Perdita di appetito (anoressia) nel cane: cause e trattamento


Anoressia è un termine utilizzato per descrivere la situazione in cui un animale perde l’appetito e non vuole mangiare oppure non è in grado di mangiare. L’appetito, ovvero il desiderio naturale di cibo, è psicologico e dipende dalla memoria e dai meccanismi di associazione. La fame, invece, è una sensazione fisiologica che sorge a seguito dell’impoverimento di sostanze nutritive nell’organismo e che produce lo stimolo a mangiare.

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Esistono molte cause di anoressia. Spesso, la perdita di appetito è il primo indicatore di malattia. Le patologie a carico di apparato digerente (esofago, stomaco, intestino, fegato, pancreas), reni, sangue, occhi, bocca, naso e gola, pelle, cervello e di molti altri organi possono causare una perdita di appetito. Anche il dolore, qualsiasi sia la causa, può ridurre il desiderio dell’animale di mangiare.

Talvolta, alcuni animali rifiutano occasionalmente il cibo per motivazioni di più lieve entità, come avversione per un nuovo alimento, o per motivi comportamentali (trasloco in una nuova casa, introduzione di un nuovo animale o di una persona nuova nell’ambiente domestico, ecc.).

Indipendentemente dalla causa, la perdita di appetito può avere un grave impatto sulla salute dell’animale qualora la durata sia pari o superiore alle 24 ore. Gli animali molto giovani (di età inferiore ai 6 mesi) sono particolarmente inclini ai problemi causati dalla perdita di appetito.

Cause

I motivi per cui il cane rifiuta di mangiare possono essere raggruppati in due categorie principali:

Cause psicologiche e mediche

  • Le cause psicologiche implicano che qualcosa nell’ambiente in cui vive il cane lo ha portato a perdere l’appetito. Possibili esempi includono un trasloco in una nuova casa, la presenza di una persona nuova o di un nuovo animale domestico in casa e l’introduzione di un nuovo alimento.
  • Le cause mediche sono processi patologici che comportano la perdita di appetito.

Una delle principali differenze fra la perdita di appetito psicologica e la perdita di appetito correlata a patologie è che nel secondo caso solitamente sono presenti ulteriori sintomi. Tali sintomi possono includere lo sviluppo di salivazione eccessiva (scialorrea), vomito, diarrea, letargia, dimagrimento, respiro affannoso, segni di infezione, come secrezione di pus o sangue, oppure cambiamenti improvvisi nel comportamento.

Le malattie comuni che causano la perdita di appetito nel cane includono:

Malattie gastrointestinali

Qualora l’esofago, lo stomaco o l’intestino risultino infiammati (irritati) a seguito di una malattia, l’atto del mangiare può divenire nauseante o fonte di disagio, comportando anoressia. Le malattie che possono causare questa tipologia di irritazione includono parassiti (vermi), virus (come Parvovirus e Coronavirus), altre infezioni (come infezioni batteriche e fungine), ulcere, allergie alimentari, processo infiammatorio di origine sconosciuta (“idiopatico”) e alcune neoplasie infiltranti. Anche l’occlusione totale o parziale del tratto digerente possono causare una riluttanza a mangiare. Quest’ultima insorge con maggiore frequenza in caso di corpi estranei e neoplasia (sia di natura benigna che maligna).

In generale, le malattie gastrointestinali spesso provocano anche un aumento della salivazione, vomito, diarrea e talvolta, soprattutto se più gravi, letargia e svogliatezza.

Malattie epatiche (del fegato)

Il fegato filtra molte delle scorie e delle tossine corporee dal flusso sanguigno. Quindi, un eventuale accumulo di queste sostanze, a seguito di un malfunzionamento epatico, colpisce il cervello e smorza il senso di fame. Le malattie epatiche comuni nei cani includono epatite cronica (che non è l’equivalente dell’epatite umana A, B o C e non è contagiosa), shunt portosistemico, cirrosi, neoplasia epatica e reazione avversa ad alcuni farmaci (per esempio, carprofene, cotrimossazolo, altri).

In genere, le malattie epatiche spesso causano anche un aumento della salivazione, vomizione, letargia e svogliatezza.

Malattie pancreatiche (del pancreas)

Il pancreas secerne molti dei succhi gastrici che riducono il cibo in piccole particelle che l’intestino può assorbire. Se infiammato (pancreatite), il pancreas rilascia alcune di queste sostanze negli organi interni invece che sul cibo presente nell’intestino. Questi succhi corrosivi possono infiammare ed erodere gravemente il pancreas stesso e altri tessuti circostanti. Tale processo doloroso spesso rende il cane completamente inappetente ed è inoltre causa di vomito e letargia. Un’altra malattia pancreatica che può provocare la perdita di appetito è il cancro del pancreas.

Malattie del tratto urinario

L’anoressia è un segno distintivo di malattia renale. E’ possibile sia la presenza di perdita di appetito che di disagio a seguito dell’insorgenza di ulcere gastriche od orali associate a uremia (accumulo nel sangue di scorie). E’ possibile che il cane beva più acqua del solito nel tentativo di compensare l’enorme quantità di liquidi persi dai reni malati mediante minzione. Inoltre, in caso di malattia renale, vomito e svogliatezza sono sintomi comuni che insorgono in combinazione con la perdita di appetito. Tuttavia, non tutte le tipologie di malattie urinarie interessano l’appetito. Per esempio, la maggior parte dei casi di cistite batterica (infezione della vescica urinaria) non causano variazioni a carico dell’appetito. Per maggiori informazioni sulle infezioni delle vie urinarie nel cane, invitiamo l’utente a consultare questo articolo.

Malattie del sangue

In genere, le malattie del sangue che portano alla perdita di appetito causano anche letargia, svogliatezza e possibili segni di debolezza, come collassi intermittenti. I disturbi ematici che causano perdita di appetito includono diverse forme di grave anemia (anemia emolitica immunomediata, anemia correlata a leucemia, perdita di sangue dovuta dovuta a ulcere gastriche o avvelenamento da veleno per topi), tumore delle cellule del sangue (leucemia) e policitemia (aumento del numero dei globuli rossi nel sangue; l’opposto dell’anemia).

Malattie a carico di occhi, bocca, naso e gola

Queste malattie possono causare riluttanza a mangiare a seguito del dolore a carico della bocca sperimentato durante la masticazione (patologie dentali, corpo estraneo introdotto in bocca o in gola), dell’incapacità di percepire l’odore del cibo, essenziale per gli animali per riconoscere e accettare il cibo (infezioni nasali o neoplasie), oppure del dolore o disagio agli occhi (congiuntivite, uveite, glaucoma).

Essenzialmente, qualsiasi processo patologico, quando sufficientemente grave, può causare la mancanza di appetito nel cane. La perdita di appetito è uno dei primi sintomi, nonché uno dei più comuni, di malessere negli animali. Qualora il cane sperimenti anoressia è di estrema importanza recarsi il prima possibile dal veterinario.

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Sintomi

Se prolungate, l’incapacità o la riluttanza a mangiare possono essere segno di una grave malattia.

Se il cane rifiuta di mangiare, si consiglia di prestare attenzione a quanto elencato di seguito. La presenza dei seguenti sintomi combinata ad anoressia necessita di una immediata valutazione da parte del veterinario, indipendentemente da quanto tempo è presente la perdita di appetito.

  • Letargia o svogliatezza
  • Perdita di peso
  • Difficoltà respiratorie o respiro affannoso
  • Segni di infezione, come secrezioni di pus o sangue
  • Cambiamenti improvvisi nel comportamento

Le cause mediche della perdita di appetito di solito sono più gravi delle cause psicologiche, poiché significa che una malattia ha avuto modo di progredire sino al punto di rendere l’animale inappetente. Pertanto, il cane si ritrova costretto ad affrontare una duplice sfida: contrastare la malattia stessa e combatterla senza il beneficio dei nutrienti che apporta l’assunzione di cibo.

Diagnosi

  • Esame fisico inclusi esame del cavo orale (per valutare le gengive), auscultazione (per mezzo di uno stetoscopio), palpazione dell’addome (per valutare la dimensione e la forma degli organi addominali) e misurazione della temperatura corporea e del peso.
  • Emocromo, profilo biochimico del siero e analisi delle urine per lo screening di alcune malattie degli organi interni. Molti disturbi interni vengono prima identificati con questi esami, in particolare in caso di malattie epatiche, pancreatiche, del sistema urinario e del sangue. Per esempio, segni di malattia epatica possono essere osservabili negli esiti dell’esame del sangue. Successivamente, possono essere raccomandati un ulteriore esame del sangue (“acidi biliari”) e/o una ecografia addominale per definire con maggior precisione la tipologia di malattia epatica presente. Fondamentalmente, in caso di patologia epatica, spesso è necessaria una biopsia epatica (campione di tessuto del fegato che viene solitamente prelevato quando l’animale è sedato o in anestesia) per determinare l’esatta tipologia del problema presente.
  • Radiografie toraciche e addominali. Le radiografie forniscono un’immagine delle ossa ma anche dei contorni degli organi interni e possono essere estremamente utili per rilevare eventuali cambiamenti occorsi alla forma, alla dimensione o al posizionamento degli organi. Ciò contribuisce all’identificazione dell’origine della malattia. Purtroppo, alcune strutture importanti talvolta possono “mescolarsi” sulle radiografie (per esempio,  è possibile che alcune neoplasie si mescolino con lo sfondo di organi normali oppure che corpi estranei presentino la medesima opacità o tonalità di grigio dei tessuti normali) e quindi risultare invisibili sulla radiografia. In genere, le radiografie sono un ottimo esame di screening, ma non rilevano tutti i problemi interni che per essere diagnosticati necessitano quindi di ulteriori procedure, come ecografie, ingestione di bario (mezzo di contrasto) per radiografie specializzate o chirurgia esplorativa.
  • Esame delle feci (valutazione al microscopio delle feci per la ricerca di parassiti). Il veterinario può richiedere al proprietario del cane di portare un campione di feci dell’animale per analizzarlo. Qualora il cane avesse defecato nelle 12 ore antecedenti la visita, è consigliabile portare un campione delle feci dell’animale in un apposito contenitore acquistabile in farmacia, nell’eventualità che si riveli necessario condurre esami di laboratorio.
  • Ecografia. Come accennato precedentemente, le ecografie e le radiografie spesso vengono effettuate entrambe, poiché l’ecografia mostra un’immagine in movimento degli organi mentre sono in funzione (mentre la radiografia mostra un’immagine statica) e consente di visionare l’interno di alcuni organi che, se osservati solo mediante radiografia, mostrano solo i loro contorni. Poiché l’esecuzione e l’interpretazione degli esiti di un’ecografia richiedono competenze e attrezzature specializzate, molti veterinari indirizzano gli animali che necessitano di un esame ecografico presso cliniche veterinarie specializzate. Tuttavia, alcune cliniche sono dotate di apparecchiature ecografiche in loco e altre utilizzano i servizi di specialisti che si recano presso la clinica per effettuare l’ecografia.
  • Endoscopia. L’endoscopio è uno strumento lungo e flessibile dotato di un piccolo apparato ottico e di una fonte luminosa impiegato per ispezionare cavità interne del corpo. A seconda dei sintomi, l’endoscopio può essere utilizzato per ispezionare il rivestimento interno di gola, stomaco e intestino o le vie respiratorie (naso, gola e polmoni) mentre l’animale è sotto anestesia. Grazie a questo strumento è possibile prelevare piccoli campioni dalle zone interessate che verranno successivamente analizzati in laboratorio nel tentativo di determinare la natura della malattia respiratoria o intestinale. Molte patologie dell’apparato digerente e respiratorio sono difficili da rilevare semplicemente per mezzo di esami del sangue e delle urine, radiografie ed ecografie. Ovvero, le malattie tendono ad essere presenti e possono causare gravi sintomi, ma esami del sangue e delle urine, radiografie ed ecografie possono suggerire la presenza di una malattia respiratoria o a carico dell’apparato digerente senza però individuare in modo specifico e con esattezza quale malattia sia presente. Ed è in queste circostanze che l’anestesia e l’endoscopia possono essere prese in considerazione ed eseguite da uno specialista.

Trattamento

In caso di anoressia canina, la terapia può essere specifica o di supporto.

  • Trattamenti specifici. I trattamenti specifici sono quelli atti a gestire la causa sottostante, ovvero essi possono rallentare o eliminare il problema che ha causato l’insorgere di anoressia. Naturalmente, il trattamento specifico è ideale poiché gestisce la perdita di appetito e la sua origine trattando la malattia sottostante. Tuttavia, il trattamento specifico richiede una diagnosi esatta. Ciò significa che in alcuni casi è necessario condurre molti esami per poter giungere alla identificazione precisa della malattia sottostante.
  • Terapia di supporto. La terapia di supporto è rappresentata dai trattamenti che contribuiscono a supportare l’animale debilitato a seguito della mancata assunzione di cibo. Tale terapia non inverte il problema che ha portato alla perdita di appetito. Essa aiuta semplicemente l’animale ad affrontare la parte più difficile della malattia. I trattamenti di supporto possono essere somministrati in quasi tutti i casi e sono maggiormente utili nelle seguenti situazioni:
    • Supportare il cane mentre viene ricercata la causa esatta del problema (per esempio, durante l’esecuzione dei test diagnostici).
    • In combinazione con trattamenti specifici per supportare l’animale finché il trattamento specifico non ha effetto.
    • Quando la malattia è talmente grave da giustificare ulteriori esami o trattamenti specifici e la terapia di supporto favorisce semplicemente il recupero naturale del cane.
    • Quando i costi rendono impossibili le procedure diagnostiche o il trattamento specifico.

La terapia di supporto spesso è più semplice del trattamento specifico, ma comporta anche il rischio di non affrontare il problema sottostante. I trattamenti di supporto comunemente utilizzati includono:

  • Fluidi iniettabili. Possono essere somministrati per via endovenosa o sottocutanea. Spesso, la perdita di appetito produce una grave disidratazione che può divenire pericolosa per la vita dell’animale. Pertanto, i fluidi iniettabili vengono somministrati nel tentativo di reidratare l’animale e garantirgli l’apporto di alcuni elettroliti come nutrienti. Non sono l’equivalente di un pasto equilibrato, ma possono essere indispensabili per prevenire la disidratazione.
  • Nutrizione parenterale. Si tratta di soluzioni speciali contenenti sostanze nutritive multiple (solitamente elettroliti, aminoacidi, zuccheri e lipidi) che possono essere somministrate per via endovenosa e sono molto più equilibrate rispetto alle semplici soluzioni di fluidi sopra citate. Gli svantaggi principali correlati all’impiego della nutrizione parenterale includono un sostanziale rischio di infezione, una minore disponibilità rispetto ai normali fluidi iniettabili e il costo.
  • Sonde per alimentazione. Si tratta di sonde che possono essere inserite attraverso il naso (sonda nasogastrica), la gola (sonda da esofagostomia) o la parete gastrica (sonda da gastrostomia). Nei cani ove la mancanza di appetito stessa produce gravi conseguenza, l’impiego di queste sonde può essere estremamente utile.
  • Farmaci che stimolano l’appetito. Non sono sempre efficaci e possono causare stordimento. Per questo motivo, dovrebbero essere impiegati con cautela.

Cosa fare a casa

A casa, è bene osservare il cane alla ricerca dei possibili motivi che possono aver causato l’insorgenza di anoressia e aiutarlo a mangiare.

  • Di recente si è verificato un cambiamento nell’ambiente domestico in cui vive il cane, come ad esempio un trasloco o l’introduzione di un nuovo animale domestico o di una nuova persona? Questi cambiamenti possono contribuire alla perdita di appetito e devono essere riferiti al veterinario.
  • Il cane manifesta anche altri sintomi? La presenza di sintomi, oltre alla perdita di appetito, richiede una celere valutazione da parte del veterinario.
  • Per contrastare la disidratazione, alcuni cani possono trarre beneficio dalla somministrazione di integratori reidratanti orali. Si consiglia di chiedere sempre il parere del veterinario prima di somministrare al cane qualsiasi tipo di integratore.
  • Tecniche di alimentazione aggiuntive. Se il cane non vuole o non può mangiare, l’alimentazione può essere migliorata per mezzo di alcune tecniche, come riscaldare il cibo (per il cane sarà più facile percepirne l’odore), mescolare il cibo ad alcuni ingredienti preparati a casa specificatamente suggeriti dal veterinario oppure offrire il cibo a mano o mediante l’ausilio di una siringa orale. Prima di somministrare al cane il cibo riscaldato, è consigliabile controllare la temperatura di quest’ultimo affinché non sia eccessivamente elevata, in quanto potrebbe ustionare la bocca o l’apparato digerente dell’animale.
  • Nuovi alimenti. Quando vengono prescritte diete terapeutiche per una determinata condizione medica, l’alimentazione del cane non deve essere variata in modo brusco e repentino. La transizione verso il nuovo alimento deve avvenire in modo graduale. Quindi, si consiglia di offrire il nuovo cibo al cane mescolandolo con la dieta precedente, riducendo gradualmente la quantità di quest’ultima nel corso dei giorni successivi. Questa procedura, oltre a preservare la salute gastrointestinale del cane, può anche contribuire ad evitare che il cane perda completamente l’appetito a seguito del nuovo regime alimentare.
  • I cani giovani (di età pari o inferiore ai 6 mesi) sono particolarmente fragili nel caso di una mancata assunzione di cibo e la perdita di appetito anche per 12 ore in un cucciolo di 1-6 settimane può essere estremamente pericolosa per la sua salute. E’ pertanto essenziale consultare il veterinario per determinare cosa somministrare al cane e per quanto tempo.

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