Morbo di Addison nel cane: cause, sintomi e trattamento


Il morbo di Addison, noto anche come ipoadrenocorticismo, è una condizione che colpisce una o entrambe le ghiandole surrenali del cane (localizzate appena sopra i reni). Tutto ciò che danneggia le ghiandole surrenali può provocare il morbo di Addison. I cani affetti da questo disturbo non producono una quantità sufficiente di ormoni surrenalici, essenziali per quasi tutti gli aspetti della funzionalità corporea. Questo causa uno squilibrio dei livelli di glucosio, potassio, sodio e cloruro circolanti, portando all’insorgenza di disidratazione e gravi problemi a carico degli organi vitali, in particolar modo del cuore.

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I cani affetti sperimentano estremo malessere, specie se sotto stress. Essi possono sperimentare anche dolore addominale, nausea, vomito, diarrea, debolezza, abbattimento e altri sintomi spiacevoli, che in genere insorgono ad ondate, e possono collassare senza motivo apparente.

Cause

I veterinari non sono sempre in grado di determinare il motivo per cui i loro pazienti sviluppano il morbo di Addison. In senso più generale, questa condizione è causata da un grave insulto a carico dello strato esterno (corteccia) di una o entrambe le ghiandole surrenali, che provoca il deterioramento totale o parziale della corteccia. Ciò, a sua volta, riduce o elimina la produzione e la secrezione degli ormoni corticosteroidi, fondamentali per la normale funzionalità corporea.

Una delle cause più riconosciute del mordo di Addison nei cani è la distruzione autoimmune mediata delle cortecce surrenali. I disturbi autoimmuni insorgono quando il complesso sistema immunitario del cane non funziona correttamente e inizia ad attaccare i tessuti dell’animale, in questo caso specifico le ghiandole surrenali. Il morbo di Addison immuno-mediato canino di solito si verifica senza nessun motivo conosciuto. Per questo motivo viene denominato morbo di Addison “idiopatico”.

Altri fattori che possono danneggiare la corteccia surrenale includono:

  • ingestioni di farmaci o sostanze chimiche tossici
  • trauma fisico
  • tumori surrenalici
  • predisposizione genetica
  • infezione
  • malattia granulomatosa (istoplasmosi, tubercolosi e blastomicosi possono portare alla formazione di masse simil tumorali di tessuto di granulazione nelle ghiandole surrenali)
  • somministrazione a lungo termine di ormoni steroidei. Col tempo, la terapia steroidea sopprime la normale produzione da parte del corpo di corticosteroidi, poiché questi ultimi provengono in quantità sufficienti dall’esterno. Questo può portare le ghiandole surrenali ad atrofizzarsi a seguito del disuso, diventando così non funzionali.

Quando la quantità di ormoni corticosteroidi circolanti nel flusso sanguigno del cane è insufficiente, i livelli di glucosio, potassio, sodio e cloruro possono divenire rapidamente squilibrati. Ciò, a sua volta, può causare grave disidratazione, deplezione del normale volume di sangue circolante e problemi significativi a carico del cuore e degli altri organi vitali dell’animale. Questo è noto come “crisi addisoniana“. Un cane che sperimenta una crisi addisoniana deve essere ricoverato immediatamente e trattato mediante terapia aggressiva.

Una crisi addisoniana acuta può insorgere quando la somministrazione di farmaci corticosteroidi, che sono stati somministrati al cane per un lungo periodo di tempo, viene interrotta bruscamente. Sebbene il cane stia ricevendo steroidi, le sue ghiandole surrenali entrano in una sorta di stato di riposo. Quando la somministrazione esterna di steroidi viene interrotta, il cane può sviluppare una carenza estremamente grave di ormoni surrenalici circolanti. Questo può causare l’insorgenza di shock e collasso cardiovascolare. Qualora le ghiandole surrenali abbiano avuto modo di atrofizzarsi o nell’eventualità ove lo stato di riposo di cui sopra sia durato a lungo, il cane potrebbe non avere la possibilità di riprendersi.

In ultima analisi, qualsiasi fattore in grado di danneggiare la capacità delle ghiandole surrenali di produrre una quantità normale di corticosteroidi può contribuire all’insorgenza del morbo di Addison nei cani.

In caso di eccessivo ritardo diagnostico e terapeutico, il morbo di Addison può essere fatale.

Sintomi

Il morbo di Addison colpisce cani diversi in modi differenti e può variare ampiamente tra gli animali affetti. I sintomi in genere si acutizzano e regrediscono nel tempo. La loro entità può variare da lieve a molto grave senza alcun motivo apparente. I cani affetti da questa malattia tendono a sperimentare estremo malessere a ondate, specie se sotto stress (come, per esempio, in occasione di una mostra canina o un viaggio). Possono inoltre sperimentare dolore addominale, nausea, vomito, diarrea, debolezza, abbattimento e altri sintomi spiacevoli di malattia sistemica.

La maggior parte degli esperti è concorde nell’asserire che sino al 90% della corteccia surrenale deve essere danneggiato o distrutto prima che il cane manifesti segni significativi del morbo di Addison. Sebbene i sintomi di tale condizione nei cani siano notoriamente aspecifici e possano essere causati da una serie di disturbi diversi, i proprietari più attenti possono eventualmente notare sintomi, pur non riuscendo a comprendere il motivo per cui essi siano insorti.

I segni osservabili del morbo di Addison possono includere uno o più dei seguenti elementi:

  • debolezza
  • letargia, apatia
  • rigurgito
  • bassa frequenza del battito cardiaco (bradicardia)
  • diarrea (con o senza presenza di sangue nelle feci)
  • perdita di peso (spesso grave)
  • dolore addominale
  • cattivo stato del mantello e della pelle (secco, a chiazze, squamoso, opaco)
  • aumento della sete e dell’assunzione di acqua (polidipsia)
  • aumento del volume delle urine emesse (poliuria)
  • tremori e brividi (segni neurologici)
  • shock
  • attacchi convulsivi
  • collasso
  • coma
  • decesso

La presenza del morbo di Addison può essere sospettata qualora il cane si discosti dalle sue normali attività o dalla sua routine senza alcun motivo apparente. Per esempio, se il cane è riluttante a saltare sul divano o sul letto dove prima gradiva andare, è bene che il proprietario presti attenzione, poiché il dolore e la debolezza muscolare dovuti al morbo di Addison potrebbero contribuire al disagio sperimentato dal cane. Sebbene tutti i segni di cui sopra possano essere associati ad altri disturbi, i sintomi del morbo di Addison di solito si aggravano e diventano più frequenti nel corso del tempo, quando il corpo del cane diventa sempre più danneggiato dagli effetti della malattia. Una delle caratteristiche  che contraddistingue il morbo di Addison è che i segni si aggravano con lo stress.

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I cani più a rischio

Il morbo di Addison si osserva più frequentemente nei cani femmina tra i 4 e i 6 anni di età. Tuttavia, i cani di qualsiasi età o genere possono esserne colpiti. Non è del tutto chiaro se vi siano definitive predisposizioni correlate alla razza nello sviluppo di questa malattia. Alcune autorità suggeriscono che Alani, West Highland White Terriers (Westie), Bearded Collie, Barboni, Rottweiler, Basset Hound, Labrador Retriever, Nova Scotia Duck Tolling Retrievers, Leonberger, Soft Coated Wheaten Terrier e/o Portuguese Water Dogs (cane d’acqua portoghese) sono a maggiore rischio. Per questo motivo, si sospetta una componente genetica.

Diagnosi

Valutazione iniziale

Il morbo di Addison è raro nei cani e può essere difficile da diagnosticare perché imita molte condizioni mediche comuni, come insufficienza renale, malattie epatiche e disturbi gastrointestinali. I veterinari spesso focalizzano la loro attenzione sul morbo di Addison solo dopo aver escluso altre cause dei sintomi manifestati dal cane. I cani affetti spesso presentano una storia di letargia, debolezza, dolore addominale, vomito, diarrea, scarso appetito e perdita di peso. Il veterinario effettuerà un esame fisico completo, esaminando la bocca, effettuando la palpazione dei linfonodi periferici per verificare un eventuale ingrossamento, controllando protuberanze evidenti, valutando la condizione di pelo e pelle e auscultando cuore e polmoni. Se il morbo di Addison dovesse essere il problema medico primario del cane, l’esito dell’esame fisico di solito sarà irrilevante.

Procedure diagnostiche

Sulla base dei sintomi del cane e degli esiti della valutazione iniziale, la maggior parte dei veterinari raccomanderà un esame del sangue che includerà conta ematica completa e profilo biochimico del siero, nonché un esame delle urine. Gli esiti potrebbero suggerire una diagnosi presuntiva di morbo di Addison, specie nel caso in cui rivelassero bassi livelli di sodio nel sangue (iponatriemia), bassi livelli di cloruro nel sangue (ipocloremia), elevati livelli di potassio nel sangue (iperkaliemia) e elevati livelli di azoto ureico nel sangue (BUN) circolanti. Tuttavia, è necessario un maggior numero di test avanzati affinché il morbo di Addison possa essere diagnosticato in modo definitivo.

Il test più conclusivo per il morbo di Addison è il test di stimolazione con ormone adrenocorticotropo (ACTH). Nei cani normali, l’ACTH viene prodotto dalla ghiandola pituitaria e stimola le ghiandole surrenali a produrre corticosteroidi quando il corpo ne ha bisogno. Il test di stimolazione con ACTH prevede la misurazione dei livelli ematici di steroidi del cane e successivamente la somministrazione di ACTH. Dopo un determinato periodo di tempo, i livelli di corticosteroidi circolanti verranno riesaminati. I cani affetti dal morbo di Addison presenteranno un aumento del tutto assente o appena rilevabile dei livelli di steroidi nel sangue, poiché le ghiandole surrenali danneggiate non sono in grado di rispondere alla stimolazione con ACTH.

Poiché i segni del morbo di Addison sono così aspecifici, il test di stimolazione con ACTH viene di solito utilizzato solo dopo che altri test hanno escluso cause più probabili della condizione del cane. Ad esempio, vomito e diarrea,  due conseguenze del morbo di Addison, causano disidratazione. I cani disidratati presentano un basso volume ematico con livelli anormalmente elevati di solidi circolanti. Fondamentalmente, disidratazione significa che la parte liquida del sangue è troppo bassa, il che rende le altre parti del sangue troppo concentrate. Queste anomalie possono essere rilevate mediante analisi del sangue di routine. Uno degli aspetti più facili da identificare è un aumento dell’azoto ureico nel sangue circolante (BUN). Elevate concentrazioni di BUN possono essere causate dal morbo di Addison, ma molti cani addisoniani sono disidratati. Tuttavia, livelli elevati di BUN sono molto più comunemente causati da patologie renali. Ai cani che presentano concentrazioni elevate di BUN possono essere somministrati fluidi per via endovenosa nel tentativo di correggere la disidratazione e normalizzare i livelli di BUN. I cani affetti da patologia renale non miglioreranno notevolmente a seguito della fluidoterapia, poiché i loro reni non possono filtrare le scorie dal sangue, indipendentemente dal loro livello di idratazione. Tuttavia, i livelli di BUN nei cani affetti dal morbo di Addison di solito calano rapidamente una volta reidratati, perché i loro reni rispondono normalmente ai livelli di fluidi aumentati. La maggior parte dei veterinari che formula una diagnosi di disidratazione, somministrerà quindi all’animale fluidi prima di effettuare un test di stimolazione con ACTH.

Trattamento

Obiettivi terapeutici

Il morbo di Addison è una condizione potenzialmente fatale nei cani, che di solito non può essere curata ma in genere ben gestita per mezzo di farmaci. Normalmente, quando ad un cane viene diagnosticata questa malattia, circa il 90% del suo tessuto surrenale funzionale è stato danneggiato o distrutto, rendendo essenziale un trattamento immediato. Gli obiettivi terapeutici di un cane che presenta una crisi addisoniana acuta sono correggere il basso volume di sangue, la pressione sanguigna bassa, gli elevati livelli di potassio circolanti e i bassi livelli di glucosio nel sangue. Una volta che il cane è stato stabilizzato, gli obiettivi terapeutici sono aumentare il volume di liquidi circolanti (ristabilire l’idratazione), correggere gli squilibri elettrolitici, alleviare il disagio del cane e normalizzare i livelli ematici degli ormoni corticosteroidi surrenalici.

Opzioni di trattamento

L’approccio terapeutico dipenderà dalla gravità delle condizioni in cui versa l’animale. I cani in cui si sospetta una crisi addisoniana verranno trattati immediatamente basandosi sulla presupposizione che essi siano affetti da ipoadrenocorticismo. Attendere una diagnosi definitiva di morbo di Addison in queste condizioni può mettere la vita del cane in serio pericolo. Il trattamento ospedaliero di emergenza per un cane che presenta gravi sintomi probabilmente includerà la somministrazione di fluidi per via endovenosa (di solito soluzione fisiologica) e l’iniezione, piuttosto che dosi per via orale, di ormoni corticosteroidi. I cani affetti dal morbo di Addison di solito mostrano un netto miglioramento nel giro di 24 ore a seguito di questo trattamento. In genere, verrà effettuato un test di stimolazione con ACTH dopo che la crisi medica del cane si è stabilizzata. Se gli esiti del test confermano la presenza del morbo di Addison, il team medico adotterà un protocollo di trattamento e gestione appropriato e discuterà con il proprietario dell’animale le varie opzioni disponibili. Una volta normalizzati i livelli di fluidi, elettroliti e ormoni surrenalici del cane e dopo che quest’ultimo avrà avuto modo di riprendersi da altri effetti dannosi della malattia, verrà dimesso dalla clinica.

La maggior parte dei cani affetta dal morbo di Addison necessiterà di essere trattata per il resto della vita. Il trattamento medico prevede la supplementazione a vita con corticosteroidi orali. Il veterinario curante raccomanderà quale farmaco (o farmaci) somministrare in base alla natura e all’entità della malattia su base individuale. Periodicamente, verranno effettuati esami del sangue e delle urine per monitorare i livelli circolanti di sodio, cloruro, potassio, glucosio, azoto ureico nel sangue e ormoni corticosteroidi surrenalici. Se dovessero riproporsi e persistere anomalie in questi livelli, il cane potrebbe necessitare di una terapia avanzata più intensiva.

Prognosi

Purtroppo, la maggior parte dei casi di morbo di Addison non può essere completamente curata. Fortunatamente, però, la prognosi per i cani affetti da questa condizione è generalmente molto buona, purché la condizione venga identificata e trattata piuttosto precocemente nel suo decorso. Il proprietario dell’animale dovrà essere scrupoloso nel somministrare i farmaci quotidianamente e nel portare il cane dal veterinario per un regolare monitoraggio di sangue e urine.


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