La cura del cane anziano: alcune linee guida importanti


Nel cane anziano l’insorgenza di eventuali cambiamenti a carico della vocalizzazione può essere indice di un problema sottostante, per cui è indispensabile la valutazione del veterinario. La perdita di voce nei cani può essere dovuta a molteplici tipologie di problemi differenti.

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La perdita della capacità di abbaiare può essere riconducibile a problemi fisici. Per esempio, un cane anziano può essere affetto da un tumore o da una infiammazione a carico delle corde vocali o della zona/tessuti circostanti. Questo può causare disagio nell’animale quando tenta di abbaiare oppure l’impossibilità di emettere il proprio verso a causa della perdita di flessibilità delle corde vocali o di una pressione a carico di esse, che porta alla perdita della loro funzionalità. Anche i cambiamenti cerebrali dovuti alla presenza di tumore, infiammazione o condizioni mediche generali (condizioni ormonali, sordità) possono portare a variazioni nella normale vocalizzazione. Se la perdita di voce è di breve durata, potrebbe essere causata da una infiammazione alla gola dovuta ad una infezione batterica (per esempio, mal di gola da streptococco).

Un altro motivo comune per cui il cane anziano presenta un cambiamento nella vocalizzazione può essere di natura comportamentale. I cani anziani possono essere affetti da ciò che un tempo veniva definita come senilità o demenza senile, oggi nota come sindrome da disfunzione cognitiva. Sebbene la perdita di interesse nell’abbaiare/ululare possa essere l’unico segno, molto spesso è possibile osservare nell’animale anche quanto segue:

  • disorientamento
  • cambiamenti nelle abitudini relative al sonno
  • il cane non viene quando chiamato oppure espleta i propri bisogni fisiologici in luoghi inappropriati
  • perdita di interesse nella famiglia
  • letargia
  • variazioni a carico dell’appetito

Qualora il cane dovesse sperimentare una capacità mentale ridotta dovuta alla sindrome da disfunzione cognitiva, esistono farmaci e diete terapeutiche in grado di stabilizzare la condizione, almeno nel breve termine.

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L’alimentazione del cane anziano

Non è necessario somministrare al proprio cane linee alimentari senior o fargli seguire una dieta ipocalorica solo perché è anziano. Le diete formulate per gli animali domestici anziani contengono spesso meno calorie, il 18% in meno di proteine e dal 4% al 6% in meno di fibre. Gli animali che traggono beneficio da una dieta con queste caratteristiche sono quelli che presentano un aumento di peso dovuto ad un calo di attività fisica e quelli che soffrono di costipazione frequente.

Il cambiamento più frequente che avviene nel cane domestico anziano è il rallentamento metabolico che, a sua volta, riduce il suo fabbisogno energetico. Un animale che necessita di meno energia ma che continua ad assumere il medesimo apporto di calorie, finirà con l’immagazzinare un surplus di energia sotto forma di grasso, diventando così sovrappeso.

Questo peso in eccesso sottopone cuore, ossa e articolazioni ad un ulteriore sforzo. In questo caso, sarebbe utile nutrire l’animale con una quantità minore di cibo o con alimenti che contengono una ridotta quantità di energia per unità di peso.

Allo stesso modo, il fabbisogno di proteine alimentari del cane anziano può diminuire a causa di un cambiamento nel livello di attività, un rallentamento dell’attività metabolica e una diminuzione della capacità renale di gestire le scorie prodotte dalla digestione delle proteine. In questo caso, l’animale potrebbe trarre beneficio dalla diminuzione dell’apporto proteico totale. Con l’avanzare dell’età, il tratto gastrointestinale perde tono. Quindi anche gli effetti stimolativi di fibre aggiunte possono essere utili.

E’ necessario rimarcare che le diete con le caratteristiche di cui sopra possono non essere appropriate per un cane anziano che è ancora molto attivo. Allo stesso modo, se il cane presenta condizioni particolari può essere necessario adottare una dieta speciale.

E’ consigliabile nutrire il cane in base al suo stato di salute individuale e al suo livello di attività. Il modo migliore per determinare questi due elementi è quello di consultare sempre il veterinario per rivedere le esigenze individuali relative allo stato di salute dell’animale e al suo conseguente fabbisogno nutrizionale.


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