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Epatite nel cane: cause, sintomi e approcci terapeutici

Hai mai considerato la possibilità che i cani possano essere affetti da un disturbo noto come epatite?

Questo termine, che letteralmente significa “infiammazione del fegato”, non si riferisce a una singola malattia, ma piuttosto a un insieme di condizioni che provocano un’infiammazione a carico del fegato, tanto negli esseri umani quanto nei cani e in altre specie animali.

I cani possono contrarre l’epatite?

I cani, analogamente all’essere umano, possono sviluppare l’epatite, una condizione caratterizzata dall’infiammazione del fegato. Tuttavia, esistono differenze significative nel trattamento di questa patologia tra le due specie. Mentre negli esseri umani affetti da epatite grave è possibile considerare il trapianto di fegato, questa procedura viene eseguita raramente nei cani. Infatti, il trattamento dell’epatite canina si basa principalmente sull’uso di terapie mediche.

I cani non possono contrarre le varianti umane di epatite (A, B, C, D o E). I virus responsabili dell’epatite umana non sono trasmissibili ai cani.

L’epatite canina non costituisce una singola entità patologica, bensì si manifesta attraverso diverse forme, ciascuna caratterizzata da una causa unica e un andamento specifico della malattia.

La maggior parte degli episodi di epatite canina può essere classificata all’interno di due ampie categorie principali: epatite infettiva canina o epatite cronica canina.

Epatite infettiva canina

L’epatite infettiva canina è provocata dall’adenovirus canino di tipo 1 che differisce dall’adenovirus canino di tipo 2, responsabile delle patologie respiratorie nel cane.

I cani colpiti da epatite infettiva canina possono manifestare rapidamente sintomi gravi, inclusa la possibilità di morte improvvisa con pochi segni evidenti di malattia. Tuttavia, questa condizione è relativamente rara grazie alla diffusa pratica di vaccinazione.

Epatite cronica canina

L’epatite cronica è caratterizzata da un’infiammazione prolungata del fegato che può derivare da diverse cause sottostanti e manifestarsi con una vasta gamma di sintomi clinici.

Nei cani affetti da epatite cronica, è possibile osservare diverse presentazioni della malattia. Alcuni manifestano un’epatite di grado lieve, latente e con segni minimi, mentre in altri casi, l’infiammazione cronica può causare segni evidenti di malattia e progredire fino all’insufficienza epatica.

Cause dell’epatite nel cane

Epatite infettiva canina

L’epatite infettiva canina è una patologia causata da un’infezione virale. Nei cani affetti da questa condizione, si verifica una significativa eliminazione del virus attraverso saliva, feci e urine, un processo che può persistere per vari mesi dopo l’infezione iniziale. Il contagio può avvenire attraverso il contatto diretto con un cane infetto o con superfici o oggetti contaminati.

Questa forma di epatite canina è più comune nei cuccioli e nei cani che non sono stati sottoposti a vaccinazione, in considerazione della carenza di immunità contro il virus specifico che causa l’epatite infettiva. Pertanto, la vaccinazione risulta fondamentale per prevenire l’infezione e proteggere i cani, specialmente quelli più giovani e non ancora immunizzati.

Epatite cronica canina

L’epatite cronica canina può derivare da una serie di fattori che causano danni al fegato. In molti casi, risulta complesso identificare la causa specifica di un caso di epatite cronica. Tuttavia, alcune possibili cause comprendono:

  • Precedenti danni epatici causati dall’epatite infettiva canina.
  • Infezioni batteriche o fungine pregresse a carico del fegato.
  • Ingestione di una tossina dannosa per il fegato.
  • Malattie autoimmuni che determinano un attacco del sistema immunitario contro il fegato.
  • Accumulo anomalo di rame nel fegato.
  • Uso prolungato di determinati farmaci come FANS e fenobarbital.

L’insorgenza dell’epatite cronica è più comune nei cani di mezza età e anziani. Alcune razze, come Bedlington Terrier, West Highland White Terrier, Scottish Terrier, Cocker Spaniel, Doberman Pinscher, Barbone, Beagle, Golden Retriever e Labrador Retriever, possono presentare un rischio maggiore di sviluppare questa condizione.

epatite cane

Sintomi dell’epatite nel cane

I cani colpiti da epatite infettiva generalmente manifestano un quadro clinico gravemente compromesso. I sintomi, che si manifestano entro una settimana dall’esposizione al virus, comprendono vomito, diarrea con presenza di sangue, diminuzione dell’appetito, perdita di peso e letargia. È possibile osservare una colorazione giallastra della pelle e delle mucose, comunemente nota come ittero. Tra i segni meno frequenti vi sono tosse, difficoltà respiratorie, anomalie oculari e segni neurologici. In alcuni casi, un improvviso deterioramento dello stato di salute del cane può essere il primo segnale di malattia.

L’epatite cronica si caratterizza per un andamento progressivo nel tempo. Inizialmente, i cani affetti possono presentare uno stato di salute apparentemente normale, con sintomi che emergono soltanto in seguito al deterioramento progressivo del fegato. Nelle fasi avanzate dell’epatite cronica, i segni clinici possono includere perdita di peso, episodi di vomito, diarrea, aumento della sete e della minzione, letargia, emorragie anomale e una possibile colorazione giallastra della pelle o delle gengive. Inoltre, l’insorgenza di encefalopatia epatica, una condizione cerebrale derivante dall’incapacità del fegato di rimuovere le tossine dal flusso sanguigno, può portare a episodi convulsivi.

Indipendentemente dalla causa sottostante, i segni clinici dell’epatite canina possono comprendere:

Diagnosi

Il veterinario inizierà il processo diagnostico eseguendo un esame fisico completo alla ricerca di segni come ittero e altri indicatori di patologie epatiche. Condurrà un’indagine dettagliata volta a raccogliere informazioni sulla storia medica del cane. Durante questo processo, l’attenzione sarà specificamente rivolta a potenziali situazioni in cui l’animale potrebbe essere stato esposto a virus, infezioni o sostanze tossiche.

Successivamente, il veterinario potrebbe consigliare esami del sangue e un’analisi delle urine. Le anomalie rilevate nei risultati di questi test di laboratorio potrebbero suggerire una disfunzione epatica, rafforzando l’ipotesi di epatite come possibile diagnosi.

Se il veterinario sospetta un’epatite infettiva canina, potrebbe optare per l’utilizzo del test PCR al fine di individuare la presenza del virus nei fluidi corporei del cane. Il test PCR (Polymerase Chain Reaction/reazione a catena della polimerasi) è una tecnica di biologia molecolare utilizzata per amplificare e analizzare il DNA o l’RNA presenti in un campione biologico. Può essere utilizzato per individuare la presenza di agenti patogeni specifici, come virus o batteri, nei campioni biologici prelevati dall’animale.

Per una diagnosi definitiva di epatite cronica canina, è necessario eseguire una biopsia epatica. La raccolta di campioni bioptici può avvenire mediante un ago di grosso calibro, in condizioni di sedazione e in modalità ecoguidata, oppure tramite intervento chirurgico. Il veterinario discuterà con il proprietario la soluzione più adeguata per il cane.

Trattamento dell’epatite nel cane

L’epatite infettiva canina è un’ infezione virale che richiede un decorso naturale di guarigione. Tuttavia, spesso è essenziale il ricovero in ospedale per fornire cure di supporto. Il veterinario potrebbe somministrare fluidi per prevenire la disidratazione, farmaci per gestire la nausea e la diarrea oltre ad antiossidanti per limitare eventuali danni permanenti al fegato.

Il trattamento dell’epatite cronica dipende principalmente dalla presunta causa sottostante. Qualora venga individuata una causa identificabile, come un accumulo anomalo di rame, potrebbero essere somministrati trattamenti specifici mirati a gestire la condizione sottostante Ad esempio, in caso di epatite batterica, potrebbe essere necessaria una terapia antibiotica. L’infiammazione epatica potrebbe essere ridotta tramite l’uso di steroidi o altri farmaci immunosoppressori. In aggiunta, il veterinario potrebbe consigliare una dieta terapeutica appositamente formulata per sostenere la funzionalità epatica del cane.

Prognosi

L’epatite infettiva canina è una condizione grave che può risultare fatale in circa il 30% dei casi. Anche in caso di sopravvivenza, è possibile che si verifichino danni permanenti al fegato. Il veterinario condurrà una valutazione approfondita della condizione del cane, suggerendo i trattamenti e i monitoraggi necessari per gestire eventuali conseguenze e favorire la sua ripresa dall’epatite infettiva canina.

Nella maggior parte dei casi, l’epatite cronica non è una condizione che può essere completamente curata, ma piuttosto gestita nel tempo. Il cane potrebbe richiedere un trattamento farmacologico continuativo, cambiamenti alimentari e regolari controlli veterinari. La prognosi sarà in gran parte determinata dallo stadio della malattia al momento della diagnosi.

L’aspettativa di vita per i cani gravemente malati al momento della diagnosi potrebbe essere limitata a pochi giorni o mesi. Al contrario, i cani asintomatici possono mantenere uno stile di vita relativamente normale grazie a un trattamento appropriato. In ogni caso, il coinvolgimento attivo del veterinario e il monitoraggio continuo saranno essenziali per garantire la gestione ottimale della condizione nel tempo.

Prevenzione

La vaccinazione costituisce il metodo più efficace per prevenire l’insorgenza dell’epatite infettiva canina. Il protocollo vaccinale DHPP comprende una componente vaccinale specifica contro l’adenovirus per i cani. Mantenendo aggiornato questo protocollo, è possibile ridurre notevolmente il rischio di contrarre l’epatite infettiva canina. Nel caso in cui il cucciolo non abbia ancora completato il ciclo di vaccinazioni, è consigliabile evitare il contatto con altri cani e ambienti potenzialmente contaminati al fine di prevenire l’infezione.

A causa della diversità delle possibili cause legate all’epatite cronica, la prevenzione risulta spesso essere un compito complesso. Adottare pratiche come fornire una dieta bilanciata, evitare alimenti contaminati da muffe, limitare l’esposizione del cane a sostanze tossiche e mantenere aggiornata la profilassi vaccinale può contribuire a mitigare alcuni dei rischi associati. Tuttavia, nonostante queste precauzioni, non è possibile eliminare completamente il rischio di sviluppare l’epatite cronica.

Fonti