Malattia del prosencefalo nel gatto

Il prosencefalo è la parte anteriore del cervello del gatto. Per aiutarti a comprendere meglio di cosa si tratta, tratteremo alcune nozioni di base sul cervello del gatto.

La struttura fisica del cervello del gatto è molto simile alla nostra. Il cervello fa parte del sistema neurologico e si trova all’interno del cranio. È una massa morbida di tessuto nervoso di colore grigio-rosato. L’altra porzione principale del sistema nervoso è il midollo spinale che mette in comunicazione il cervello con il resto dell’organismo. Cervello e midollo spinale formano il sistema nervoso centrale. I nervi presenti nel resto del corpo formano il sistema nervoso periferico.

Link sponsorizzati

Il cervello è diviso in tre parti: tronco encefalico, telencefalo e cervelletto.

  • Tronco encefalico – è l’area alla base del cervello che controlla le funzioni vitali di base. Il tronco encefalico è connesso al cervello e al midollo spinale.
  • Telencefalo – è l’area che costituisce la maggior parte del cervello che controlla il processo decisionale consapevole. È diviso in due parti: emisfero cerebrale destro ed emisfero cerebrale sinistro.
  • Cervelletto – è la parte posteriore del cervello che controlla movimento e postura.

Cervello, midollo spinale e nervi trasmettono segnali in tutto il corpo che consentono al gatto (e a noi esseri umani) di imparare, pensare, camminare, correre e persino di respirare. Gli impulsi nervosi trasmettono segnali ai nostri organi che controllano la funzionalità. Il cervello controlla anche gli impulsi sensoriali come gusto, olfatto, udito, vista e dolore.

Che ruolo ricopre il prosencefalo nel gatto?

Come spiegato poc’anzi, il prosencefalo è la parte del cervello localizzata nella parte anteriore del cranio e consiste di telencefalo, talamo e ipotalamo. Un prosencefalo normalmente funzionante consente al gatto di comportarsi in modo normale, riconoscere il proprietario, camminare, reagire e rispondere agli stimoli ambientali.

Sintomi

I sintomi relativi alla malattia del prosencefalo possono includere uno o tutti i seguenti segni a seconda dell’esatta parte del cervello coinvolta.

  • Head pressing. Si tratta di una patologia caratterizzata dalla compressione in maniera ripetuta e continuativa nel tempo della testa del gatto contro un muro o altro supporto verticale senza alcun motivo apparente.
  • Disfunzione cognitiva (comportamento anomalo come compromissione della memoria, alterazioni della vocalizzazione, cambiamenti comportamentali, comportamento inappropriato)
  • Ottundimento mentale
  • Coma – il gatto non risponde agli stimoli normali
  • Stato stuporoso – riduzione della risposta ai normali stimoli ambientali
  • Deambulazione – i gatti con anomalie a carico del prosencefalo generalmente presentano una normale deambulazione a meno che non vi siano patologie concomitanti a carico di altre parti del cervello. Alcuni gatti possono mostrare reazioni posturali ridotte.
  • Riflessi – i riflessi possono essere normali o aumentati.
  • Alterazioni dell’aspetto degli occhi e della vista.
  • Cecità – i gatti con malattia del prosencefalo possono mostrare cecità dovuta all’impatto sul nervo cranico II, responsabile della vista. Questo può interessare uno o ambedue gli occhi.
  • Dimensioni anormali della pupilla – i gatti con malattia del prosencefalo possono mostrare ridotti riflessi pupillari alla luce che possono causare sia pupille grandi o differenza nelle dimensioni della pupilla fra un occhio all’altro, a seconda della parte del prosencefalo coinvolta.
  • Circling (continuo girare in tondo) o head tilt (inclinazione della testa da un lato).
  • Circling o head turn (rotazione della testa di lato). Generalmente il gatto può girare in tondo o verso il lato della lesione cerebrale.

Diagnosi

I testi diagnostici di base per la valutazione delle anomalie del prosencefalo possono includere:

  • Un esame fisico completo inclusivo di esame neurologico approfondito. Questo esame include un test per la valutazione dei riflessi in grado di fornire informazioni preziose sulla funzionalità cerebrale e del midollo spinale.
  • Esami del sangue e analisi delle urine per valutare l’eventuale presenza di patologie sistemiche. L’esame emocromocitometrico completo potrà mostrare risultati entro i limiti normali, ma in presenza di una infezione secondaria rivelerà una elevata conta di globuli bianchi. Anche un profilo biochimico e una analisi delle urine possono essere irrilevanti a seconda dei problemi medici concomitanti.
  • Studi radiografici di torace e addome. Sono parte importante di qualsiasi iter diagnostico di base. Le radiografie addominali possono mostrare risultati entro i limiti normali o rivelare segni di neoplasia o patologia concomitante.
  • Ecografia addominale. È raccomandata per la valutazione di segni di neoplasia o patologia concomitante. Si tratta di una procedura non invasiva.
  • Valutazione radiografica del cranio. Può fornire informazioni circa la porzione ossea circostante il cervello e le vertebre che circondano il midollo spinale. Questo esame viene raccomandato in caso di una storia pregressa di traumi.

Gli esami diagnostici avanzati sono metodi importanti per valutare le anomalie del prosencefalo. I più importanti sono tomografia computerizzata (TC) e risonanza magnetica (RM). Gli esami possono includere:

  • La tomografia computerizzata (TC) è una speciale tecnica a raggi X che fornisce immagini seriali del cervello mediate elaborazione computerizzata avanzata. La TC è un buon modo per individuare fratture craniche o neoplasie che coinvolgono l’osso.
  • La risonanza magnetica (RM) è un test diagnostico in cui potenti campi magnetici generano immagini dettagliate degli organi del corpo. La RM è uno strumento molto utile nella valutazione dei tessuti molli del cervello.
  • La risposta evocata uditiva del tronco encefalico (BAER) è un test elettrodiagnostico per rilevare eventuali anomalie dell’udito (sordità).
  • L’elettroencefalogramma è un test elettrodiagnostico impiegato per rilevare la funzionalità del nervo periferico ed eventuali anomalie cerebrali come i disturbi convulsivi.
  • Il prelievo del fluido cerebrospinale è un test che prevede la raccolta di fluido cerebrospinale che si trova nello spazio circostante il cervello e il midollo spinale. L’analisi spesso fornisce informazioni preziose sulla eventuale presenza di infezioni, infiammazione e altre anomalie.

Le patologie che possono colpire il prosencefalo

Esistono varie patologie che possono interessare in prosencefalo nel gatto, tra cui:

  • Cisti aracnoidi – possono formarsi ed esercitare pressione sul prosencefalo. Possono essere rimosse chirurgicamente.
  • Bartonella hensela – si tratta di un batterio responsabile della malattia da graffio di gatto che può anche infettare l’essere umano. L’infezione può causare meningoencefalite nel gatto. Gli antibiotici sono il trattamento di scelta.
  • Neoplasie del plesso coroideo – si tratta di tumori non comuni ma che possono insorgere nel gatto. Possono essere difficili da rimuovere chirurgicamente e possono metastatizzare.
  • Coccidioides immitis – si tratta di una infezione fungina per lo più comune negli Stati Uniti del sud-ovest. Si trova nel terreno e può infettare polmoni, ossa, occhi, pelle e sistema nervoso del gatto. I farmaci antifungini sono il trattamento di scelta.
  • Cryptococcus neoformans – si tratta di una infezione fungina che può infettare il sistema nervoso centrale del gatto. L’esposizione del gatto a tale organismo avviene a seguito dell’accesso a corteccia o terra che può diffondersi a polmoni e cervello. I farmaci antifungini sono il trattamento di scelta.
  • Cuterebra – questa mosca può deporre le uova vicino alle tane degli animali, attaccarsi alla pelle favorendo la migrazione delle larve nella pelle. Queste larve alla fine migrano nel cervello del gatto. Esistono varie opzioni di trattamento che includono terapia steroidea, antibiotici, antistaminici e terapia con ivermectina.
  • Virus dell’immunodeficienza felina (FIV) – si tratta di una malattia causata da un retrovirus e viene contratta nella maggior parte dei casi da ferite da morso dai gatti maschi all’aperto. La FIV può causare infiammazione cerebrale. Non è stato definito alcun trattamento efficace.
  • Virus della peritonite infettiva felina (FIP) – è una malattia derivante dal coronavirus che interessa più comunemente i gatti giovani ma può insorgere anche nei gatti più anziani. L’infiammazione si sviluppa nel cervello e può causare segni clinici che variano da lieve a grave entità. Oltre ai segni neurologici, si manifestano spesso anche segni ulteriori di malattia che possono includere febbre, perdita di peso e/o riduzione dell’appetito. Non è stato documentato alcun trattamento con esito positivo in caso di diffusione della malattia al cervello.
  • Virus della leucemia felina (FeLV) – si tratta di una malattia derivante da un retrovirus che può colpire direttamente il sistema nervoso del gatto. Il trattamento prevede la riduzione al minimo delle probabilità di infezioni secondarie e terapia di immunomodulazione. L’immunomodulatore è un agente terapeutico che mira a regolare, attenuandole o attivandole, le alterazione delle risposte immunitarie dell’organismo.
  • Glioma – è un’altra tipologia di neoplasia cerebrale che può colpire il prosencefalo del gatto. Spesso si tratta di tumori aggressivi che possono essere difficili da trattare con chirurgia, radioterapia o chemioterapia.
  • Meningoencefalomielite granulomatosa – è una patologia infiammatoria che insorge nel tessuto cerebrale. La causa sottostante non è del tutto chiara. Si ritiene che le cause possano essere di natura immunomediata, virale o neoplastica. Il trattamento spesso si focalizza sugli steroidi per l’immunosoppressione e la terapia farmacologica immunomodulare.
  • Idrocefalo – si tratta di un accumulo anomalo di fluido cerebrospinale all’interno del cranio. Può verificarsi a seguito dell’ostruzione del suddetto fluido o della perdita di tessuto cerebrale. È più comune nelle razze canine toy ed è considerato raro nei gatti.
  • Linfoma– è una tipologia di neoplasia che si sviluppa nel cervello o metastatizza al cervello da un’altra area. Alcuni tumori rispondo a radioterapia o chemioterapia, ma la prognosi in genere è scarsa.
  • Meningioma – è un tumore del cervello che può colpire gli animali domestici anziani. A seconda della sede del tumore, il trattamento può includere l’intervento chirurgico. La radioterapia o la terapia medica con steroidi possono contribuire a ridurre il gonfiore che interessa la zona circostante il tumore.
  • Tumori metastatici – si tratta di rumori che si sviluppano in alcune aree primarie del corpo e metastatizzano al cervello (emangiosarcoma, linfoma, carcinoma prostatico e melanoma).
  • Tumore dell’ipofisi – come i macroadenomi. Possono colpire il gatto ma sono più comuni nei cani anziani. Questi sono generalmente tumori a crescita lenta che possono rispondere bene alla radioterapia.
  • Toxoplasma gondii – può infettare polmoni, sistema nervoso, fegato e muscoli del gatto. Gli antibiotici sono il trattamento di scelta.