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La verità sul sonno dei gatti: scopri perché dormono tanto

Comprendere il sonno del proprio gatto riveste un’importanza significativa poiché questi animali tendono a dormire per gran parte della giornata. In media, un gatto trascorre circa 12-13 ore quotidianamente a dormire, con una quantità di sonno che può essere ancora maggiore per i felini anziani e che solitamente si verifica durante le ore diurne. Sebbene questo possa suggerire che i gatti dormano più di qualsiasi altro mammifero, è importante notare che vi sono numerosi altri animali, come koala, pipistrelli e opossum, che passano ancora più tempo sonnecchiando.

Perché i gatti dormono tanto?

Nonostante esistano diverse teorie riguardo al sonno, molti aspetti di esso rimangono ancora sconosciuti. Una di queste teorie suggerisce che la quantità di sonno necessaria aumenta in proporzione alla quantità di energia richiesta dall’organismo.

Poiché i gatti sono dei predatori, la loro attività di caccia richiede un’ingente quantità di energia, impiegata soprattutto durante brevi ma intense “esplosioni” di attività fisica per inseguire, saltare e catturare la preda. Ciò potrebbe spiegare il loro elevato fabbisogno di sonno quotidiano. Inoltre, i gatti tendono a dormire per brevi periodi di circa 60-90 minuti alla volta, anziché per un unico periodo di sonno prolungato.

Tale comportamento potrebbe essere attribuito alla loro corporatura ridotta e alla necessità di cacciare e nutrirsi più frequentemente. Gli animali di maggiori dimensioni, infatti, possono consolidare il sonno in un unico periodo prolungato, poiché sono in grado di consumare pasti più sostanziosi e rimanere sazi per un periodo di tempo superiore.

Le fasi del sonno dei gatti

L’attività del sonno dei gatti, così come quella di molte altre specie di mammiferi, è caratterizzata da due fasi principali: il sonno non-REM (Rapid Eye Movement) e il sonno REM. L’attività cerebrale durante queste fasi è stata oggetto di studi sperimentali utilizzando l’elettroencefalografia (EEG), che consente di registrare le onde e gli impulsi dell’attività cerebrale su un grafico.

  • Durante lo stato di veglia, il cervello del gatto emette onde cerebrali di tipo beta che si presentano come piccole e irregolari, caratterizzate da una forma acuminata.
  • Quando il gatto entra nella fase di sonno non-REM, invece, il cervello inizia ad emettere onde cerebrali di tipo delta, lunghe e irregolari, comunemente note come onde del sonno lento, che durano di solito dai 12 ai 15 minuti per ciascun ciclo di sonno. Durante tale fase, il gatto tende ad adagiarsi rilassato con la testa sollevata e le zampe ripiegate sotto il corpo, oppure assumere una posizione seduta con i muscoli tesi, mantenendosi pronto all’azione.
  • Durante la transizione dallo stadio di sonno non-REM allo stadio di sonno REM più profondo, il gatto presenta un rilassamento muscolare tale da permettergli di allungarsi o di riposare su un fianco. Durante tale fase, i modelli di attività cerebrale subiscono cambiamenti significativi, caratterizzati da onde più piccole e ravvicinate, similmente a quelle riscontrabili durante la veglia. La fase REM trae il suo nome dai movimenti oculari rapidi che la contraddistinguono. Nel sonno REM, i gatti raggiungono uno stato di completo rilassamento e risultano più difficili da svegliare rispetto alla fase non-REM. Tuttavia, se spaventati, i gatti rispondono prontamente agli stimoli esterni. Tale fase ha una durata di circa 2-10 minuti, dopodiché il gatto torna al sonno a onde lente e procede ad alternare le due fasi fino al risveglio.
gatto dorme sempre
Featured Image: Elisa Kennemer/Unsplash

I gatti sognano?

I gatti seguono un ciclo di sonno simile a quello degli esseri umani, che prevede una fase di sonno non-REM seguita da una fase di sonno REM. Ciò ha portato molti scienziati a teorizzare che i gatti siano in grado di sognare proprio come l’essere umano, anche se il contenuto dei loro sogni rimane tuttora un mistero.

Durante il sonno, i gatti mantengono la capacità di percepire gli stimoli sensoriali esterni, come i suoni e gli odori. Pertanto, essi possono svegliarsi rapidamente in presenza di un suono come lo squittio di un roditore nelle vicinanze o un odore pungente. Il risveglio del gatto segue uno schema prevedibile di movimenti che includono sbattimento delle palpebre, sbadigli e stiramenti, che coinvolgono dapprima le zampe anteriori e successivamente quelle posteriori. Una volta svegli, molti gatti si dedicano a una breve sessione di pulizia del pelo.

Il sonno dei gatti si differenzia da quello degli esseri umani poiché è composto da una serie di pisolini brevi e lunghi durante il corso della giornata. La durata del sonno può variare a seconda dell’età del gatto: i gattini e i gatti anziani tendono a dormire più dei gatti adulti. Inoltre, la quantità di sonno dei gatti può essere influenzata da fattori ambientali come le condizioni meteorologiche avverse o la presenza di un ambiente circostante poco stimolante.

La scoperta del sonno REM nel gatto

Il sonno REM nei gatti fu scoperto nel 1958 da William C. Dement. Nello stesso periodo, il fisiologo francese Michel Jouvet inaugurò l’era della ricerca sul sonno, definita “l’età dell’oro”. Jouvet coniò il termine “sonno paradossale” per descrivere il sonno REM, poiché durante questa fase gli animali mostravano segni biologici simili a quelli di un animale in stato di veglia. Si ipotizzò che gli animali durante questa fase potessero sognare.

I gatti manifestano un comportamento più attivo all’alba e al tramonto. Questo spiega perché i gatti amino giocare e siano soliti richiedere particolare attenzione al proprietario durante questi momenti della giornata. Tuttavia, i gatti tendono ad adattarsi allo stile di vita dell’essere umano, dormendo durante le ore in cui il proprietario è assente e trascorrendo più tempo svegli quando è a casa.

Fonti

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