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Pancreatite nel gatto

Aggiornato il 2 Aprile 2021 da AIS

Il pancreas è un organo importante, anche se spesso trascurato, adiacente allo stomaco. Le sue dimensioni sono piuttosto esigue, ma le conseguenze derivanti dalla compromissione della sua funzionalità possono essere potenzialmente pericolose per la vita del gatto.

L’organo espleta due funzioni. La prima è una funzione endocrina, in cui sintetizza gli ormoni insulina e glucagone. Questi ormoni sono importanti per la regolazione dei livelli di zuccheri nel sangue. Il pancreas ha anche una funzione esocrina che produce e secerne enzimi che favoriscono la digestione del cibo.

Che cosa è la pancreatite?

La pancreatite è la malattia felina più comune del pancreas esocrino. Si tratta di una infiammazione causata dagli enzimi digestivi che si attivano in modo inappropriato e causano danno al tessuto pancreatico. Questi enzimi sono inattivi fino a quando non vengono rilasciati nel duodeno, la prima sezione dell’intestino tenue, per digerire il cibo. In alcuni casi, questi enzimi si attivano prematuramente e iniziano a digerire l’unico tessuto a loro circostante, ovvero il pancreas stesso. Questo può causare una grave infiammazione.

La pancreatite può essere acuta o cronica. La pancreatite cronica spesso passa inosservata poiché i segni sono vaghi e altre malattie possono mascherarne i sintomi. Uno studio ha dimostrato che il 67% del tessuto pancreatico felino esaminato post-mortem mostrava segni di pancreatite cronica, anche se il 45% dei gatti sembrava essere in salute.

La pancreatite acuta ha un esordio improvviso e i casi gravi possono essere pericolosi per la vita del gatto. I gatti che si riprendono da casi acuti di pancreatite spesso sviluppano la forma cronica della malattia, che col tempo può causare disfunzioni all’interno dell’organo.

Cause e fattori di rischio

La pancreatite può essere diagnosticata ai gatti di qualsiasi età, genere o razza. Tuttavia, la malattia sembra essere più diffusa nei gatti di età superiore ai 7 anni, ma può essere interessare i gatti di tutte le età.

La maggior parte dei casi di pancreatite non ha una causa evidente (idiopatica). Si sospetta che la presenza di una malattia concomitante possa avere un ruolo nello sviluppo della pancreatite, in particolare la sindrome dell’intestino irritabile. Anche episodi ischemici (mancanza di flusso sanguigno) all’interno del pancreas, come durante un evento anestetico, possono essere un fattore predisponente.


Nei cani, una dieta ricca di grassi o indiscrezioni alimentari, in cui l’animale consuma una grande quantità di cibo grasso, sono spesso correlate a casi di pancreatite acuta. Non vi sono prove che questa possa essere una causa per il gatto, ma potrebbe comunque essere un fattore complicante.

pancreatite nel gatto

Sintomi

I sintomi della pancreatite possono essere molto vaghi e spesso simili ad altri stati patologici, rendendo la diagnosi piuttosto difficile.

I segni comuni includono:

Complicazioni della pancreatite

La pancreatite può anche causare l’insorgere di altri processi patologici che possono complicare la guarigione del gatto. L’inappetenza associata alla pancreatite può causare lipidosi epatica, una malattia potenzialmente fatale che colpisce il fegato.

Il danno a carico del tessuto pancreatico può anche causare un problema con la porzione endocrina del pancreas, che produce gli ormoni necessari per bilanciare i livelli di glucosio nel sangue. Se l’organismo non è in grado di mantenere livelli glicemici adeguati, è possibile l’insorgere di iperglicemia. Si tratta di aumento dei livelli di zuccheri nel sangue che spesso si traduce in diabete mellito, un processo patologico in cui l’organismo non è in grado di produrre insulina. Nei casi acuti di pancreatite, questo può essere un processo transitorio che è possibile invertire una volta ristabilito il normale stato di salute del paziente. I casi cronici di pancreatite spesso causano l’insorgenza di diabete e, conseguentemente, anche la necessità di un protocollo di trattamento domestico della malattia.

Occasionalmente, gli enzimi digestivi attivati migrano nel fegato e nell’intestino causando l’infiammazione di quegli organi. Questa infiammazione multiorgano è nota come triadite. Nei casi estremi, la triadite può comportare la traslocazione batterica, facendo entrare i batteri nel flusso sanguigno del gatto traducendosi in sepsi o in una complicanza molto grave nota come coagulazione intravascolare disseminata (CID). La CID provoca la rottura del processo di coagulazione, portando a una coagulazione estrema del sangue e sanguinamento interno.


Nelle fasi finali della pancreatite cronica, il pancreas potrebbe non essere in grado di produrre e secernere gli enzimi necessari per aiutare il corpo a digerire il cibo, una condizione nota come insufficienza pancreatica endocrina.

Diagnosi

La pancreatite è difficile da diagnosticare a causa dell’ampia varietà di sintomi clinici ad essa correlati.

Quando un gatto presenta sintomi e viene portato nella clinica veterinaria, il personale medico provvederà come prima cosa ad effettuare un esame completo e a raccogliere l’anamnesi dalla voce diretta del proprietario. È importante riferire al veterinario tutti i sintomi manifestati dal gatto. Sebbene sintomi quali perdita dell’appetito, vomito e letargia possano essere associati a molte altre malattie diverse, la conoscenza del veterinario dei sintomi comuni può contribuire a determinare la causa sottostante.

Una volta che il gatto è stato esaminato, il veterinario potrà consigliare altri esami in grado di contribuire alla formulazione della diagnosi. Questi, con molta probabilità, includeranno un esame emocromocitometrico completo e una ecografia.

Potrà essere eseguito inoltre un pannello biochimico del siero per valutare eventuali cambiamenti aspecifici e di lieve entità. Questi esami sono generalmente utili per escludere altre cause correlate ai sintomi del gatto e per diagnosticare eventuali patologie concomitanti.

Test SNAP 

La quantificazione sierologica dell’immunoreattività della lipasi pancreatica felina è il metodo diagnostico più utile per la diagnosi di pancreatite. Misura i livelli delle secrezioni pancreatiche nel sangue. Livelli superiori a 5,4 mcg/L sono considerati diagnostici per la pancreatite felina.


Esistono due tipi di test fPLI. Il primo è noto come test SNAP e può essere condotto in una clinica per un periodo di tempo relativamente breve e risulterà positivo se i livelli di secrezione nel sangue sono pari o superiori a 3,5 mcg/L (che è considerata la “zona grigia”). Se l’esito del test SNAP è positivo, sarà necessario inviare il sangue a un laboratorio esterno per eseguire un test fPLI più specifico per confermare la diagnosi.

Esame ecografico

L’ecografia è utile per riconoscere i cambiamenti occorsi al pancreas indicativi di pancreatite. Si tratta di un esame semplice e non invasivo.

L’esame definitivo per diagnosticare la pancreatite è la biopsia pancreatica. Quest’ultima deve essere eseguita in anestesia generale, a meno che lo stato di salute del gatto sia talmente grave da non consentire l’impiego dell’anestesia. Più spesso, si opta per un prelievo di tessuto pancreatico mediante agoaspirato. Tuttavia, questo metodo non è affidabile quanto la biopsia, poiché non consente il prelievo di un campione pancreatico privo di cellule infiammatorie.

A causa del rischio correlato alla raccolta del campione bioptico per la conferma definitiva della diagnosi di pancreatite, la malattia viene spesso diagnosticata quando tutte le altre ragioni per i sintomi clinici sono state escluse e in considerazione dei processi patologici concomitanti.

Trattamento

Il trattamento della pancreatite deve avere inizio non appena si sospetta la presenza della malattia. I gatti che presentano un attacco acuto devono essere ricoverati nella clinica veterinaria più vicina, mentre i gatti affetti da pancreatite cronica possono anche essere gestiti a casa. In presenza di patologie concomitanti, è di primaria importanza procedere al trattamento delle stesse in quanto potrebbero influire sui tempi di ricovero del gatto.

Al gatto verrà applicato un catetere endovenoso per la somministrazione di fluidi. Di solito, in caso di pancreatite il gatto si presenta disidratato a causa di vomito e inappetenza. Quindi, la reidratazione è un passo importante per farlo sentire meglio. Qualora fossero state rilevate anomalie elettrolitiche durante gli esami ematici, potrebbe essere necessario integrare i fluidi mediante l’impiego di farmaci atti a correggere queste anomalie.

Gestione del dolore

Mentre gli esseri umani e i cani con pancreatite spesso mostrano segni di dolore addominale, questo sintomo si manifesta meno comunemente nei gatti.

Il gatto è notoriamente stoico in caso di dolore, il che rende difficile riconoscere quando è a disagio. Sembra, tuttavia, che i gatti con pancreatite acuta manifestino il loro stato di disagio ed è pratica comune la somministrazione di antidolorifici. Di solito, il dolore viene gestito con un oppioide come la buprenorfina o il fentanil.

Altri farmaci che vengono spesso somministrati includono gli antiemetici per prevenire la nausea e i gastroprottetori per proteggere il rivestimento mucoso del tratto gastrointestinale.

Alimentazione durante il trattamento

Storicamente, ai pazienti con pancreatite veniva sospesa la somministrazione del cibo per 24-48 ore per consentire al pancreas di recuperare. Questa pratica non viene più considerata appropriata, poiché è stato dimostrato che iniziare la somministrazione di cibo presto aiuta effettivamente il paziente a riprendersi più velocemente.

Idealmente, con un adeguato controllo di dolore e nausea, il gatto mangerà volontariamente.

L’impiego di una siringa o alimentazione forzata non sono raccomandati, poiché possono causare avversione al cibo e rendere il gatto meno propenso a voler mangiare.

Se il gatto si rifiuta di mangiare, può essere utile somministrare uno stimolante dell’appetito. Se, a seguito della somministrazione dello stimolante dell’appetito, il gatto dovesse continuare a rifiutare il cibo, potrebbe essere necessario il ricorso a una sonda da alimentazione per garantire all’animale una nutrizione adeguata.

Prognosi

La prognosi per i gatti con pancreatite acuta grave è riservata. In caso di trattamento precoce, il gatto può riprendersi completamente e non avere più problemi. I pazienti con patologia concomitante possono avere complicazioni più gravi che riducono la capacità di recupero.

La pancreatite cronica può non causare alcun sintomo evidente, ma nei casi in cui è stata diagnosticata, sarà necessaria una gestione a lungo termine. Questo spesso significa la regolazione delle malattie coesistenti. La gestione appropriata di queste condizioni avrà un impatto diretto sulla prognosi del gatto.

Referenze

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