Il tuo gatto ha i linfonodi ingrossati? Ecco cosa devi sapere

I linfonodi svolgono un ruolo fondamentale nel sistema immunitario del gatto, in quanto fungono da veri e propri “checkpoint” contro le infezioni. Quando si ingrossano, stanno segnalando che qualcosa non va nell’organismo del nostro gatto. Riconoscere in modo tempestivo questo segnale e sapere come agire può fare la differenza per la salute del nostro animale.

Cosa sono i linfonodi e perché sono importanti

I linfonodi sono piccole strutture ovali, simili a fagioli, distribuite in tutto il corpo del gatto. Fanno parte del sistema linfatico, una rete complessa che include anche milza, timo e midollo osseo. La loro funzione principale consiste nel filtrare la linfa, un fluido che trasporta globuli bianchi, proteine e grassi attraverso l’organismo.

Quando un agente patogeno entra nell’organismo, i linfonodi più vicini all’area interessata si attivano immediatamente. Al loro interno, i linfociti (un tipo particolare di globuli bianchi) e i macrofagi lavorano per identificare e distruggere virus, batteri o cellule anomale. Questo processo di difesa causa spesso l’ingrossamento del linfonodo coinvolto, fenomeno che in medicina veterinaria viene definito linfoadenopatia o linfoadenomegalia.

Dove si trovano i principali linfonodi nel gatto

Nel gatto sano, i linfonodi hanno dimensioni molto ridotte, paragonabili a piccoli piselli, e sono difficilmente palpabili. I principali gruppi linfonodali che il veterinario può esaminare durante una visita includono:

I linfonodi sottomandibolari si trovano sotto la mandibola, nella zona della gola. I prescapolari sono situati davanti alle spalle, mentre gli ascellari si localizzano nelle “ascelle” del gatto. Nella regione inguinale troviamo i linfonodi inguinali superficiali, e dietro il ginocchio sono presenti i poplitei.

Esistono anche numerosi linfonodi interni, come quelli mesenterici nell’addome, che non possono essere palpati durante un normale esame fisico ma sono visibili attraverso ecografia o altre tecniche di imaging.

Sintomi dell’ingrossamento dei linfonodi

L’ingrossamento dei linfonodi può manifestarsi in modi diversi a seconda della loro localizzazione e della causa sottostante. In molti casi, i proprietari notano dei rigonfiamenti sotto la pelle del gatto, in particolare nella zona del collo o delle zampe. Questi possono essere dolenti al tatto oppure completamente indolori.

Quando sono coinvolti i linfonodi del collo, il gatto può avere difficoltà a deglutire o mostrare riluttanza a mangiare. L’ingrossamento dei linfonodi nella zona toracica può causare tosse o difficoltà respiratorie, mentre quelli addominali ingrossati possono provocare vomito, diarrea o costipazione.

I sintomi generali che spesso accompagnano la linfoadenopatia includono letargia, perdita di appetito, perdita di peso, febbre e un generale stato di malessere. Secondo un articolo pubblicato su Hepper Pet Resources, i gatti con linfoadenopatia mostrano spesso apatia e altri segni non specifici.

linfonodi ingrossati gatto

Le cause principali dei linfonodi ingrossati

Cause infettive

Le infezioni rappresentano una delle cause più comuni di ingrossamento linfonodale nel gatto. Tra gli agenti batterici più frequenti troviamo:

Bartonella henselae, il batterio responsabile della malattia da graffio del gatto, che può causare linfoadenopatia sia nel gatto che nell’uomo. Altri batteri significativi includono Yersinia pestis (agente della peste), Francisella tularensis (tularemia) e vari micobatteri.

Le infezioni virali che possono causare ingrossamento dei linfonodi comprendono il virus della leucemia felina (FeLV) e il virus dell’immunodeficienza felina (FIV). Secondo PetMD, i gatti dovrebbero sempre essere testati per FeLV e FIV quando presentano linfoadenopatia.

Tra le infezioni fungine, la sporotricosi è particolarmente rilevante. Questa infezione si contrae attraverso il contatto con terreno contaminato, fieno o piante, specialmente le rose da giardino. Anche Cryptococcus e Blastomyces possono causare linfoadenopatia sistemica.

Cause non infettive

Le reazioni allergiche possono stimolare i linfonodi a produrre più cellule in risposta all’allergene, causandone l’ingrossamento. Le malattie immunomediate, dove il sistema immunitario reagisce in modo eccessivo o inappropriato, rappresentano un’altra causa importante.

La sindrome ipereosinofilica felina, caratterizzata da una produzione eccessiva di eosinofili (un tipo di globulo bianco), può manifestarsi con linfoadenopatia generalizzata.

Cause neoplastiche

Il linfoma è la neoplasia più comune che causa ingrossamento dei linfonodi nel gatto. Secondo il Cornell University College of Veterinary Medicine, il linfoma felino è il tumore più spesso diagnosticato tra tutti i tipi di cancro felino.

Anche le metastasi da altri tumori possono causare ingrossamento linfonodale, quando le cellule tumorali si diffondono attraverso il sistema linfatico.

Diagnosi

La diagnosi di linfoadenopatia inizia sempre con un esame fisico completo. Il veterinario palperà attentamente tutti i linfonodi accessibili, valutandone dimensioni, consistenza e dolorabilità.

Esami di laboratorio

Gli esami del sangue di base includono un emocromo completo, un profilo biochimico e l’analisi delle urine. Questi test forniscono informazioni preziose sullo stato generale di salute del gatto e possono rivelare segni di infezione o altre anomalie.

Aspirato con ago sottile (FNA)

L’aspirato con ago sottile rappresenta spesso il primo passo diagnostico specifico. Come riportato da Catster, questa procedura può essere eseguita direttamente in ambulatorio senza necessità di sedazione. Il veterinario inserisce un ago sottile nel linfonodo ingrossato e aspira alcune cellule che vengono poi esaminate al microscopio.

Biopsia linfonodale

Quando l’aspirato non fornisce risultati conclusivi, può essere necessaria una biopsia. Uno studio pubblicato sul Journal of Feline Medicine and Surgery ha dimostrato che la sensibilità della citologia per rilevare neoplasie è solo del 20%, rendendo spesso necessaria la biopsia per una diagnosi definitiva.

Diagnostica per immagini

Radiografie ed ecografie sono fondamentali per valutare i linfonodi interni e cercare altre anomalie. La TAC o la risonanza magnetica possono essere utilizzate in casi complessi per una valutazione più dettagliata.

Trattamento

Il trattamento della linfoadenopatia dipende interamente dalla causa sottostante. Non esiste un approccio unico valido per tutti i casi.

Trattamento delle infezioni

Le infezioni batteriche vengono trattate con antibiotici appropriati, selezionati in base ai risultati dei test di sensibilità. Le infezioni fungine richiedono farmaci antimicotici specifici, spesso per periodi prolungati.

Gestione del linfoma

Secondo VCA Animal Hospitals, il linfoma viene solitamente trattato con chemioterapia, con protocolli diversi per linfomi di alto e basso grado. I gatti generalmente tollerano bene la chemioterapia, con effetti collaterali limitati rispetto agli esseri umani.

Terapie di supporto

Indipendentemente dalla causa, il supporto nutrizionale è fondamentale. I gatti con linfoadenopatia spesso hanno poco appetito e possono beneficiare di stimolanti dell’appetito o, nei casi più gravi, di alimentazione assistita.

Prognosi e monitoraggio

La prognosi varia in base alla causa sottostante. Le infezioni batteriche semplici spesso si risolvono completamente con il trattamento appropriato. Le infezioni virali come FeLV o FIV richiedono una gestione a lungo termine ma molti gatti possono vivere anni con cure appropriate.

Per il linfoma, il tempo medio di sopravvivenza con chemioterapia varia da 7-10 mesi per il linfoma alimentare a 2-3 mesi per forme più aggressive.

Il monitoraggio regolare è essenziale. Il veterinario programmerà visite di controllo per valutare la risposta al trattamento attraverso la palpazione dei linfonodi, esami del sangue di controllo e, quando necessario, imaging di follow-up.

Prevenzione e cure domestiche

Sebbene non tutte le cause di linfoadenopatia siano prevenibili, alcune misure possono ridurne il rischio. La vaccinazione contro FeLV è fondamentale per i gatti che hanno accesso all’esterno. Il controllo regolare delle pulci aiuta a prevenire la trasmissione di Bartonella e altri patogeni.

Tenere il gatto in casa riduce l’esposizione a molti agenti infettivi. Per i gatti che escono, evitare il contatto con gatti randagi o malati è importante.

A casa, è importante controllare periodicamente il proprio gatto, palpando con delicatezza le zone dove i linfonodi sono più facilmente individuabili. Qualsiasi cambiamento nelle dimensioni o nella consistenza dovrebbe essere segnalato prontamente al veterinario.

Considerazioni sulla salute pubblica

Alcune cause di linfoadenopatia felina sono zoonotiche, cioè possono essere trasmesse all’uomo. La Bartonella henselae, causa della malattia da graffio del gatto, è forse la più conosciuta. Anche Yersinia pestis, Francisella tularensis e la sporotricosi possono infettare l’uomo.

Se il gatto è affetto da una di queste infezioni, è fondamentale seguire scrupolosamente le indicazioni del veterinario per proteggere la propria salute. Questo include il lavaggio frequente delle mani, l’uso di guanti quando si maneggiano lettiere o medicazioni ed evitare graffi o morsi.

Quando preoccuparsi

È importante contattare immediatamente il veterinario se si nota:

  • Un ingrossamento dei linfonodi che persiste per più di una settimana
  • Linfonodi che crescono rapidamente
  • Ingrossamento accompagnato da altri sintomi come febbre o perdita di peso
  • Multipli linfonodi ingrossati contemporaneamente

Anche se l’ingrossamento sembra risolversi, è comunque consigliabile una valutazione veterinaria per escludere problemi sottostanti che potrebbero non essere evidenti nell’immediato.

Conclusioni

L’ingrossamento dei linfonodi nel gatto è un segno clinico importante che merita sempre attenzione veterinaria. Sebbene possa essere causato da condizioni relativamente benigne e facilmente trattabili, può anche indicare problemi più seri che richiedono un intervento tempestivo.

La collaborazione tra proprietario e veterinario è fondamentale per una diagnosi accurata e un trattamento efficace. Con le moderne tecniche diagnostiche e terapeutiche disponibili, molti gatti con linfoadenopatia possono essere gestiti con successo e vivere con una buona qualità di vita per molti anni.

La chiave sta nel riconoscimento precoce, nella diagnosi accurata e nel trattamento appropriato della causa sottostante. L’attenzione del proprietario e una buona comunicazione con il veterinario sono elementi cruciali per garantire al gatto le migliori cure possibili.

Fonti