Insufficienza cardiaca nel gatto: sintomi, cause e gestione

L’insufficienza cardiaca si verifica quando il cuore del gatto non è in grado di riempirsi correttamente e pompare una quantità adeguata di sangue nel resto del corpo. In assenza di un trattamento di emergenza, questa condizione può essere fatale.

Senza una gestione adeguata o nel caso in cui la condizione abbia modo di progredire, la malattia cardiaca può progredire in insufficienza cardiaca. Per malattia cardiaca si intende una varietà di problemi che compromettono il corretto funzionamento del cuore, ma che non richiedono un trattamento di emergenza.

Esistono due tipologie di insufficienza cardiaca nel gatto. Il primo tipo è l’insufficienza cardiaca di cui sopra. L’altra tipologia è l’insufficienza cardiaca congestizia, che si verifica non solo in caso di malfunzionamento del cuore, ma anche in presenza di una raccolta di liquido nei polmoni.

Sintomi dell’insufficienza cardiaca nel gatto

I gatti sono molto abili nel nascondere i sintomi di una malattia, anche in caso di insufficienza cardiaca. Per questo motivo, il proprietario in genere nota la comparsa dei primi segni di insufficienza cardiaca nella fase avanzata della condizione.

I primi sintomi di insufficienza cardiaca nel gatto possono includere:

  • Diminuzione dell’appetito
  • Il gatto è meno attivo del solito
  • Il gatto tende a nascondersi più del solito

Con il progredire della condizione, i sintomi possono includere:

  • Il gatto manifesta difficoltà respiratorie (respiro pesante) mentre si osserva il torace o l’addome (potrebbero essere intermittenti)
  • Intolleranza all’esercizio fisico (il gatto necessita di pause o manifesta un aumento della frequenza degli atti respiratori dopo aver svolto attività fisica o aver giocato)
  • Letargia

L’insufficienza cardiaca congestizia si presenta con sintomi più evidenti, poiché la raccolta di liquido che si verifica all’interno dei polmoni del gatto rende la respirazione difficoltosa. Di solito, il proprietario nota i sintomi quando l’insufficienza cardiaca diviene congestizia.

I sintomi possono includere:

Cause dell’insufficienza cardiaca nel gatto

L’insufficienza cardiaca può essere causata da una varietà di condizioni che generalmente rientrano in tre categorie:

  • Cardiomiopatia. Il muscolo che costituisce il cuore, responsabile del pompaggio del sangue dal cuore, è malato.
  • Malattia valvolare. Le valvole presenti all’interno del cuore che controllano il flusso sanguigno in entrata e in uscita dal cuore sono malate.
  • Malattia vascolare. I principali vasi sanguigni cardiaci sono malati. Questa tipologia è correlata ad alterazioni della pressione sanguigna.

La maggior parte delle condizioni che progrediscono in insufficienza cardiaca presenta una causa di natura genetica (ereditata dai genitori del gatto) o sconosciuta.

Molte condizioni cardiache, come la displasia valvolare, non si traducono spesso in insufficienza cardiaca. In caso di displasia valvolare, il gatto nasce con una valvola cardiaca caratterizzata da una forma insolita. La maggior parte dei gatti affetti da questa condizione conduce un’esistenza senza evidenza di malattia cardiaca.

Esistono diverse razze feline maggiormente predisposte allo sviluppo di malattie cardiache per cause genetiche, tra cui:

  • Maine Coon*
  • Ragdoll*
  • Birmano
  • British Shorthair
  • Norvegese delle Foreste
  • Siamese
  • Sphynx

* Secondo numerosi studi genetici, queste due razze sono quelle più comunemente colpite da malattie cardiache.

insufficienza cardiaca gatto

Diagnosi

La diagnosi di insufficienza cardiaca deve includere procedure di imaging, tra cui radiografie o ecografie. Tuttavia, in situazioni di emergenza dove il gatto manifesta evidenti difficoltà respiratorie non è possibile effettuare immediatamente tali procedure, poiché qualsiasi ulteriore fonte di stress potrebbe essere fatale. Molte volte, quindi, il veterinario deve procedere con estrema cautela ipotizzando inizialmente la presenza di insufficienza cardiaca sulla base del solo esame fisico.

Il veterinario eseguirà esami del sangue di base per escludere altre possibili cause dei sintomi manifestati dal gatto e per formulare un trattamento farmacologico sicuro. Esistono due esami del sangue specifici per il cuore:

  • Troponina cardiaca
  • ProBNP

Entrambi possono essere utilizzati per la ricerca di evidenza di malattia cardiaca, ma non possono diagnosticare con certezza la presenza di insufficienza cardiaca.

Altri due test importanti e comuni sono il monitoraggio della pressione sanguigna del gatto e l’esecuzione di un elettrocardiogramma (ECG). Questo esame diagnostico prevede il posizionamento di piccole clip sulla cute del gatto in vari punti per misurare i segnali elettrici che passano attraverso il cuore. Viene utilizzato per valutare il ritmo cardiaco che, in caso di anomalia, potrebbe necessitare di trattamento.

Una volta stabilizzata la condizione del gatto, sarà possibile eseguire tecniche di imaging per la valutazione del cuore. Esistono due tipologie principali di procedure di imaging, tra cui:

  • Radiografie. Consentono al veterinario di visualizzare le dimensioni del cuore e le condizioni dei polmoni. Le radiografie non sono molto specifiche per l’identificazione della malattia cardiaca.
  • Ecografie. Consentono al veterinario di osservare molto da vicino cuore e polmoni. L’ecocardiogramma è un’ecografia eseguita da un cardiologo veterinario per la ricerca di malattie cardiache specifiche.

Trattamento dell’insufficienza cardiaca nel gatto

L’insufficienza cardiaca non è una malattia curabile. Sebbene in alcuni casi l’insufficienza cardiaca stessa possa essere risolta, la malattia cardiaca sottostante non può essere curata e può causare l’insorgere di una recidiva.

L’insufficienza cardiaca è spesso gestibile. Nel caso in cui sia presente una raccolta di liquido nell’addome o nel torace, il veterinario procederà alla rimozione di tale liquido per consentire al gatto una più facile respirazione. Se il liquido viene rimosso dall’addome, si parla di addominocentesi. Se, invece, viene rimosso dal torace, si parla di toracentesi.

Una volta raggiunta la diagnosi di insufficienza cardiaca, il veterinario prescriverà farmaci per migliorare la capacità di riempimento e pompaggio del cuore. La risposta al trattamento farmacologico è individuale e diversa per ogni gatto in considerazione delle molteplici tipologie di malattie cardiache.

Sarà necessario anche rivedere l’alimentazione del gatto, soprattutto per quanto concerne l’apporto di sodio. Il veterinario potrà fornire consigli alimentari adeguati.

Farmaci utilizzati per la gestione dell’insufficienza cardiaca nel gatto

I farmaci comunemente usati per gestire l’insufficienza cardiaca felina includono:

  • Diuretici, come la furosemide. Questi farmaci drenano il liquido in eccesso che si accumula nel torace.
  • Pimobendan. Questo farmaco agisce sul muscolo cardiaco consentendogli di riempire il cuore con più sangue e pompare in modo più efficace.
  • ACE-inibitori, come il benazepril. Questi farmaci favoriscono la dilatazione dei vasi sanguigni affinché più sangue possa fuoriuscire dal cuore e la pressione sanguigna si abbassi.
  • Antitrombotici, come clopidogrel. Questi farmaci impediscono la formazione di coaguli nel cuore che possono spostarsi al di fuori del cuore stesso e ostruire importanti vasi sanguigni in altre parti del corpo.
  • Antiaritmici, come il diltiazem. Questi farmaci possono essere prescritti per correggere un’eventuale alterazione del ritmo cardiaco.

Prognosi

La prognosi varia ampiamente a seconda del tipo di malattia cardiaca coinvolta, della gravità delle condizioni del cuore e da pregresse condizioni con insufficienza cardiaca come il tromboembolismo.

L’aspettativa di vita per i gatti affetti da insufficienza cardiaca varia da 3 a 18 mesi dopo la diagnosi.

Come prevenire l’insufficienza cardiaca nel gatto

L’unica prevenzione per l’insufficienza cardiaca è collaborare con il veterinario per identificare la malattia cardiaca prima che abbia modo di progredire in insufficienza cardiaca. Sfortunatamente, non esistono sintomi associati alla malattia cardiaca stessa che il proprietario possa riconoscere.

L’eventuale rilevazione di un soffio cardiaco durante un esame fisico di routine, potrebbe non essere indicativa di una malattia cardiaca significativa. Tuttavia, è comunque necessario eseguire opportuni esami per determinare la causa del soffio cardiaco.

È bene tenere presente che l’assenza di soffio cardiaco non indica l’assenza di malattia cardiaca. Nel caso in cui la razza del gatto sia nota per lo sviluppo di malattie cardiache, si raccomanda di discutere con il veterinario gli esami necessari per identificare precocemente la presenza di un problema.

Fonti

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