Atrofia progressiva della retina (PRA) nel cane: sintomi e trattamento

La retina è una membrana di tessuto fotosensibile situata nella parte posteriore dell’occhio, che ospita fotorecettori specializzati. Quando la luce penetra nell’occhio, essa viene rifratta dal cristallino e proiettata sulla retina, dove viene trasformata in segnali elettrici. Questi segnali vengono poi trasmessi al cervello per essere elaborati e interpretati.

Tra i fotorecettori retinici, i principali sono i bastoncelli e i coni. Negli occhi del cane, i bastoncelli sono presenti in quantità maggiore rispetto ai coni. I bastoncelli sono responsabili della visione in condizioni di scarsa illuminazione e svolgono un ruolo chiave nel rilevare e monitorare il movimento. I coni invece sono specializzati nella percezione dei colori, ma la loro funzionalità è limitata in condizioni di scarsa illuminazione.

Cos’è l’atrofia progressiva della retina?

Per atrofia si intende il processo di deperimento parziale o totale di un’area anatomica specifica del corpo. L’atrofia progressiva della retina (PRA) rappresenta un insieme di patologie degenerative che influenzano le cellule fotorecettrici retiniche. In presenza di questa condizione patologica, le cellule subiscono un deterioramento progressivo nel corso del tempo che culmina con la cecità dell’animale affetto.

Esistono due forme principali di atrofia progressiva della retina riconosciute nel cane. La prima, denominata displasia retinica, è una forma a esordio precoce ed ereditaria, solitamente diagnosticata nei cuccioli intorno ai 2-3 mesi di età. La seconda forma, chiamata comunemente PRA, si manifesta con esordio tardivo e colpisce i cani adulti, di solito con un’età compresa tra i 3 e i 9 anni.

In caso di displasia retinica, si osserva uno sviluppo anomalo delle cellule fotorecettrici retiniche, che si traduce in un esordio precoce della cecità. Questa condizione tende a coinvolgere sia i bastoncelli che i coni.

Nella PRA con esordio tardivo, invece, le cellule retiniche inizialmente si sviluppano in modo normale, ma con il passare del tempo iniziano a subire un progressivo deterioramento.

Nella maggior parte dei casi, si verifica una degenerazione iniziale dei bastoncelli con conseguente compromissione della visione notturna precedente alla perdita della visione diurna. Col passare del tempo, tuttavia, si verifica anche una degenerazione dei coni che culmina nella perdita totale della capacità visiva.

Quali razze canine presentano una maggiore predisposizione allo sviluppo dell’atrofia progressiva della retina (PRA)?

In generale, la PRA è una patologia ereditaria che può manifestarsi in diverse razze canine, inclusi i cani meticci. La modalità ereditaria più comune associata a questa malattia sembra essere l’ereditarietà autosomica recessiva. Ciò significa che il cane affetto deve aver ereditato il gene difettoso da entrambi i genitori. Alcune delle razze comunemente colpite includono:

  • Bedlington Terrier
  • Barbone
  • Australian Cattle Dog
  • Tibetan Terrier
  • Tibetan Spaniel
  • Basenji
  • Welsh Corgi Cardigan
  • Papillon
  • Setter Irlandese
  • Cane da Pastore Scozzese Shetland
  • Cavalier King Charles Spaniel
  • Labrador Retriever
  • Golden Retriever
  • Rottweiler
  • American Cocker Spaniel
  • Springer Spaniel inglese

Tuttavia, in alcune razze, come l’Old English Mastiff e il Bullmastiff, sembra essere coinvolta una modalità ereditaria dominante (ciò implica che il cane deve ereditare una sola copia del gene difettoso per sviluppare la malattia). Inoltre, in razze come il Siberian Husky e il Samoiedo, la PRA sembra essere più frequente nei cani maschi.

I cani affetti da atrofia progressiva della retina (PRA) dovrebbero essere esclusi dai programmi di riproduzione. Questa decisione si basa sulla natura ereditaria della malattia, in cui i cani affetti devono ereditare il gene difettoso da entrambi i genitori. Pertanto, è imperativo che anche i genitori e i fratelli del cane affetto siano esclusi dai programmi di riproduzione, anche se non presentano segni clinici evidenti della condizione. I fratelli e i genitori non affetti sono portatori del gene difettoso, ma essendo anche portatori di un gene normale, non manifestano i sintomi della malattia.

L’adozione di una strategia di allevamento selettivo può potenzialmente ridurre in modo graduale l’incidenza della PRA nelle popolazioni canine. A tale scopo, sono disponibili test genetici per identificare i portatori del gene difettoso. Inoltre, si raccomanda di sottoporre il cane a esami oftalmologici eseguiti da un veterinario specializzato in oftalmologia. Questi esami possono contribuire a rilevare precocemente i segni di PRA, consentendo l’adozione di misure preventive e l’esclusione dei cani colpiti dal programma di riproduzione.

atrofia progressiva della retina nel cane

Sintomi dell’atrofia progressiva della retina nel cane

Questi segni possono non risultare evidenti sino alle fasi più avanzate della malattia, poiché i cani mostrano una naturale capacità di adattamento alla perdita progressiva della vista. Tali manifestazioni tendono a intensificarsi in particolare durante le ore notturne o in ambienti non familiari.

I segni clinici potrebbero includere quanto segue:

  • Pupille dilatate
  • Presenza di un riflesso oculare anomalo in caso di esposizione a una fonte luminosa
  • Esitazione a entrare in ambienti scarsamente illuminati o a uscire durante le ore notturne
  • Riluttanza a scendere le scale
  • Il cane potrebbe urtare contro gli stipiti delle porte o manifestare una generale mancanza di coordinazione in ambienti non familiari.
  • Sviluppo di cataratte che coinvolgono entrambi gli occhi.

Con la progressione della malattia, si assiste a un graduale deterioramento della vista del cane fino al raggiungimento di uno stato di completa cecità. In genere, nei cani la cecità non comporta il medesimo impatto significativo che avrebbe per un essere umano. Questo perché i cani fanno principalmente affidamento su altri sensi, come l’olfatto, per orientarsi e sono in grado di muoversi senza particolari difficoltà nel loro ambiente domestico, a condizione che mobili e oggetti non vengano spostati. Nelle fasi più avanzate della malattia, è possibile lo sviluppo di cataratta.

La velocità di progressione della PRA varia in base alla razza e alla forma specifica della malattia. Tuttavia, nella maggior parte dei casi, si osserva una perdita completa della vista nell’arco di 1-2 anni.

Diagnosi

Se a seguito di un esame oftalmico generale che rileva risposte pupillari ritardate alla luce e dilatazione delle pupille, il cane presenta sintomi di compromissione della vista, il veterinario potrebbe sospettare la presenza di un’atrofia progressiva della retina (PRA). Nelle fasi iniziali della malattia, potrebbe risultare complesso identificare alterazioni significative nella retina. Tuttavia, con la progressione della malattia, l’ispezione della regione post-oculare mediante l’uso di un oftalmoscopio rivelerà un’aumentata riflettività nella porzione della retina nota come “tapetum lucidum”, oltre ad alterazioni del nervo ottico e delle strutture vascolari della retina.

In genere, il veterinario raccomanderà la consulenza di un veterinario oftalmologo al fine di confermare la diagnosi mediante test avanzati, tra cui l’esecuzione di un elettroretinogramma (ERG). Tale procedura è cruciale non solo per stabilire la presenza di atrofia progressiva della retina (PRA), ma anche per escludere altre possibili cause di cecità. L’ERG si dimostra particolarmente sensibile nella diagnosi precoce della PRA, talvolta prima che il cane manifesti sintomi evidenti.

È disponibile anche uno screening genetico per la PRA ereditaria. Questo test consente di identificare i portatori della malattia e può svolgere un ruolo significativo nella gestione genetica della condizione.

Diagnosi differenziale

Esiste una forma di PRA, nota come degenerazione retinica acquisita improvvisa (SARD), la cui causa rimane attualmente sconosciuta. Questa condizione si distingue per la manifestazione di una cecità improvvisa che si sviluppa rapidamente, in genere nell’arco di giorni o settimane. La SARD colpisce principalmente cani di mezza età e anziani ed è chiaramente differenziabile dalla forma ereditaria della PRA in quanto si sviluppa in una fase più avanzata della vita dell’animale.

Altre possibili cause di cecità a lento sviluppo nel cane comprendono la progressiva formazione di cataratta, lo sviluppo del glaucoma, l’insorgenza di uveite, la lussazione del cristallino e le affezioni del nervo ottico. Queste condizioni sono spesso associate a sintomi dolorosi.

Trattamento dell’atrofia progressiva della retina nel cane

Al momento, non esiste un trattamento efficace per la PRA. Sebbene antiossidanti e vitamine non rappresentino un rischio per il benessere del cane e possano contribuire a ridurre lo stress sulle cellule del cristallino e a ritardare la formazione della cataratta, l’uso di questi integratori non ha finora dimostrato alcun effetto misurabile sulla progressione della malattia.

Nel caso in cui sia stata identificata una condizione sottostante, come la cataratta o il distacco della retina, come causa della cecità dell’animale, il trattamento mirato di questa causa specifica può essere efficace nel prevenire un’ulteriore perdita della vista.

La gestione dell’atrofia progressiva della retina si concentra principalmente su strategie volte a prevenire incidenti e a garantire un ambiente sicuro per il cane durante il progressivo deterioramento della vista. Le misure da adottare includono:

  • L’installazione di illuminazione supplementare sia all’interno che all’esterno dell’abitazione risulta particolarmente utile nelle fasi iniziali della malattia, quando il deficit visivo interessa principalmente la visione notturna.
  • Mantenere la disposizione originale dei mobili contribuisce a preservare un ambiente familiare e prevedibile per il cane.
  • L’impiego di barriere di sicurezza per limitare l’accesso alle scale rappresenta una precauzione finalizzata a minimizzare il rischio di incidenti nei cani affetti da PRA.
  • L’uso del guinzaglio durante le passeggiate in luoghi poco familiari offre al cane un senso di protezione durante gli spostamenti in ambienti sconosciuti.
  • L’addestramento basato su comandi verbali (prima della perdita della vista) può dimostrarsi utile per stabilire una comunicazione efficace con il cane durante il progressivo deterioramento della vista.

Fonti

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