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Gastroenterite emorragica nel cane: cause, sintomi e trattamento

La gastroenterite emorragica (HGE), nota altresì come sindrome da diarrea emorragica acuta (AHDS), rappresenta la manifestazione acuta di un quadro di diarrea ematica e vomito in un cane altrimenti sano. Nonostante l’eziologia sia attualmente sconosciuta, i veterinari dispongono di approcci terapeutici con un elevato tasso di efficacia per affrontare questa malattia a esordio acuto.

La gastroenterite emorragica colpisce comunemente i cani di piccola taglia e i cani di razza toy, come Barboncino, Schnauzer Nano, Pinscher Nano, Cavalier King Charles Spaniel e Yorkshire Terrier.

Se noti l’insorgenza di episodi improvvisi di vomito o diarrea contenente sangue nel tuo cane, non esitare a contattare prontamente il veterinario.

Cause della gastroenterite emorragica nel cane

Al momento, nonostante gli sforzi compiuti in ambito veterinario, le cause sottostanti della gastroenterite emorragica non sono del tutto chiare, ma sono in corso ricerche per approfondirne la comprensione. Gli studi condotti finora hanno individuato la presenza frequente del batterio Clostridium perfringens, noto anche come E. coli, nei cani affetti da HGE. Tuttavia, è importante notare che questo batterio non è presente in tutti i casi.

Possibili fattori scatenanti della gastroenterite emorragica

Come specificato in precedenza, le cause precise della gastroenterite emorragica sono sconosciute. Tuttavia, esistono numerose ipotesi riguardanti i fattori scatenanti di questa condizione al di fuori della componente batterica. L’eterogeneità dei fattori scatenanti identificati rappresenta una sfida in termini diagnostici e di ricerca. Alcuni dei possibili fattori contribuenti includono:

  • Indiscrezione alimentare (consumo di materiali non alimentari o nuovi alimenti)
  • Stress e ansia
  • Malattie, incluse le affezioni immunomediate e infettive
  • Presenza di parassiti o batteri nell’intestino
  • Presenza di ostruzioni o tumori nel tratto gastrointestinale

Sintomi della gastroenterite emorragica nel cane

In considerazione delle implicazioni significative associate a questa condizione, è consigliabile conoscere i segni e i sintomi associati alla gastroenterite emorragica. In presenza di questi sintomi, si raccomanda di cercare prontamente assistenza veterinaria.

Esordio acuto e assenza di segni premonitori di HGE

La gastroenterite emorragica è un disturbo acuto caratterizzato da un esordio improvviso. Attualmente, non esistono segni premonitori associati a questa condizione. Nel caso in cui il cane manifesti episodi improvvisi di vomito o diarrea sanguinolenta e acquosa, si raccomanda di consultare il veterinario il prima possibile.

Fasi evolutive della HGE

  • Esordio acuto: La gastroenterite emorragica si manifesta improvvisamente, senza segni premonitori definiti.
  • Sintomi iniziali: i sintomi includono episodi improvvisi di vomito e diarrea sanguinolenta e acquosa.
  • Segni di disidratazione: le gengive del cane appaiono pallide e appiccicose. In questo caso, si consiglia di contattare un servizio veterinario d’emergenza per ottenere istruzioni e consigli specifici su come trattare e assistere l’animale. Il pallore gengivale rappresenta un segno di disidratazione, la principale complicanza associata alla gastroenterite emorragica.
  • Letargia e inappetenza: il cane può mostrare segni di letargia, apatia e un’assenza di interesse verso il cibo.
  • Potenziali complicanze: se non propriamente trattata, la disidratazione può aggravare la condizione e richiedere un intervento veterinario immediato.

Diagnosi

Data la gravità del disturbo, è di cruciale importanza che la diagnosi di HGE venga effettuata nel più breve tempo possibile. Un intervento tempestivo contribuisce a ridurre in modo significativo il rischio associato a questa condizione. In genere, il veterinario concentra la sua analisi su due aspetti: l’emoconcentrazione, ovvero un aumento del numero di globuli rossi in rapporto al volume di plasma (basso contenuto di plasma), e la presenza di diarrea ematica.

Esame fisico e anamnesi

Al fine di identificare l’origine dei sintomi quali vomito e diarrea, il veterinario condurrà un esame fisico completo e raccoglierà informazioni sull’anamnesi del cane. Durante l’esame fisico, verrà eseguito un controllo dell’addome per individuare eventuali anomalie o segni di dolore addominale. Tale manovra può occasionalmente provocare l’emissione di diarrea durante l’ispezione.

Per quanto riguarda la storia clinica, è importante segnalare qualsiasi episodio pregresso di HGE. Sarà inoltre necessario fornire informazioni dettagliate su ciò che l’animale ha consumato nelle 24 ore precedenti l’insorgenza del vomito o della diarrea, incluso qualsiasi alimento o sostanza insolita.

Test di laboratorio

Oltre all’esame fisico, il veterinario eseguirà una serie di test di laboratorio volti a confermare la presenza della gastroenterite emorragica. Benché questo elenco non sia esaustivo, in genere saranno condotti i seguenti esami:

  • Esami del sangue: data la considerevole perdita di liquidi, si procederà con un emocromo completo mirato a valutare i livelli di globuli rossi, globuli bianchi e plasma.
  • Esame delle feci: saranno esaminati campioni fecali al fine di rilevare la possibile presenza di parassiti e batteri nell’intestino.
  • Radiografie: sebbene l’HGE non risulti comunemente visibile attraverso le radiografie, questi esami potrebbero essere condotti con l’obiettivo di escludere eventuali ostruzioni o complicazioni aggiuntive.

gastroenterite emorragica cane

Trattamento della gastroenterite emorragica nel cane

La significativa alterazione della permeabilità del rivestimento intestinale causata dalla HGE determina una rilevante fuoriuscita di liquidi nel tratto gastrointestinale. Per contrastare la gastroenterite emorragica e prevenire il potenziale insorgere di sepsi, è necessario avviare un trattamento aggressivo. L’esordio improvviso dei sintomi rende la gastroenterite emorragica una condizione ad alto rischio.

Il trattamento necessario per affrontare un caso di HGE varia in relazione alla rapidità con cui viene avviato e alle specifiche cause sottostanti. In altre parole, l’approccio terapeutico dipende sia dalla tempistica dell’intervento che dalle ragioni alla base dell’insorgenza dell’HGE.

Fluidoterapia endovenosa

Il trattamento di tutti i casi di HGE, indipendentemente dalla causa specifica, prevede una fluidoterapia aggressiva. Questa procedura mira a ripristinare i liquidi persi a causa di diarrea e vomito, con l’obiettivo di prevenire l’aggravarsi della disidratazione. Durante questa procedura, vengono somministrati fluidi contenenti una miscela attentamente bilanciata di elettroliti e vitamine, al fine di correggere i deficit elettrolitici che si verificano con la perdita dei liquidi corporei. La disidratazione rappresenta la causa principale di complicanze associate all’HGE.

Fluidoterapia sottocutanea

Alcuni veterinari optano per la fluidoterapia sottocutanea come alternativa alla somministrazione endovenosa. Questa modalità di trattamento comporta l’introduzione di liquidi direttamente nello strato di tessuto sottocutaneo sottostante la pelle. Tale approccio è caratterizzato da una natura più conservativa, poiché non richiede l’accesso diretto alle vene.

La fluidoterapia sottocutanea trova particolare utilità nei casi in cui il livello di disidratazione del paziente è significativo. In situazioni di grave disidratazione, il posizionamento di un accesso venoso potrebbe essere complicato a causa delle condizioni dell’animale o dell’accessibilità delle vene. Pertanto, la via sottocutanea rappresenta un’alternativa valida e meno invasiva.

Inoltre, questa metodologia può essere preferita quando il proprietario dell’animale presenta restrizioni finanziarie che potrebbero rendere difficile l’accesso alla terapia endovenosa. La fluidoterapia sottocutanea offre un’opzione efficace per garantire una reidratazione adeguata, mitigando i rischi derivanti dalla disidratazione, specialmente quando le circostanze possono rendere più difficoltoso o costoso l’uso dell’accesso venoso tradizionale.

Terapia farmacologica

La gestione terapeutica dell’HGE prevede l’impiego di farmaci in base alla causa sottostante individuata. Questo approccio mirato consente di adottare strategie specifiche a seconda della natura dell’evento scatenante.

  • Trattamento antibiotico: il veterinario può prescrivere antibiotici specifici a seconda dell’origine dell’HGE. Se viene identificata un’infezione batterica come causa sottostante, può essere impiegato l’uso di antibiotici per contrastarla. Questa terapia antibiotica non solo mira a trattare l’infezione esistente, ma può anche contribuire a prevenire eventuali recidive.
  • Controllo dei sintomi gastrointestinali: oltre agli antibiotici, possono essere somministrati farmaci per controllare i sintomi gastrointestinali, come vomito e diarrea. Questi farmaci contribuiscono a ridurre l’intensità e la frequenza di questi sintomi, migliorando il benessere dell’animale. La gestione dei sintomi contribuisce a preservare l’idratazione e l’equilibrio elettrolitico, fattori essenziali per il recupero.

L’obiettivo della terapia farmacologica è duplice: trattare le cause sottostanti, quando identificate, e alleviare i sintomi per favorire una rapida guarigione. L’uso mirato di antibiotici affronta l’origine infettiva, mentre i farmaci per il controllo dei sintomi migliorano il benessere dell’animale durante il processo di recupero. La personalizzazione di questa terapia in base alle circostanze specifiche dell’HGE contribuisce a ottimizzare i risultati del trattamento.

Integrazione con plasma

In determinati scenari in cui i livelli di proteine nel sangue raggiungono valori inferiori alla norma, il veterinario può optare per una procedura chiamata integrazione con plasma. Questo trattamento comporta l’infusione di plasma, la componente liquida del sangue che contiene proteine fondamentali per la coagulazione e altre funzioni vitali.

  • Scelta mirata: l’integrazione con plasma viene considerata quando i livelli di proteine ematiche si riducono a livelli inferiori rispetto al range di normalità. Questo può avvenire in caso di perdite eccessive di plasma, come quelle che si verificano durante gli episodi di diarrea ematica e vomito. I bassi livelli proteici possono portare a problemi di coagulazione, che a loro volta possono comportare complicazioni significative.
  • Prevenzione dei problemi di coagulazione: il plasma contiene fattori di coagulazione cruciali che giocano un ruolo fondamentale nel processo di coagulazione del sangue. Quando si verifica una perdita eccessiva di plasma, questi fattori possono diminuire, aumentando il rischio di problemi di coagulazione. L’integrazione con plasma mira proprio a prevenire questi potenziali problemi, ripristinando i livelli adeguati di proteine ematiche e supportando un’adeguata coagulazione.
  • Supporto per il recupero: l’obiettivo dell’integrazione con plasma è migliorare l’equilibrio proteico ematico, prevenendo così complicazioni legate alla coagulazione. Questo intervento contribuisce a supportare il recupero dell’animale, fornendo i componenti necessari per una funzione coagulativa ottimale. L’integrazione con plasma può quindi contribuire a ridurre il rischio di emorragie e altre condizioni legate ai problemi di coagulazione.

Prognosi e processo di recupero

La buona notizia è che, grazie a un trattamento appropriato, è possibile assistere a una completa ripresa dell’animale. Molti cani possono guarire completamente senza subire conseguenze durature derivanti dalla condizione. È stato riscontrato che i cani che hanno già sperimentato un episodio di gastroenterite emorragica presentano un rischio più elevato di recidive, che possono risultare pericolose per la vita dell’animale, rispetto ai cani che non hanno mai sperimentato tale condizione.

Durante il processo di recupero, la maggior parte dei veterinari solitamente raccomanda una dieta blanda per i primi giorni. Questo approccio è finalizzato a prevenire un sovraccarico del tratto gastrointestinale in seguito al potenziale trauma causato dall’HGE. Sebbene la disidratazione sia comune in molti casi di HGE, gli effetti a lungo termine sono minimi. Questo perché il trattamento dell’HGE affronta non solo la condizione stessa, ma prevede anche una gestione appropriata della disidratazione.

Per un efficace percorso di recupero, è consigliabile osservare attentamente l’attività del cane e assicurarsi che abbia sempre a disposizione acqua fresca e pulita. Mantenere il suo stato di idratazione è essenziale per sostenere il processo di guarigione e per prevenire ulteriori complicazioni legate alla disidratazione.

Prevenzione

Poiché la causa specifica della gastroenterite emorragica non è tuttora chiara, risulta complesso sviluppare un piano di prevenzione. Tuttavia, esistono pratiche utili che possono contribuire a ridurre il rischio da parte del cane di sviluppare questa condizione.

  • Controllo dell’alimentazione: è fondamentale monitorare attentamente ciò che il cane mangia. Evitare che l’animale entri in contatto con cibi in decomposizione o deteriorati è cruciale per prevenire possibili fattori scatenanti dell’HGE. Inoltre, è importante evitare che il cane ingerisca oggetti non alimentari al fine di eliminare potenziali fonti di irritazione gastrointestinale.
  • Riduzione dello stress: stress e ansia sono stati collegati ad alcuni casi di HGE. Mantenere i livelli di stress del cane bassi può svolgere un ruolo importante nel preservare la sua capacità di gestire situazioni che potrebbero scatenare una reazione infiammatoria.
  • Vaccinazioni aggiornate: mantenere aggiornato il piano di vaccinazioni del cane è fondamentale, soprattutto per quanto riguarda il Parvovirus. Esiste infatti una correlazione tra le infezioni da Parvovirus e una maggiore predisposizione allo sviluppo dell’HGE.
  • Prevenzione della filariosi: la somministrazione regolare del trattamento preventivo contro la filariosi è altamente consigliata. Le filarie sono parassiti che possono insediarsi nel cuore, ma il trattamento di prevenzione riduce il rischio che i parassiti possano migrare nel tratto gastrointestinale.

Potenziali complicanze

La gastroenterite emorragica comporta una significativa alterazione della permeabilità del rivestimento dell’intestino tenue e crasso. Questo processo consente ai liquidi e al sangue di filtrare attraverso la parete intestinale, causando fuoriuscite e squilibri nell’organismo che possono dare origine a condizioni gravi, che necessitano di un trattamento immediato.

  • Disidratazione: ogni volta che si manifesta un episodio di vomito e diarrea, inclusi quelli associati alla gastroenterite emorragica, si verifica una considerevole perdita di liquidi dal corpo del cane. Nel caso dell’HGE, dove è anche presente una significativa perdita di sangue, la disidratazione si sviluppa rapidamente. Questo stato di grave disidratazione rappresenta un serio rischio per la vita dell’animale, in quanto può portare a un pericoloso stato di squilibrio elettrolitico e al collasso degli organi. La disidratazione acuta può compromettere la capacità del corpo di svolgere funzioni vitali, mettendo a rischio il corretto funzionamento di organi cruciali come cuore, reni e sistema circolatorio.
  • Shock ipovolemico: l’insorgere dello shock ipovolemico è correlato a una riduzione significativa dei livelli di liquidi e sangue nel corpo, che a sua volta ostacola la capacità del cuore di pompare sangue attraverso il sistema vascolare. Ciò può verificarsi quando i sintomi di vomito e diarrea si manifestano separatamente, come nella gastroenterite, oppure quando insorgono congiuntamente.
  • Problemi renali: i reni, che svolgono un ruolo primario nella purificazione del sangue dalle tossine, possono subire effetti negativi in seguito a un episodio di gastroenterite emorragica. Quando il flusso sanguigno rallenta a causa della concentrazione del sangue, può verificarsi un accumulo di tossine all’interno del sistema renale. Questo ambiente favorisce il possibile sviluppo di infezioni renali. In situazioni particolarmente gravi, tali condizioni possono condurre a un deterioramento delle funzioni renali o persino a un’insufficienza renale. È importante sottolineare che il processo di purificazione svolto dai reni è fondamentale per il mantenimento dell’equilibrio interno del corpo e per la regolazione dei livelli di sostanze chiave. Pertanto, preservare la salute dei reni è cruciale per il benessere generale del cane, specialmente dopo l’esposizione a eventi patologici come l’HGE.
  • Disturbi della coagulazione: in presenza di gastroenterite emorragica, si assiste a una marcata diminuzione dei livelli plasmatici, fenomeno che può innescare disfunzioni nel processo di coagulazione del sangue. La coagulazione è un processo complesso regolato, in parte, dalle piastrine presenti nel plasma sanguigno. In caso di HGE, questa regolazione può risultare alterata. Tale instabilità può tradursi in episodi di coagulazione eccessiva, che aumentano il rischio di formazione di coaguli indesiderati, o di mancanza di coagulazione, che può comportare sanguinamenti non controllati. Entrambi questi scenari comportano rischi significativi per la salute del cane, in quanto possono contribuire a complicazioni emorragiche e a una compromissione del normale flusso sanguigno.
  • Sepsi: la sepsi rappresenta uno stato in cui il sistema immunitario reagisce in modo iperattivo alle infezioni. Tale reazione può scatenare un’infiammazione diffusa a livello sistemico, con il potenziale formarsi di coaguli di sangue. Questo complesso processo può compromettere la salute dei vasi sanguigni, indebolendo la loro integrità strutturale. Di conseguenza, il flusso sanguigno attraverso il corpo può essere significativamente ostacolato, portando a una drastica riduzione della circolazione. Nei casi più gravi, questa situazione può portare al collasso funzionale degli organi, poiché un afflusso sanguigno insufficiente non riesce a fornire l’apporto necessario di ossigeno e nutrienti per il loro corretto funzionamento. La sepsi rappresenta dunque una condizione estremamente grave che richiede un intervento medico tempestivo e mirato per prevenire gravi complicazioni e salvaguardare la salute generale dell’animale.

Fonti