Ansia da separazione nel cane: cause, sintomi e rimedi


L’ansia da separazione è una risposta piuttosto comune fisica e/o comportamentale al malessere sperimentato che alcuni cani domestici manifestano quando vengono lasciati soli o comunque separati dal proprietario. Nello specifico, essa prevede panico e agitazione che portano all’insorgenza di comportamenti distruttivi e comunque inappropriati.

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L’ansia da separazione è una sindrome medica riconosciuta nei cani da compagnia e può essere una emergenza medica veterinaria.

Cause

La maggior parte delle anomalie comportamentali nei cani da compagnia è causata da una sorta di squilibrio chimico e/o ambientale. La causa esatta dell’ansia da separazione è sconosciuta. Tuttavia, questo disturbo può interessare i cani di tutte le età, genere e razze ed è possibile che i cani affetti presentino una predisposizione genetica ai disturbi d’ansia (come accade nell’essere umano).

Gli animali che hanno subito maltrattamenti o altri eventi traumatici sembrano presentare maggiori probabilità di sviluppare ansia da separazione, sebbene ciò non sia vero per tutti i casi. E’ noto che la causa scatenante dei sintomi di questa condizione è la separazione del cane affetto dal suo proprietario o da una persona che considera speciale. Sebbene alcuni ritengano che i cani affetti da ansia da separazione siano poco addestrati o viziati, non esistono prove verificabili a supporto di queste teorie comprovanti che tali condizioni possano essere la causa dell’ansia da separazione clinica come viene definita in ambito medico.

I report suggeriscono che sino al 30% dei cani da compagnia sperimenta un certo grado di ansia da separazione nel corso della vita. Si tratta di una condizione importante che non dovrebbe essere sottovalutata o liquidata come il risultato di un addestramento o socializzazione inadeguati.

Sintomi

I proprietari di cani affetti da ansia da separazione segnalano una serie di comportamenti anomali che l’animale mette in atto in loro assenza. La durata di quest’ultima sembra essere irrilevante in riferimento alla gravità della reazione del cane alla separazione.

I cani che soffrono di ansia da separazione possono manifestare alcuni o tutti dei seguenti sintomi o comportamenti:

  • mordere e distruggere oggetti presenti in casa, come mobili, tappeti, scarpe, pareti, ecc. I davanzali, le porte e gli oggetti personali del proprietario sono “bersagli” frequenti.
  • minzione e/o defecazione in casa o in altri luoghi non appropriati
  • attacchi di diarrea che non sono facilmente spiegabili
  • scavare
  • tentativi di fuga dal proprio ambiente (casa, cuccia, giardino, auto, ecc.) che causano frequentemente autotraumi
  • tentativi di impedire al proprietario di uscire di casa
  • agitazione eccessiva e attività di saluto prolungata quando il proprietario rientra a casa, indipendentemente dalla durata dell’assenza
  • abbattimento
  • respiro affannoso
  • il cane tende a nascondersi o ritrarsi
  • brividi, agitazione, spasmi
  • leccare, grattare o mordicchiare la zona relativa all’autotraumatismo
  • denti rotti
  • unghie piegate o rotte
  • frequenza cardiaca elevata (tachicardia)
  • distress respiratorio (tachipnea, respirazione superficiale rapida, difficoltà di respirazione)

Molti dei sintomi o dei comportamenti possono essere causati da condizioni di salute piuttosto che dall’ansia da separazione. Tuttavia, una volta esclusa la presenza di malattie sottostanti, l’ansia da separazione è ai primi posti nella lista delle possibili cause.

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I cani più a rischio

L’ansia da separazione di solito diventa evidente intorno al periodo della maturità sessuale e sociale dell’animale, che nei cani va dai 12 ai 36 mesi di età, a seconda della razza. I cani che sono stati trascurati o maltrattati, sia fisicamente che emotivamente, presentano un rischio maggiore di sviluppare questo disturbo. Anche i cani che hanno vissuto un’esperienza particolarmente traumatica mentre la “persona cara” era assente (come un incendio, furto con scasso, fuochi d’artificio, sirene, temporali o altri eventi stressanti), sono più inclini a sviluppare l’insorgenza improvvisa di ansia da separazione. Altri cani a rischio includono quelli che hanno trascorso molto tempo nei canili, quelli che sono passati da una casa all’altra e da un proprietario all’altro più volte e quelli che hanno trascorso lunghi periodi di tempo confinati in isolamento. Anche i cani anziani sembrano essere sovrarappresentati.

Diagnosi

L’ansia da separazione nei cani viene diagnosticata in gran parte attraverso un processo ad eliminazione. Il veterinario curante porrà al proprietario una serie di domande allo scopo di ottenere il maggior numero di informazioni possibile sul comportamento del cane. In seguito, effettuerà un esame fisico completo. La raccolta delle informazioni di cui sopra rappresenta una delle parti più importanti del processo diagnostico per questo disturbo. Un altro aspetto fondamentale, e forse lo strumento diagnostico più efficace, è l’uso di telecamere. Videoregistrare il cane durante l’assenza del proprietario può mostrare con esattezza in che modo si comporta l’animale quando il proprietario è fuori casa e può anche consentire l’identificazione di eventuali influenze esterne che possono provocare il suo comportamento distruttivo.

Molti veterinari raccomandano il prelievo di un campione di sangue (per un esame completo) e delle urine (per un esame delle urine). Questi esami possono essere utili per valutare lo stato di salute generale del cane ed, eventualmente, per identificare altre cause correlate ai sintomi sperimentati dall’animale. Nei cani che soffrono di ansia da separazione, gli esiti di queste procedure sono tipicamente entro limiti normali. Questo significa che gli esiti degli esami del sangue e delle urine non possono diagnosticare l’ansia da separazione, ma possono contribuire ad escludere altre condizioni come possibili cause scatenanti dei sintomi manifestati dal cane.

A seconda dei particolari comportamenti e/o delle anomalie fisiche mostrate dal cane, altri esami diagnostici potrebbero includere: raschiature o biopsie cutanee (se si sospettano disturbi dermatologici), radiografie ed esame delle feci o altri esami dell’apparato digerente (se si sospettano condizioni parassitarie o gastrointestinali). Se il cane mostra segni neurologici (tremori, agitazione, girare in tondo, ecc.), il veterinario può raccomandare un esame neurologico completo, che potrebbe includere la raccolta di campioni e la valutazione di liquido cerebrospinale e/o imaging avanzato mediante tomografia computerizzata (TC) o risonanza magnetica (MRI).

Opzioni di trattamento

Il trattamento dell’ansia da separazione canina è volto principalmente a modificare il comportamento dell’animale. I modi a disposizione sono molteplici, a seconda del tipo di comportamento manifestato dal cane, dell’abilità del veterinario, dell’addestratore o del terapeuta comportamentale, dell’ambiente fisico circostante, del temperamento dell’animale e dell’impegno, della cura e della perseveranza del proprietario.

Nei casi più acuti o drammatici, l’ansia da separazione viene considerata una emergenza medica. Il cane non dovrebbe essere lasciato solo durante questi episodi. In presenza di tali crisi, qualora fosse necessario, è possibile richiedere l’aiuto di un dog-sitter, portare il cane presso una clinica veterinaria o un’altra struttura, portare il cane al lavoro oppure mettere in pratica qualsiasi altro modo sicuro e produttivo che contribuisca ad alleviare il disagio sperimentato dal cane e a ridurre le probabilità di autotraumi. Il proprietario dovrebbe collaborare sinergicamente con il veterinario (e con altre figure professionali esperte nel comportamento animale raccomandate dal veterinario) per definire i dettagli di un regime di modifica comportamentale a lungo termine formulato appositamente per il cane su base individuale. Di solito, il processo prevede la desensibilizzazione del cane nei confronti dell’allontanamento e del ritorno del proprietario. Il proprietario, inoltre, verrà istruito in modo da non rafforzare inavvertitamente o involontariamente i comportamenti del cane correlati al panico.

Le tecniche non-mediche per gestire l’ansia da separazione possono essere semplici, come aumentare la quantità di attività fisica quotidiana svolta regolarmente dal cane e il tempo che il proprietario dedica al gioco con l’animale. Se per motivi di lavoro questo non fosse fattibile, è possibile chiedere l’aiuto di amici fidati o di dog-sitter professionisti affinché possano trascorrere del tempo con il cane assicurandogli le distrazioni necessarie sino al vostro ritorno a casa. Questo può contribuire a distogliere l’attenzione del cane dai comportamenti distruttivi e a desensibilizzarlo in modo graduale alla vostra assenza. Il cane che soffre di ansia da separazione dovrebbe essere aiutato a rilassarsi in una varietà di situazioni diverse, sia in presenza che in assenza del proprietario. La quantità di tempo che quest’ultimo trascorre o dedica al cane può essere ridotta temporaneamente ad un livello tale da consentire all’animale di divenire meno dipendente dal proprietario per sentirsi in qualche modo stimolato. Come suggerito precedentemente, ciò può essere messo in pratica coinvolgendo amici e vicini di casa fidati nelle attività quotidiane del cane. Per ridurre la dipendenza ossessiva dell’animale dal proprietario, è possibile anche aumentare la quantità di tempo dedicata al gioco, fare passeggiate più frequenti fuori casa, fare viaggi in macchina portando il cane in nuovi posti e incrementare l’interazione personale dell’animale con più persone. I cani che soffrono di ansia da separazione potrebbero anche trarre beneficio dall’iscrizione a corsi di obbedienza, in modo da rafforzare la fiducia in sé stessi.

Sono state suggerite come utili altre tecniche di desensibilizzazione e di controcondizionamento per i cani affetti da ansia da separazione. Alcune di queste, combinate al trattamento medico e alla modifica comportamentale gestita, potrebbero includere la terapia del massaggio per ridurre ansia e stress, addestramento e partecipazione in attività e corsi (quali flyball, obbedienza, agilità, tracking, utilità, prove su campo, weight pulling, ecc.), tecniche di digitopressione o altre forme di  esercizio fisico e cura supportiva che potrebbero contribuire a promuovere rilassamento, calma, fiducia e benessere. In ogni caso, è opportuno rivolgersi sempre ad un veterinario, se possibile comportamentalista, che possa indirizzare il proprietario verso il corretto percorso da intraprendere.

Per i cani affetti da questo disturbo, la punizione non deve mai essere usata come forma di “trattamento”. Non funziona e può essere estremamente dannosa per l’animale ed eventualmente anche per le persone intorno ad esso. Allo stesso modo, i cani affetti da ansia da separazione non devono mai essere premiati per il loro comportamento. Purtroppo, molti proprietari, spinti dalle migliori intenzioni, premiano inavvertitamente l’ansia da separazione confortando e rassicurando il cane frenetico una volta rientrati a casa. Gli esperti suggeriscono di evitare questa prassi. I bocconcini, l’attenzione e l’affetto dovrebbero in genere essere offerti quando il cane è calmo, tranquillo e rilassato, in modo da premiare il comportamento desiderato.

Se le opzioni di cui sopra non dovessero risultare efficaci, sono disponibili farmaci da banco e soggetti a prescrizione atti ad alleviare l’ansia (solo su raccomandazione del veterinario). Questi possono, e di solito dovrebbero, essere somministrati in combinazione con tecniche di modifica comportamentale su base individuale. Come nel caso di qualsiasi altro medicinale, i farmaci anti-ansia presentano possibili effetti collaterali che dovrebbero essere discussi con il veterinario curante. L’obiettivo teorico consiste nel ridurre o interrompere la terapia farmacologia una volta che l’ansia da separazione sperimentata dal cane è stata corretta, se ciò risulta essere possibile o realistico. Purtroppo, la maggior parte dei cani affetti da una significativa ansia da separazione necessita di un trattamento medico per tutta la vita.

Il proprietario deve ricordare che il cane affetto da ansia da separazione non è semplicemente un cane viziato o disobbediente. Si tratta di un disturbo medico reale che necessita di un trattamento a lungo termine e di un impegno a lungo termine da parte di un proprietario amorevole. Se il veterinario di fiducia non dovesse essere pratico nel curare tale condizione, potrà indirizzarvi ad un veterinario comportamentalista. Non rinunciate ad un cane che soffre, seppur in modo marcato, la vostra assenza. Nella maggior parte dei casi, grazie all’aiuto di una figura professionale, è possibile gestire il problema con successo.


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