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Malattie cutanee autoimmuni nel gatto

Iniziamo definendo il concetto di malattia autoimmune come una patologia caratterizzata da una reazione immunitaria impropria, in cui il sistema immunitario attacca erroneamente il proprio tessuto sano, determinando un danno tissutale significativo. Le cause di tale risposta immunitaria disfunzionale non sono ancora del tutto comprese.

Le malattie autoimmuni possono coinvolgere uno o più sistemi corporei, tra cui pelle, tessuti connettivi, nervi, muscoli, sistema endocrino (responsabile della produzione di ormoni e di altre sostanze chimiche), globuli rossi e sistema digestivo. Nel gatto, il vaccino non è raccomandato per i soggetti affetti da malattie autoimmuni, salvo specifiche indicazioni cliniche.

In definitiva, le malattie autoimmuni rappresentano un complesso ed eterogeneo gruppo di patologie caratterizzate da una risposta immunitaria impropria, il cui coinvolgimento multiorgano può portare a significativi disturbi e complicanze per il paziente veterinario. La gestione clinica di tali patologie richiede una valutazione accurata e una terapia personalizzata, a seconda della sede e della gravità del coinvolgimento autoimmune.

Cause delle malattie cutanee autoimmuni nel gatto

Le cause delle malattie cutanee autoimmuni non sono ancora del tutto chiare. Tuttavia, alcune teorie ipotizzano un ruolo significativo della genetica e/o dell’esposizione ad agenti inquinanti ambientali.  Inoltre, alcuni farmaci sono stati segnalati come possibili fattori scatenanti del pemfigo foliaceo, una forma comune di malattia cutanea autoimmune nel gatto. La tempestiva identificazione della condizione è di cruciale importanza, poiché il mancato trattamento può portare a gravi complicazioni e coinvolgimento multisistemico, evento non infrequente. Di conseguenza, la diagnosi e il trattamento delle malattie cutanee autoimmuni rappresentano una sfida complessa e impegnativa.

Quali sono alcune delle malattie cutanee autoimmuni più comuni nel gatto?

Fortunatamente, le malattie cutanee autoimmuni sono rare nel gatto. Alcune delle forme più comuni includono:

Complesso del pemfigo

In campo medico veterinario, il pemfigo rappresenta un gruppo di cinque malattie cutanee autoimmuni che si manifestano con la formazione di vescicole e bolle, di varie dimensioni, nella bocca e nelle giunzioni mucocutanee. Le zone colpite maggiormente includono le palpebre, le labbra, le narici e l’ano.

Pemfigo foliaceo (PF)

Il pemfigo foliaceo (PF) è la malattia cutanea autoimmune più comune nel gatto, caratterizzata dalla comparsa di lesioni crostose e ulcere intorno a occhi, orecchie, zampe, inguine e dorso del naso. In alcuni casi, possono essere presenti anche lesioni sui letti ungueali che causano dolore e formazioni crostose. La malattia raramente coinvolge la bocca o le giunzioni mucocutanee. Il PF può insorgere improvvisamente senza una causa riconosciuta, ma in alcuni casi può essere indotto da farmaci o essere conseguenza di una patologia cutanea cronica protratta nel tempo.

Pemfigo volgare (PV)

Il Pemfigo Volgare (PV) è la forma più frequente di pemfigo nell’essere umano. Si caratterizza per la comparsa di vescicole ripiene di liquido all’interno e intorno a bocca, palpebre, labbra, narici, ano, prepuzio o vulva. Queste vescicole, che hanno una consistenza fragile, possono rompersi facilmente, generando ulcere molto dolorose.

Pemfigo eritematoso (PE)

Il Pemfigo eritematoso (PE) è una malattia cutanea autoimmune caratterizzata da infiammazione e rossore, desquamazione, formazioni crostose e perdita di peli sul naso. Tale patologia tende a peggiorare con l’esposizione alla luce ultravioletta.

Pemfigo pustoloso panepidermico (PPP)

Il pemfigo pustoloso panepidermico (PPP) è una forma di pemfigo precedentemente nota come pemfigo vegetante. Questa malattia cutanea autoimmune è caratterizzata da lesioni vegetative spesse e irregolari o noduli associati a trasudazione cronica e pustole. Si ritiene che sia una forma più benigna di pemfigo vulgaris. Ad oggi, non è stata documentata la presenza del PPP nei gatti.

Pemfigo paraneoplastico (PNP)

Il pemfigo paraneoplastico è una forma rara ma grave di pemfigo, che si verifica in modo secondario a tumori gravi come il linfoma timico o il sarcoma splenico.

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Featured Image: 傅甬 华/Unsplash

Pemfigoide bolloso

Il pemfigoide bolloso è una patologia cutanea autoimmune che, pur potendo sembrare simile al pemfigo, presenta caratteristiche cliniche distintive. Il termine “bolloso” descrive la presenza di una lesione cutanea di grandi dimensioni rilevata rispetto al piano cutaneo caratterizzata da pareti sottili e dalla raccolta di liquido limpido. La cute interessata solitamente risulta molto pruriginosa ed è possibile osservare la comparsa di grandi aree eritematose e orticaria, precedenti o contemporanee alla formazione delle vescicole. La formazione di vescicole e ulcere può interessare bocca, giunzioni mucocutanee, ascelle e zona inguinale.

La valutazione delle vescicole costituisce un passaggio diagnostico di fondamentale importanza. In considerazione della loro rapida tendenza alla rottura, il paziente felino richiede spesso un ricovero ospedaliero e un’osservazione ogni due ore, al fine di acquisire campioni bioptici adeguati. In molti casi, il pemfigoide bolloso si risolve spontaneamente. È considerato raro nel gatto.

Lupus eritematoso sistemico (LES)

Il lupus eritematoso sistemico (LES), noto anche come lupus, rappresenta un esempio comune di malattia autoimmune multisistemica. Il LES è stato definito il “grande imitatore”, poiché molti dei sintomi che lo caratterizzano possono essere riscontrati in numerose altre patologie.

I sintomi del LES possono manifestarsi in modo acuto (con esordio improvviso) o cronico e solitamente si presentano in modo intermittente. La presenza di febbre fluttuante che non risponde agli antibiotici rappresenta un segno classico del LES. Inoltre, la rigidità degli arti o la zoppia alternata sono segni frequentemente associati al LES.

Altri segni clinici possono includere anomalie ematiche, come anemia emolitica, trombocitopenia (bassa conta piastrinica) e/o leucopenia (bassa conta dei globuli bianchi) o dermatite simmetrica, spesso localizzata sulla parte superiore del naso (nota come “lesione a farfalla”). Il LES è una patologia rara nei gatti e i felini affetti da tale condizione non dovrebbero essere vaccinati.

Lupus eritematoso discoide

Il lupus eritematoso discoide (LED) rappresenta un’altra forma di malattia cutanea autoimmune che, sebbene rara, può colpire i gatti. I segni clinici più comuni del LED includono la depigmentazione periorale (intorno alle labbra) e perioculare (della pelle intorno agli occhi), nonché il coinvolgimento di orecchie e genitali. Il LED può alterare la superficie del naso del gatto, che risulta liscia e piatta invece di presentare la tipica texture a “ciottoli”. È possibile la presenza concomitante di ulcere cutanee. A seconda della gravità della condizione, il LED può rappresentare un disturbo più o meno fastidioso per il gatto. Tuttavia, a differenza del lupus eritematoso sistemico (LES), il LED è generalmente considerato una forma non sistemica e meno grave di malattia cutanea autoimmune.

Esistono malattie autoimmuni che colpiscono altri tessuti corporei del gatto?

La risposta è sì. Esempi di malattie autoimmuni che colpiscono tessuti diversi dalla cute includono:

  • Anemia emolitica autoimmune (distruzione dei globuli rossi che può causare un’anemia potenzialmente letale)
  • Trombocitopenia immunomediata (distruzione delle piastrine sanguigne coinvolte nella coagulazione del sangue)
  • Malattia infiammatoria intestinale (IBD)
  • Artrite immunomediata (poliartrite)

Diagnosi

Per diagnosticare in modo definitivo una malattia cutanea autoimmune, è necessario eseguire una biopsia delle pelle interessata. A seconda della sede, la biopsia cutanea può essere eseguita con anestesia locale. Tuttavia, se l’area interessata coinvolge il naso o il muso, o nel caso in cui il paziente sia ansioso, potrebbe essere necessaria la sedazione o l’anestesia generale. La procedura consiste nella rimozione di un piccolo campione cilindrico di tessuto cutaneo con uno strumento noto come punch cutaneo o punch biopsy. Il campione tissutale viene quindi inviato a un patologo veterinario per una valutazione accurata e la conseguente determinazione della diagnosi.

Trattamento delle malattie cutanee autoimmuni nel gatto

Il trattamento per le malattie cutanee autoimmuni si basa principalmente sull’immunosoppressione, ovvero la somministrazione di farmaci per ridurre la risposta del sistema immunitario che provoca la malattia. I farmaci più comunemente utilizzati, come il prednisolone o il desametasone, sono spesso sufficienti per il controllo della malattia in molti gatti. In alcuni casi, tuttavia, potrebbero essere necessari farmaci immunosoppressori più potenti, come il clorambucile (Leukeran®) o la ciclosporina orale (Atopica®). Nel caso in cui siano presenti infezioni batteriche secondarie, verranno prescritti anche antibiotici e trattamenti topici come bagni medicati. Il piano terapeutico ottimale per il gatto verrà stabilito dal veterinario curante.

Prognosi

La prognosi per le malattie cutanee autoimmuni dipende dalla diagnosi e dalla gravità dei sintomi. In generale, si tratta di una condizione potenzialmente pericolosa per la vita del gatto, che richiede una serie di test diagnostici e trattamenti. Pur essendo una patologia raramente curabile, la sintomatologia può essere gestita in modo efficace attraverso l’uso di farmaci appropriati. La gestione della malattia richiede un approccio multidisciplinare e una stretta collaborazione tra il proprietario e il veterinario curante al fine di monitorare la risposta al trattamento e garantire il benessere del gatto.

Fonti

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