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Parassiti intestinali nel gatto: 7 sintomi a cui prestare attenzione

I parassiti intestinali rappresentano un problema comune nei gatti. Possono causare una varietà di sintomi che possono avere un impatto significativo sul benessere generale dell’animale.

Qualsiasi gatto può contrarre questi parassiti, ma i gattini giovani e i gatti anziani con un sistema immunitario compromesso risultano particolarmente vulnerabili. La presenza di parassiti intestinali è comune nei gattini, poiché le larve dei parassiti, in uno stadio di vita immaturo, possono rimanere inattive nel corpo del gatto sin dalla nascita, predisponendolo a potenziali reinfezioni nel corso della sua vita.

La gestione tempestiva di questo problema è cruciale, poiché i parassiti intestinali tendono a persistere nel tempo. Nel corso dell’articolo, esamineremo i parassiti intestinali più comuni nei gatti, analizzando i sintomi associati e fornendo indicazioni su come affrontare, trattare e prevenire questa condizione per garantire il benessere del felino.

Tipi di parassiti intestinali nel gatto

I parassiti intestinali riscontrati nei gatti comprendono sia vermi, come i nematodi, che protozoi, come la Giardia, organismo unicellulare. Questi parassiti migrano nel sistema digestivo del gatto, insediandosi prevalentemente nell’intestino tenue.

Ecco un elenco dei parassiti intestinali più comuni nel gatto:

Nematodi

I nematodi, noti anche come ascaridi, rappresentano il parassita intestinale più comune nei gatti e sono caratterizzati da una lunghezza di circa 5-7,5 centimetri. L’infezione avviene quando il felino ingerisce terra o feci contenenti le uova dei nematodi. La trasmissione può verificarsi anche dalla madre ai gattini non ancora nati e durante l’allattamento. In situazioni di infestazione significativa, i nematodi possono proliferare nell’intestino causando un potenziale blocco intestinale.

Anchilostomi

Le larve degli anchilostomi penetrano nella pelle del gatto. Questi parassiti possono essere trasmessi attraverso diverse modalità, quali la trasmissione uterina, l’allattamento e l’ingestione di roditori infetti. Una volta all’interno del sistema gastrointestinale del gatto, questi vermi utilizzano il loro apparato boccale affilato per ancorarsi saldamente alla parete dell’intestino tenue. Durante questo processo, succhiano il sangue dell’ospite, contribuendo così al loro sostentamento e provocando potenziali complicanze per la salute del felino.

Tenia

I gatti solitamente contraggono l’infezione da tenia attraverso l’ingestione di pulci infette. Anche il consumo di prede infette, come roditori e uccelli, rappresenta una potenziale fonte di infezione. Questi parassiti sono costituiti da segmenti denominati proglottidi, che contengono uova e assumono l’aspetto di piccoli chicchi di riso bianco quando vengono espulsi nelle feci del gatto. Analogamente ai nematodi, la capacità di proliferazione di questo parassita nel tratto intestinale può raggiungere un livello tale da causare un’occlusione intestinale.

Giardia

La Giardia è un protozoo che si trasmette prevalentemente attraverso il consumo di cibo e acqua contaminati. Poiché molti gatti possono essere portatori asintomatici di questa infezione, è possibile che i proprietari non si accorgano della presenza di questo parassita nel felino.

Coccidi

I coccidi rappresentano un altro tipo di protozoo che colonizza l’intestino tenue del gatto. La trasmissione avviene principalmente dalla madre al gattino durante l’allattamento o attraverso l’ingestione di feci provenienti da animali selvatici infetti.

I nematodi, gli anchilostomi e la Giardia sono patogeni zoonotici, ossia agenti infettivi che possono essere trasmessi dagli animali domestici alle persone. Ad esempio, la trasmissione dei nematodi all’essere umano avviene attraverso l’ingestione di uova di vermi che si sviluppano in larve all’interno del corpo. Nella maggior parte dei casi, questa condizione può essere asintomatica. Tuttavia, le infezioni da nematodi negli esseri umani possono talvolta causare danni ai tessuti o ai nervi e, in casi più gravi, possono manifestarsi come larve migrans oculari. In quest’ultimo caso, le larve del verme migrano verso l’occhio dove possono potenzialmente causare cecità irreversibile.

Quali sintomi provocano i parassiti intestinali nel gatto?

I parassiti intestinali, in considerazione della loro localizzazione, causano una serie di sintomi gastrointestinali. Tuttavia, possono anche provocare sintomi sistemici che coinvolgono altri sistemi del corpo. Ecco una descrizione più dettagliata dei sintomi associati ai parassiti intestinali nel gatto:

Diarrea

Tutti i parassiti intestinali precedentemente descritti sono associati a episodi di diarrea dovuti a una compromissione della digestione e dell’assorbimento dei nutrienti. La diarrea provocata dagli anchilostomi può presentare tracce di sangue, mentre quella causata dalla Giardia è spesso acquosa, profusa e mucosa. Le infezioni da tenia possono causare diarrea di lieve entità.

Vomito

Il vomito è un sintomo che si riscontra spesso in presenza di nematodi e Giardia.

Distensione addominale

La distensione dell’addome, comunemente nota come “aspetto panciuto”, è caratteristica di un’infezione da nematodi. Questo fenomeno si verifica quando la presenza e la proliferazione dei vermi nell’intestino raggiungono livelli tali da causare un effettivo gonfiore fisico della regione addominale.

Dimagrimento

La perdita di peso rappresenta un sintomo comune associato a ciascun tipo di parassita intestinale. Tale perdita è spesso il risultato di un calo dell’appetito e di disturbi gastrointestinali diffusi.

Crescita stentata

Nei gattini infetti da parassiti intestinali, è comune osservare un rallentamento nel processo di crescita. Poiché i parassiti intestinali assorbono i nutrienti nel tratto gastrointestinale del gattino, il suo organismo risulta privato di queste sostanze nutritive fondamentali. Ciò impedisce al gattino di sfruttare appieno i nutrienti necessari per crescere in modo sano e normale, influenzando negativamente il suo sviluppo fisico e generale.

Tosse

La presenza di tosse è un sintomo associato all’infezione da nematodi. Dopo la fase iniziale di infezione, le larve dei nematodi migrano verso i polmoni, dove causano sintomi quali la tosse. Durante questo processo, le larve possono essere espulse con le secrezioni respiratorie prodotte durante la tosse. La successiva fase di ingestione avviene quando l’ospite infetto deglutisce involontariamente o ingerisce le secrezioni respiratorie contaminate. In questo modo, le larve raggiungono il tratto gastrointestinale attraverso il processo di deglutizione e successivamente maturano nell’intestino tenue, completando così il loro ciclo vitale.

Pallore gengivale

L’infezione da anchilostomi può causare pallore gengivale dovuto alla perdita di sangue provocata dai vermi che si nutrono del sangue dell’ospite nell’intestino tenue. Il pallore gengivale è un segno indicativo di anemia, una condizione che, soprattutto nei giovani gattini infetti, può assumere una gravità tale da poter portare a esiti fatali.

Tuttavia, ad eccezione dei sintomi gastrointestinali, i sintomi descritti non sono specifici solo delle infezioni da parassiti intestinali. Questi segni possono essere riscontrati in una varietà di altre patologie, tra cui patologie gastrointestinali, come la sindrome infiammatoria intestinale, e malattie di altri sistemi corporei, come quello respiratorio.

Inoltre, le infezioni da parassiti intestinali non sempre si manifestano con sintomi evidenti. Ad esempio, molti gatti affetti da anchilostomi potrebbero non mostrare segni esteriori di infezione. Tuttavia, se il felino presenta uno di questi sintomi, è probabile che i parassiti intestinali siano la causa sottostante.

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Cosa fare in caso di sospetti parassiti intestinali

Qualora sospettassi la presenza di parassiti intestinali nel tuo gatto, è altamente consigliabile consultare il veterinario per eseguire esami e accertamenti diagnostici.

L’esame fecale rappresenta il metodo primario per diagnosticare i parassiti intestinali. Si consiglia di fornire un campione fecale fresco, raccolto preferibilmente entro 24 ore. È opportuno raccogliere il campione direttamente dal gatto, prelevando una piccola quantità di feci. Assicurati di raccogliere una quantità sufficiente e rappresentativa di materiale fecale, cercando di evitare contaminazioni esterne durante la raccolta. Se il campionamento delle feci risulta difficile o se hai domande specifiche su come procedere, è consigliabile consultare il veterinario che potrà fornirti indicazioni dettagliate e, se necessario, strumenti appropriati per il prelievo del campione.

Una volta raccolto il campione, si raccomanda di conservarlo in frigorifero fino al momento dell’appuntamento con il veterinario. Se preferisci evitare di conservare il campione in frigorifero, puoi provvedere a raccoglierlo prima di recarti all’appuntamento.

Se non riesci a raccogliere autonomamente il campione in questione, il veterinario si occuperà di questa procedura durante la visita.

Successivamente, il campione verrà sottoposto a una procedura nota come “flottazione fecale”, in cui il veterinario mescolerà le feci con una soluzione specifica che consentirà alle uova dei parassiti di affiorare in superficie, facilitandone l’individuazione al microscopio.

Giardia e tenia possono risultare difficili da individuare mediante un esame fecale tradizionale. Per diagnosticare le tenie, ad esempio, il veterinario potrebbe esaminare la zona circostante l’ano del gatto per identificare eventuali segmenti del parassita.

Il trattamento per l’infestazione da vermi intestinali prevede l’uso di farmaci vermifughi. Il veterinario prescriverà il vermifugo più adatto al tipo specifico di verme intestinale presente nel gatto.

È importante notare che i farmaci antiparassitari agiscono esclusivamente sui vermi allo stadio adulto. Di conseguenza, nel caso in cui il gatto infetto ospiti larve di vermi, queste possono rimanere inattive, favorendo potenziali reinfezioni in un secondo momento.

Per quanto riguarda la Giardia, il trattamento prevede l’uso di antibiotici. Tuttavia, la gestione di questa condizione può risultare complessa a causa della frequente reinfezione, spesso associata a fattori di stress.

Come prevenire i parassiti intestinali nel gatto

La sverminazione dei gattini in tenera età rappresenta un elemento fondamentale nella prevenzione dei parassiti intestinali. Solitamente, i gattini vengono sottoposti a sverminazione ogni due settimane, a partire dalle 3-4 settimane di vita fino a circa 3 mesi di età. Successivamente, si prosegue con la sverminazione mensile fino al raggiungimento dei 6 mesi di età.

Ecco ulteriori strategie di prevenzione da adottare per proteggere la salute del gatto:

Limita l’accesso del gatto all’esterno per ridurre il rischio di esposizione a terreni contaminati, feci di altri animali e prede infette.

Programma esami fecali regolari come parte integrante degli esami periodici per la salute del tuo gatto. Questa pratica aiuta il veterinario a individuare la presenza di parassiti intestinali e, quando necessario, a prescrivere il trattamento più adeguato per garantire il benessere del tuo animale domestico.

Implementa una profilassi antiparassitaria ad ampio spettro per tutto l’arco dell’anno. La prevenzione dei parassiti non deve essere limitata ai mesi più caldi. Pertanto, assicurati di fornire al gatto una protezione costante durante tutto l’anno per garantire una difesa efficace contro i parassiti intestinali.

Assicurati di prevenire le pulci, anche se il tuo gatto vive prevalentemente all’interno. Garantire un’adeguata protezione antipulci durante tutto l’anno è fondamentale per evitare l’insorgenza di infestazioni da pulci. Questo approccio non solo protegge il tuo gatto dal disagio delle pulci, ma riduce anche il rischio di contrarre infezioni da tenia, una complicazione comune associata alle infestazioni da pulci. Implementare questa misura preventiva contribuirà in modo significativo al benessere complessivo del tuo animale domestico.

Come evitare la trasmissione dei parassiti dal gatto agli esseri umani

Inoltre, è importante adottare precauzioni supplementari per minimizzare il rischio di contrarre infezioni da parassiti intestinali che potrebbero essere trasmissibili anche agli esseri umani.

È consigliabile rimuovere prontamente le feci del gatto. I bambini piccoli sono particolarmente suscettibili a queste infezioni poiché tendono a toccare molte superfici e a portare le mani alla bocca. Pertanto, una rapida rimozione delle feci del gatto è essenziale, seguita immediatamente da un lavaggio accurato delle mani.

Al fine di evitare possibili fonti di contaminazione, è altrettanto importante astenersi dal consumare cibo o acqua che potrebbero essere stati contaminati. Questa precauzione si estende al consumo di alimenti che potrebbero essere stati lavati con acqua di dubbia sicurezza.

Fonti