Meningite asettica nel cane: sintomi, cause e trattamento

La meningite asettica nel cane rappresenta una condizione patologica che può manifestarsi improvvisamente e senza una causa evidente, caratterizzata da una grave ipersensibilità al tatto e febbre elevata. Questa condizione risulta particolarmente frequente nei cuccioli di età inferiore ai sei mesi e sembra essere più prevalente nel Bovaro del Bernese. Alcuni casi di meningite asettica possono evolvere in encefalite, un’infiammazione cerebrale che presenta sintomi simili, ma include anche mal di testa e possibili convulsioni.

La meningite è una condizione grave caratterizzata da un’infiammazione delle meningi, ovvero le membrane che rivestono il midollo spinale e il cervello. Gli esperti veterinari ipotizzano che la meningite asettica, nota anche come meningite-arterite steroido-responsiva, possa essere associata a una risposta immunitaria. Tuttavia, al momento non esiste una prova definitiva al riguardo.

Questa patologia tende a interessare principalmente cani di età inferiore ai due anni, senza differenze significative tra i sessi in termini di suscettibilità. I sintomi predominanti della meningite asettica comprendono dolore al collo e un aumento della temperatura corporea.

Va sottolineato che, se non trattata tempestivamente, la meningite asettica può rivelarsi letale. Pertanto, nel caso in cui il cane manifesti sintomi quali dolore al collo, dolore alla schiena e febbre elevata, è fondamentale consultare prontamente il veterinario.

Sintomi della meningite asettica nel cane

La meningite asettica nel cane si manifesta attraverso una serie di sintomi caratteristici. Tipicamente, l’animale può presentare rigidità del collo e assumere una posizione pendente al fine di mitigare il dolore al midollo spinale. Alcuni degli altri sintomi comuni includono:

  • Temperatura corporea elevata (febbre)
  • Andatura e stazione rigide
  • Dolore nella regione della schiena e del collo (colonna vertebrale)
  • Spasmi muscolari
  • Sensazione di vertigini (sensazione di instabilità o di percezione di movimento rotatorio)
  • Difficoltà a camminare
  • Possibili episodi di svenimento
  • Mal di testa (se associata a encefalite)
  • Possibili episodi convulsivi (se associata a encefalite)
  • Esito fatale in casi avanzati e non trattati

Nel caso in cui si riscontrino tali sintomi nel proprio cane, è consigliabile consultare immediatamente il veterinario per una diagnosi accurata e l’implementazione di un appropriato piano terapeutico.

Fattori di rischio

La meningite asettica mostra una prevalenza maggiore nei cani di taglia grande o media e tende a colpire alcune razze e fasce di età più di altre. Le razze più comunemente colpite includono:

  • Cani di età compresa tra i tre e i 18 mesi
  • Beagle
  • Bovaro del Bernese
  • Boxer
  • Pastore Tedesco
  • Golden Retriever
  • Labrador Retriever
  • Nova Scotia Duck Tolling Retriever
  • Weimaraner

La conoscenza di tali fattori di rischio può fornire utili informazioni al veterinario nella valutazione e gestione dei casi sospetti di meningite asettica, contribuendo a una diagnosi tempestiva e un’adeguata terapia.

meningite asettica cane

Cause della meningite asettica nel cane

La meningite asettica è spesso correlata a una patologia primaria in altre regioni del corpo del cane, quali infezioni fungine, parassitarie, batteriche, protozoiche o virali. Alcune delle cause sottostanti più comuni comprendono:

  • Infezioni dell’orecchio (otiti)
  • Ferite da morso infette
  • Infezioni nasali
  • Malattie da Rickettsie (gruppo di batteri intracellulari trasmessi da vettori come zecche, pidocchi o pulci)
  • Gravi reazioni allergiche
  • Infezione dei seni paranasali

Diagnosi

In presenza di sospetta meningite asettica, è fondamentale trasportare il cane presso un ospedale veterinario o una clinica veterinaria qualora un appuntamento con il veterinario non sia immediatamente disponibile, poiché la tempestività del trattamento riveste un’importanza vitale per evitare esiti fatali. È fortemente consigliato fornire al veterinario la cartella clinica e il libretto vaccinale del cane al momento della visita. Inoltre, è fondamentale informare il veterinario riguardo all’età, al peso, alla razza e a eventuali effetti collaterali osservati nell’animale.

La diagnosi della meningite asettica prevede un esame fisico approfondito che comprende la valutazione di parametri quali pressione sanguigna, temperatura corporea, peso, riflessi, suoni respiratori, livelli di ossigeno, frequenza cardiaca e frequenza respiratoria. Durante l’esame fisico, il veterinario eseguirà anche una valutazione neurologica per accertare l’integrità del sistema neurologico dell’animale e una visita oculistica per esaminare il fondo oculare.

Due test essenziali sono impiegati per confermare la presenza della meningite asettica nel cane, ovvero un emocromo completo (CBC) e un prelievo di liquido cerebrospinale (CSF). L’emocromo solitamente rivela una diminuzione della conta piastrinica, un aumento dei neutrofili e un numero elevato di globuli bianchi. La puntura lombare, effettuata mentre il cane è anestetizzato, consiste nel prelievo di un campione del liquido spinale tramite un ago inserito tra le vertebre della schiena. In caso di meningite asettica, la puntura lombare evidenzierà una quantità di proteine e cellule superiore alla norma, ma nessuna presenza di infezione.

In aggiunta, l’utilizzo di tecniche di imaging, come la tomografia computerizzata (TC) o la risonanza magnetica (RM), consentirà di visualizzare l’infiammazione dei tessuti circostanti il cervello e la colonna vertebrale (meningi), contribuendo così a consolidare la diagnosi e definire il piano terapeutico più adeguato.

Trattamento della meningite asettica nel cane

La scelta del trattamento per la meningite asettica nel cane sarà basata sui risultati dei test di laboratorio e sull’esame fisico. Il protocollo terapeutico tipico per affrontare questa condizione comprende l’utilizzo di farmaci specifici, monitoraggio attento e terapie aggiuntive.

Farmaci

Generalmente, i veterinari trattano la meningite asettica con il prednisone, un farmaco immunosoppressore. Il trattamento di solito perdura per uno o tre mesi e la somministrazione del farmaco viene ridotta gradualmente per evitare effetti collaterali e recidive. In alcuni casi, può essere necessario integrare il trattamento con altri farmaci, come la ciclosporina, al fine di ridurre la possibilità di infezioni e favorire una corretta soppressione del sistema immunitario del cane.

Monitoraggio

Di solito, viene raccomandato il pernottamento in clinica per tenere il cane sotto osservazione. Durante il periodo di ricovero, il veterinario provvederà anche a somministrare ossigeno supplementare, fluidi per via endovenosa (IV) e, se necessario, altri farmaci.

Cosa fare a casa

Una volta che il veterinario ha autorizzato le dimissioni del cane, è fondamentale assicurarsi di fornire un ambiente sicuro e tranquillo, dove l’animale possa riposare adeguatamente. Inoltre, è di estrema importanza assicurarsi che il cane abbia sempre accesso a una fonte di acqua fresca e che venga nutrito con una dieta sana ed equilibrata. È fondamentale seguire scrupolosamente le istruzioni del veterinario riguardo ai farmaci e agli altri trattamenti prescritti al fine di garantire una corretta gestione della condizione clinica.

Follow-up e prognosi

Si raccomanda di fissare un appuntamento di follow-up dopo 7-10 giorni per un esame di controllo, durante il quale il veterinario valuterà l’evoluzione del quadro clinico e l’efficacia del trattamento in corso. È di vitale importanza continuare a seguire attentamente le indicazioni del veterinario e mantenere regolari visite di controllo fino al completamento del regime terapeutico, poiché una sospensione prematura del trattamento può aumentare il rischio di recidive.

La prognosi della meningite asettica nel cane è generalmente favorevole, soprattutto se la diagnosi è stata tempestiva e il trattamento è stato avviato prontamente e seguito con attenzione. L’aderenza a una terapia adeguata è fondamentale per assicurare una risposta ottimale al trattamento e per preservare il benessere a lungo termine dell’animale. La collaborazione attiva con il veterinario e il rispetto delle indicazioni fornite contribuiranno in modo significativo al successo della gestione clinica e al recupero del cane.

Fonti

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