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Endocardite nel cane: cause, sintomi e trattamento

Il termine endocardite si riferisce a un’infezione a carico di una valvola cardiaca del cane. Sebbene l’endocardite possa interessare qualsiasi valvola cardiaca, le valvole più comunemente colpite sono la valvola mitrale e la valvola aortica.

L’endocardite si verifica quando i batteri entrano nel flusso sanguigno e si insediano sulle valvole cardiache. Questi batteri originano da un’infezione sistemica (che interessa l’intero organismo del cane), una ferita cutanea, un ascesso, una procedura chirurgica o anche un grave patologia dentale.

Alcuni cani sono più suscettibili all’endocardite rispetto ad altri. In molti casi, questa condizione colpisce una valvola cardiaca che è già stata danneggiata. Questo danno può essere causato da un difetto cardiaco (con conseguente flusso sanguigno anomalo sulla valvola, che può portare alla formazione di tessuto cicatriziale), infiammazione a carico dei tessuti cardiaci o procedure chirurgiche.

L’endocardite è più comune nei cani di mezza età e anziani, in particolare nelle razze di taglia grande. I maschi sono più comunemente colpiti rispetto alle femmine. Le razze più colpite includono Labrador Retriever, Pastore Tedesco, incroci con il Pastore Tedesco, Golden Retriever e Rottweiler.

L’endocardite è relativamente rara nel cane.

Segni clinici dell’endocardite nel cane

Nelle prime fasi della malattia, i segni dell’endocardite sono spesso aspecifici. I cani affetti mostrano vaghi segni vaghi di malattia, come perdita di peso e letargia. Possono sviluppare sintomi correlati alla diffusione dei batteri nell’organismo, come zoppia e dolori articolari.

Nelle fasi successive, l’endocardite inizia a influenzare la funzione cardiaca. I cani, quindi, possono sviluppare segni di insufficienza cardiaca, come tosse, intolleranza all’esercizio fisico e debolezza. È possibile anche notare la presenza di respiro affannoso o difficoltà respiratorie.

endocardite cane
Photo by Chistopher Stark on Unsplash

Diagnosi

Vi sono una serie di esiti dell’esame fisico che possono essere suggestivi di endocardite. Il veterinario potrebbe rilevare un soffio cardiaco, che indica la presenza di un flusso sanguigno anomalo su una valvola cardiaca. Anche le anomalie della pressione sanguigna sono spesso associate all’endocardite. In alcuni casi, queste anomalie possono essere sufficientemente gravi da consentirne la rilevazione durante la valutazione dei polsi degli arti posteriori del cane.

Il veterinario probabilmente eseguirà una serie di esami aggiuntivi per giungere alla diagnosi definitiva di endocardite. Questi possono includere:

  • Esami del sangue (inclusi esame emocromocitometrico completo e profilo biochimico del siero). Possono mostrare anomalie compatibili con l’endocardite o altre infezioni.
  • Radiografie toraciche. Spesso mostrano un ingrossamento del cuore o segni di insufficienza cardiaca.
  • Elettrocardiografia (ECG). Può mostrare un battito cardiaco irregolare, un reperto comune nei casi di endocardite.
  • Ecocardiografia (ecografia del cuore). Consente la visualizzazione delle valvole cardiache. Questo è spesso uno dei test più utili per il raggiungimento della diagnosi di endocardite.
  • Test per le malattie infettive, incluse emocolture e test per agenti patogeni specifici. Questi test possono essere utilizzati per contribuire all’identificazione dell’agente coinvolto nell’endocardite. Sfortunatamente, i falsi negativi sono comuni.

L’endocardite può essere difficile da diagnosticare in modo definitivo. La diagnosi si basa su quanto il cane soddisfi i criteri diagnostici per l’endocardite, poiché non esiste un test conclusivo definitivo per determinare la presenza di endocardite.

Nel caso in cui il cane presenti esiti coerenti con l’endocardite, questo è altamente suggestivo della presenza di tale condizione e giustifica la formulazione di un conseguente trattamento.

Trattamento dell’endocardite nel cane

L’endocardite viene trattata con cicli prolungati di antibiotici. La somministrazione viene spesso continuata per 4-6 mesi. La scelta degli antibiotici si basa spesso su colture batteriche, che possono contribuire a determinare l’antibiotico più efficace per una infezione specifica.

Possono essere raccomandati anche trattamenti di supporto, tra cui farmaci per il dolore (dolore articolare), somministrazione di fluidi per via endovenosa (per la disidratazione) e farmaci per il trattamento dell’insufficienza cardiaca.

Il cane viene monitorato durante il trattamento con radiografie toraciche, esami del sangue ed esami cardiaci aggiuntivi a seconda di ogni caso specifico.

Prognosi

La prognosi dell’endocardite nel cane varia a seconda di fattori quali la valvola cardiaca interessata, la tipologia di batteri che hanno causato l’infezione e lo stato di salute generale del cane.

L’endocardite che colpisce la valvola aortica presenta tipicamente una prognosi sfavorevole, mentre l’endocardite della valvola mitrale spesso progredisce molto più lentamente (nel corso di un lasso di tempo che varia da mesi ad anni).

Fonti

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Aggiornato il 8 Giugno 2022 da AIS

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