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Encefalopatia epatica nel gatto: cause, sintomi e terapia

L’encefalopatia epatica è una condizione neurologica che si sviluppa secondariamente a una patologia epatica. Quando il fegato non è in grado di funzionare correttamente, provoca cambiamenti nella chimica del sangue che alterano la normale funzione cerebrale. Sebbene questi cambiamenti non siano del tutto compresi, livelli elevati di ammoniaca, che sono tossici per le cellule del sistema nervoso, sembrano svolgere un ruolo importante nello sviluppo dell’encefalopatia epatica.

Cause dell’encefalopatia epatica nel gatto

L’encefalopatia epatica è più comunemente associata a uno shunt portosistemico (PSS), una condizione che impedisce al sangue di essere filtrato dal fegato. L’encefalopatia epatica può verificarsi anche in caso di insufficienza epatica acuta e patologie epatiche gravi, come la lipidosi epatica felina. Poiché l’encefalopatia epatica è prevalente negli animali domestici con PSS, le razze di gatti con una maggiore incidenza di PSS includono persiani e himalayani.

Sintomi dell’encefalopatia epatica nel gatto

I segni clinici dell’encefalopatia epatica nel gatto sono vari e possono comparire poco dopo la fine di un pasto:

  • Apatia
  • Letargia
  • Andatura instabile / Atassia
  • Ipersalivazione
  • Possibile insorgenza di attacchi convulsivi
  • Irrequietezza
  • Irritabilità
  • Aggressività (occasionale)
  • Tremori muscolari e/o cecità improvvisa
  • Head pressing, ossia la compressione ripetuta e continuativa della testa del gatto contro un muro o altro supporto verticale senza alcun motivo apparente

La patologia epatica sottostante può causare:

Esistono cinque gradi di encefalopatia epatica che variano in forma crescente in base alla gravità della condizione dal Grado 0 (nessun segno clinico) al Grado 4 (grave letargia, coma).

encefalopatia epatica gatto
Photo by Frédéric Barriol on Unsplash

Diagnosi

Il veterinario può sospettare l’encefalopatia epatica in base ad anamnesi, reperti dell’esame fisico ed esiti dei test di laboratorio.

I gatti affetti possono presentare::

  • Valori epatici elevati
  • Anemia
  • Altre anomalie osservabili negli esiti degli esami del sangue, tra cui:
    • enzimi epatici anomali
    • livelli elevati di bilirubina (un pigmento rilasciato dalla disgregazione dei globuli rossi ed escreto dal fegato)
    • valori renali elevati
    • bassi livelli di albumina (una proteina prodotta dal fegato)
    • bassi livelli di glucosio
    • anomalie elettrolitiche

Un’analisi delle urine può mostrare una anomala diluizione delle urine, causata dall’aumento della sete e della minzione associate alla malattia, nonché cristalli di ammoniaca e proteine in eccesso (proteinuria).

Nel caso in cui il veterinario sospetti una malattia del fegato, può raccomandare un esame degli acidi biliari sierici prima e dopo il pasto. Questo esame misura la concentrazione di acidi biliari presente nel sangue del gatto prima e dopo un pasto ricco di proteine. Il veterinario può anche raccomandare la misurazione dei livelli sierici di ammoniaca, anche se talvolta i livelli possono risultare normali nei pazienti con encefalopatia epatica.

Le radiografie addominali possono mostrare se il fegato del gatto presenta dimensioni anormalmente grandi o piccole, oltre a un ingrossamento della milza, alterazioni delle vie biliari e possibili tumori addominali. Il veterinario può raccomandare un’ecografia addominale per valutare in modo più dettagliato fegato e addome. Tale procedura può identificare uno shunt portosistemico e altre anomalie epatiche. Tecniche di imaging più avanzate, come la tomografia computerizzata (TC) o la risonanza magnetica (MRI) del cervello possono essere raccomandate per la ricerca di alterazioni associate all’encefalopatia epatica o per escludere altre cause dei segni clinici manifestati dal gatto.

La citologia o una biopsia epatica possono essere raccomandate per una ulteriore valutazione della patologia epatica. La biopsia può essere eseguita contemporaneamente all’ecografia in modalità ecoguidata allo scopo di facilitare la raccolta del campione dall’addome. In alcuni casi, il veterinario può invece raccomandare una biopsia chirurgica del fegato. Il campione raccolto sarà inviato a un laboratorio e analizzato da un patologo veterinario.

Trattamento dell’encefalopatia epatica nel gatto

Nel caso in cui la condizione sia grave e acuta (ad esordio improvviso), il gatto potrebbe necessitare di una terapia endovenosa che includa mannitolo o soluzione salina ipertonica per ridurre l’edema (gonfiore) presente nel cervello e/o L-ornitina L-aspartato (LOLA) per ridurre i livelli di ammoniaca. Le convulsioni vengono controllate con farmaci anticonvulsivanti, come diazepam, levetiracetam (Keppra®) o fenobarbital. È possibile l’impiego di clisteri per ridurre i batteri del colon che producono metaboliti proteici che possono essere assorbiti nel sangue aggravando l’encefalopatia epatica.

Una volta stabilizzata la condizione del gatto, il trattamento in genere si basa su due componenti principali. Anzitutto, viene ridotto il contenuto proteico della dieta per favorire la riduzione delle quantità di prodotti di degradazione proteica, come l’ammoniaca, che contribuiscono ai segni di encefalopatia epatica. In secondo luogo, vengono utilizzati antibiotici (come metronidazolo, amoxicillina e neomicina) o altri farmaci (come il lattulosio) per alterare la popolazione batterica intestinale e ridurre ulteriormente la produzione di alcuni metaboliti proteici, inclusa l’ammoniaca. Possono essere raccomandati la supplementazione con zinco e i probiotici per favorire la riduzione dei livelli di ammoniaca. Grazie a queste misure, spesso è possibile ridurre al minimo i segni dell’encefalopatia epatica.

Per il trattamento della patologia epatica sottostante possono essere raccomandati integratori epatoprotettivi studiati appositamente per un sostegno alle funzioni del fegato del gatto. Esempi di epatoprotettori comunemente usati includono S-adenosil metionina (Denosyl®, Zentonil®), vitamina E, cardo mariano (silimarina) e acido ursodesossicolico (Ursodiol®). Si ritiene che questi integratori riducano il danno epatico in corso e contribuiscano a mantenere sano il tessuto epatico funzionale rimanente.

Prognosi

La prognosi dipende dalla gravità delle condizioni del fegato del gatto e dalla capacità di trattare la patologia sottostante.

Fonti

[riduci]

Aggiornato il 23 Settembre 2022 da AIS

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