollerata dai pazienti con linfangectasia e in caso di emaciazione poiché contribuisce a compensare le calorie mancanti nelle diete povere di grassi.
  • L’impiego di diuretici per favorire la rimozione del liquido in eccesso dal corpo può essere indicato in quei pazienti con linfangectasia in cui l’accumulo di liquidi nelle cavità corporee o nei tessuti può causare problemi clinici. I diuretici devono essere utilizzati con cautela e solo come indicato.
  • Gli agenti oncotici (plasma, destrano, etetarca) contribuiscono a mantenere la normale distribuzione dei liquidi nel corpo e possono essere utilizzati nei pazienti che necessitano di una immediata stabilizzazione.
  • I corticosteroidi (farmaci antinfiammatori) possono essere benefici in questi pazienti.

Altre opzioni di trattamento incluse le procedure chirurgiche possono essere indicate nei pazienti che soffrono di linfangectasia secondaria. Ad esempio, nei pazienti che soffrono di pericardite costrittiva può essere raccomandata una pericardectomia (rimozione del rivestimento del cuore).

Follow-up

Il trattamento ottimale richiede una combinazione di cure veterinarie domestiche e professionali. Il follow-up può essere fondamentale, specie se il tuo cane non migliora in tempi brevi.

Assicurati di somministrare tutti i farmaci prescritti dal tuo veterinario come indicato. Non esitare a contattare il tuo veterinario se riscontri problemi nel seguire la terapia.

Tieni monitorato il livello generale di attività del tuo cane, il suo peso corporeo, l’appetito e l’eventuale ricomparsa di segni clinici (versamento pleurico, ascite, edema). Può essere raccomandata la ripetizione di esami dei livelli sierici di proteine.

Referenze


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