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Polmonite nel gatto: sintomi, diagnosi e trattamento

I polmoni svolgono una funzione vitale nel mantenimento della salute di tutte le specie, compreso il gatto. Nella fisiologia felina, i polmoni operano in maniera simile a quelli di altri mammiferi, favorendo l’eliminazione dell’anidride carbonica e l’apporto di ossigeno fresco al corpo.

La loro funzione non si limita semplicemente ai meccanismi di inspirazione ed espirazione dell’aria. I polmoni svolgono anche una funzione essenziale come organi respiratori nel processo di scambio gassoso. Essi consentono il passaggio dell’ossigeno dall’aria inspirata al flusso sanguigno attraverso il meccanismo di diffusione nelle membrane alveolari polmonari e nei capillari circostanti. La polmonite rappresenta una condizione patologica in cui questo processo di trasferimento di ossigeno viene compromesso, alterando così la capacità del corpo di ricevere adeguati livelli di ossigeno.

In un gatto affetto da polmonite, l’interruzione del processo di scambio gassoso è causata da un’infiammazione associata a un accumulo di materiale infetto nei tessuti polmonari. Tale condizione crea una barriera fisica che compromette il normale passaggio dell’ossigeno dall’aria presente nei polmoni al sistema circolatorio, dove è necessario per la perfusione tissutale.

Qualora il gatto manifestasse segni clinici indicativi di polmonite, si raccomanda di cercare prontamente assistenza veterinaria per una valutazione accurata e l’avvio di un trattamento appropriato.

Classificazione dei tipi di polmonite felina

La polmonite nel gatto può essere suddivisa in quattro tipologie principali:

  • Polmonite da aspirazione: questa forma si verifica quando il gatto inala una sostanza che ostacola il normale trasferimento di ossigeno.
  • Polmonite infettiva: la polmonite di natura infettiva è causata da un’infezione batterica e/o virale.
  • Polmonite fungina: nota anche come polmonite micotica, questa variante è di rara manifestazione nel gatto.
  • Polmonite parassitaria: sebbene rara nei gatti in generale, si riscontra maggiormente nei gattini, nei felini selvatici e in quelli che vivono all’aperto.

Sintomi della polmonite nel gatto

I sintomi della polmonite possono manifestarsi gradualmente o con rapidità, a seconda della tipologia e della gravità dell’infezione. Essi possono comprendere:

  • Tachipnea: aumento della frequenza respiratoria.
  • Dispnea: difficoltà respiratoria.
  • Respirazione orale: respirazione attraverso la bocca anziché il naso.
  • Tachicardia: aumento della frequenza cardiaca in risposta allo stress respiratorio.
  • Letargia: riduzione dell’attività e della reattività.
  • Febbre: aumento della temperatura corporea in risposta all’infezione.
  • Tosse: manifestazione comune della risposta dell’organismo a irritazioni o infezioni delle vie respiratorie.
  • Muco di colore blu: presenza di muco con colorazione bluastra, potenzialmente indicativo di problemi di ossigenazione.

La polmonite può essere contagiosa per gli altri gatti?

La polmonite, in particolare nei casi di origine infettiva di natura virale o batterica, presenta un potenziale di contagiosità per gli altri gatti e, in casi rari, anche per i cani.

In presenza di sospetto di una forma contagiosa di polmonite nel gatto, si raccomanda di isolare il felino affetto dagli altri animali domestici presenti in casa.

Alcuni agenti patogeni infettivi possono persistere su superfici quali cibo, ciotole dell’acqua, cassetta igienica e giocattoli appartenenti al gatto malato. Pertanto, si raccomanda di evitare l’uso condiviso di questi oggetti tra animali sani e malati, nonché di eseguire regolarmente la loro pulizia. È consigliabile inoltre lavare accuratamente le mani dopo aver assistito il gatto malato al fine di prevenire la diffusione dei germi.

polmonite gatto

Cause della polmonite nel gatto

La polmonite nei gatti può derivare da diverse eziologie che possono variare in base al tipo di infezione sottostante.

Polmonite da aspirazione

La polmonite da aspirazione può essere causata da:

  • Inalazione di contenuti gastrici/vomito, farmaci, liquidi o altri materiali estranei: tale situazione può verificarsi quando il gatto inala involontariamente il contenuto dello stomaco, farmaci, liquidi o altre sostanze estranee.
  • Compromissione del riflesso del vomito associata a debolezza dei muscoli esofagei: questa condizione può derivare da fattori come megaesofago, episodi convulsivi o recente esposizione all’anestesia.

Polmonite infettiva

La polmonite infettiva può derivare da diverse cause, tra cui:

  • Infezioni batteriche: queste infezioni si manifestano più frequentemente come complicanze di infezioni virali o episodi di aspirazione. Gli agenti patogeni coinvolti possono comprendere Chlamydia trachomatis, micoplasma, E. coli e Staphylococcus.

Polmonite fungina

La criptococcosi si configura come l’infezione fungina più comune nel gatto. L’insorgenza di tale patologia avviene mediante l’inalazione di spore fungine, spesso provenienti da terreni contaminati.

Polmonite parassitaria

La polmonite parassitaria è causata da due specie di vermi polmonari, ovvero Aelurostrongylus abstrusus e Troglostrongylus brevior. Questi parassiti colpiscono i gattini e i gatti selvatici esposti alle larve dei vermi presenti in acque contaminate o nelle prede.

Diagnosi della polmonite felina

Il veterinario potrebbe formulare il sospetto di polmonite dopo aver analizzato la storia clinica e i sintomi presentati dal gatto. Durante l’esame fisico, il professionista potrebbe eseguire le seguenti procedure:

  • Auscultazione dei polmoni per rilevare eventuali segni di dispnea.
  • Prescrizione di radiografie toraciche per una valutazione dettagliata dei polmoni.
  • Richiesta di un esame del sangue per monitorare i livelli ematici di globuli rossi e bianchi, glucosio, elettroliti e la funzionalità degli organi. Livelli elevati di globuli bianchi spesso indicano la presenza di un’infezione.
  • Richiesta di un pannello respiratorio per individuare la presenza di virus e batteri comunemente associati alla polmonite.
  • Prelievo di un campione di liquido dalla trachea o dalle vie nasali del gatto allo scopo di effettuare un test per identificare il tipo specifico di batteri presenti e determinare la strategia di trattamento più efficace.

Trattamento della polmonite nel gatto

Il protocollo terapeutico per la polmonite è strettamente correlato al tipo e alla gravità dei sintomi manifestati.

Le polmoniti virali di lieve entità possono essere gestite in regime ambulatoriale mediante cure di supporto, a condizione che il quadro clinico del gatto sia stabile.

La polmonite da aspirazione e quella di origine infettiva richiedono generalmente un trattamento antibiotico ad ampio spettro.

Qualora il gatto presenti sintomi di moderata o grave entità, potrebbe essere indicato il ricovero ospedaliero per un monitoraggio più approfondito.

Trattamenti aggiuntivi possono includere terapie di supporto come la somministrazione di fluidi per via endovenosa, l’uso di nebulizzatori per mantenere umide le vie respiratorie, la fornitura di ossigeno supplementare e la terapia nutrizionale mediante sondino.

Nel caso in cui siano coinvolti altri agenti infettivi, potrebbe essere necessario integrare il trattamento con antifungini o altri farmaci specifici.

Fase di recupero e gestione della polmonite felina

Molti gatti affetti da polmonite da aspirazione e polmonite batterica potrebbero richiedere un ricovero ospedaliero della durata di 1-3 giorni, principalmente per la gestione di eventuali necessità di ossigeno supplementare.

Il veterinario potrebbe prescrivere un ciclo di antibiotici della durata minima di 14 giorni al fine di trattare l’infezione. Sebbene le infezioni virali possano risolversi spontaneamente entro 1-2 settimane, possono comunque predisporre il gatto a infezioni batteriche secondarie. Pertanto, una volta a casa è importante effettuare un attento monitoraggio.

La maggior parte dei gatti, una volta superata la polmonite, non sperimenta problemi polmonari persistenti. Tuttavia, alcuni felini con patologie sottostanti potrebbero essere più suscettibili a recidive. Di conseguenza, la gestione post-terapia dovrebbe prevedere un monitoraggio regolare e personalizzato.

Fonti