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Seborrea nel gatto: cause e trattamento

La seborrea, in genere nota come pelle squamosa o “forfora”, nei gatti è più comunemente un sintomo che una malattia. La seborrea può essere secca (eccessiva produzione di scaglie) oppure oleosa (sovrapproduzione di sebo). In base al tipo di seborrea, vengono utilizzate diverse tipologie di shampoo.

Nella maggior parte dei casi, la produzione di scaglie è secondaria a un’altra patologia cutanea. In questi casi, la desquamazione non è di solito evidente in giovane età e si manifesta a seguito di prurito o altri problemi cutanei. L’identificazione della causa sottostante è importante per controllare la desquamazione eccessiva.

In altri casi, come avviene nel Cocker Spaniel, la desquamazione è primaria e gli animali nascono con un difetto di cheratinizzazione. In questi casi, il problema è evidente in giovane età, di solito meno di un anno di età, e le orecchie sono frequentemente interessate dalla condizione tanto quanto il resto del corpo. La terapia topica e sistemica (retinoidi) possono essere utilizzate per normalizzare il turnover cellulare epidermico.

Cause della seborrea felina secondaria

Come anticipato poc’anzi, la maggior parte dei casi di seborrea è secondaria a un’altra malattia della pelle. Per differenziare seborrea primaria e secondaria, è importante seguire un piano ben organizzato per escludere altre malattie. Ne consegue che una diagnosi accurata è essenziale per la formulazione di una terapia e prognosi appropriate.

La seborrea secondaria è molto più comune della seborrea primaria. L’elenco delle cause è alquanto ampio, poiché quasi tutte le patologie della dermatologia veterinaria possono manifestare desquamazione e scaglie come segno clinico.

La desquamazione secondaria a un’altra malattia può essere divisa in due grandi gruppi:

  • Pruriginosa
  • Non pruriginosa

Cause pruriginose

Le cause pruriginose della seborrea secondaria includono:

Cause non pruriginose

Le cause non pruriginose della seborrea secondaria includono:


  • Demodicosi
  • Dermatofitosi
  • Patologie endocrine (ipotiroidismo, sindrome di Cushing, squilibrio ormonale)
  • Pemfigo foliaceo
  • Micosi fungoide (questa malattia può essere molto pruriginosa)
  • Somministrazione cronica di steroidi
  • Cause alimentari (carenza di acidi grassi essenziali)
  • Fattori ambientali (bassa umidità)

Cause delle seborrea felina primaria

La seborrea primaria (generalizzata) può essere classificata in:

  • Seborrea primaria idiopatica
  • Dermatosi reattiva alla vitamina A
  • Displasia epidermica
  • Adenite sebacea
  • Distrofia follicolare
  • Sindrome del comedone dello Schnauzer
  • Ittiosi

La diagnosi differenziale per i disturbi localizzati della cheratinizzazione primaria include:

  • Dermatosi psoriasiforme lichenoide (i padiglioni auricolari sono generalmente colpiti)
  • Dermatosi zinco-responsiva
  • Ipercheratosi nasodigitale
  • Dermatosi del margine auricolare canino
  • Acne canina

Le patologie primarie della cheratinizzazione si manifestano solitamente con una eccessiva formazione di scaglie. Di solito sono malattie genetiche. Poiché si tratta di condizioni ereditarie, la malattia è in genere evidente sin dalla giovane età dell’animale (di solito meno di due anni).

seborrea nel gatto

Diagnosi

La differenziazione tra seborrea primaria e secondaria è un passo importante nell’approccio di un caso di seborrea. Questa deriva dall’anamnesi, dalla osservazione della distribuzione delle lesioni e dall’esclusione di patologie concomitanti.

L’identificazione della causa sottostante responsabile della seborrea è di vitale importanza. A tale scopo, è importante che il processo diagnostico includa quanto segue:

  • Raccolta attenta e completa dell’anamnesi inclusiva dell’età di insorgenza della malattia cutanea e del momento della comparsa del primo segno della malattia. Il veterinario porrà domande quali: Le scaglie sono state la prima cosa che ha notato oppure il gatto presentava inizialmente delle protuberanze che hanno iniziato a rompersi con formazione di scaglie? Inoltre, il prurito è stata la prima cosa che ha notato oppure è apparso dopo la comparsa delle lesioni cutanee?
  • Esame fisico completo. Se una patologia primaria è responsabile della seborrea, sarà presente anche una malattia dell’orecchio.
  • Raschiamento cutaneo per la conduzione di un esame citologico. Fornisce informazioni circa le infezioni cutanee secondarie, presenti nella maggior parte dei casi al momento della presentazione.
  • Il gatto dovrebbe essere rivalutato per desquamazione e prurito dopo la risoluzione delle infezioni cutanee. Se la desquamazione non è più presente, la seborrea era secondaria. In quella fase dovrebbe essere indagata la causa sottostante delle infezioni cutanee. Questo viene fatto mediante la valutazione del livello di prurito. Se, d’altra parte, la desquamazione è ancora presente, dovrebbe essere quindi considerato se è secondaria al prurito o meno. In assenza di prurito, sono possibili malattie come demodicosi, endocrine, autoimmuni o anomalie della cheratinizzazione. Una biopsia sarebbe indicata per escludere la presenza di malattie.

Trattamento

Il trattamento della seborrea comprende il trattamento delle infezioni cutanee secondarie e della patologia sottostante della cheratinizzazione.


L’uso di glucocorticoidi dovrebbe essere evitato durante il periodo in cui viene effettuata la valutazione diagnostica poiché potrebbero influire sulla capacità di controllare il pioderma e interferire con la valutazione del prurito.

Terapia topica per la seborrea felina

La terapia topica raramente funziona se usata da sola. Tuttavia, è una terapia aggiuntiva molto efficace per ottenere una risoluzione più rapida di un problema cutaneo. In generale, la durata del bagno dovrebbe essere di almeno 10-15 minuti al fine di garantire una corretta idratazione della pelle e consentire ai principi attivi di funzionare.

  • Shampoo. I migliori risultati si ottengono con un utilizzo frequente iniziale di uno shampoo specifico atto a controllare la dermatosi. Tale frequenza viene successivamente ridotta per il mantenimento della remissione. La terapia topica non è da intendersi come un sostituto della gestione della dermatosi stabilendo una diagnosi definitiva il prima possibile.
  • Umettanti ed emollienti. Se la seborrea è secca, sono indicati umettanti ed emollienti. È consigliabile un tempo di contatto pari a 10-15 minuti per consentire una adeguata idratazione dello strato corneo. Se il tempo di contatto è troppo breve o se i bagni sono troppo frequenti, l’effetto sarà opposto. L’applicazione di olio da bagno quando la cute è ancora umida contribuirà a trattenere l’acqua applicata per prolungare l’idratazione.

Gli umettanti sono agenti che agiscono essendo incorporati nello strato corneo e attirando l’acqua che si trova negli strati inferiori dell’epidermide. Questi agenti includono urea, lattato di sodio, acido lattico e glicole propilenico e funzionano anche se applicati tra un bagno e l’altro. L’acido lattico ha attività igroscopica a bassa concentrazione e attività cheratolitica a concentrazioni più elevate. È stato incorporato nei liposomi per garantire un rilascio lento nel tempo e quindi una attività residua più lunga.

Gli emollienti sono agenti che ammorbidiscono la pelle perché riducono la perdita di acqua transepidermica. Di solito si tratta di oli e funzionano se applicati dopo il bagno. Riempiono gli spazi tra le scaglie di pelle secca con piccole gocce di olio.

  • Shampoo antiseborroici. Se la seborrea è grassa, è più indicato l’uso di prodotti specifici con azione sgrassante. Gli agenti cheratolitici causano la dispersione cellulare mentre gli agenti cheratoplastici causano una normalizzazione della cinetica delle cellule epidermiche. La maggior parte degli agenti utilizzati in dermatologia veterinaria per il trattamento della seborrea possiede entrambe le proprietà. Questi prodotti devono essere utilizzati piuttosto spesso per essere efficaci (da due a tre volte alla settimana).

I più comuni ingredienti degli shampoo antiseborroici sono:

Catrame – Il catrame è cheratolitico, cheratoplastico, antiprurito, sgrassante ed essiccante. Può essere irritante e causare fotosensibilità. Potrebbe macchiare un mantello bianco. È indicato per i casi di seborrea grassa.


Zolfo – Lo zolfo è cheratolitico, cheratoplastico (dallo 0,5% al 2%), antiprurito, antibatterico, antiparassitario e antimicotico (dal 2% al 5%). Non è un buon sgrassante.

Acido salicilico – L’acido salicilico è cheratolitico, cheratoplastico, antipruritico e batteriostatico. Nelle formulazioni veterinarie, di solito è nella stessa percentuale dello zolfo (dallo 0,5% al 2%).

Solfuro di selenio – Il solfuro di selenio è cheratolitico, cheratoplastico, sgrassante ed efficace contro i lieviti (Malassezia). Può essere irritante e seccante.

Benzoil perossido – Il benzoil perossido (dal 2,5% al 3%) è cheratolitico, antimicrobico, sgrassante e molto utile nei casi gravi di seborrea grassa. Riduce le secrezioni delle ghiandole sebacee e possiede una attività di “arrossamento” sui batteri presenti nei follicoli piliferi. I prodotti ad uso umano non dovrebbero essere utilizzati poiché causano irritazione (10%).

Un pelo folto impedisce allo shampoo di raggiungere la cute, quindi affinché la terapia sia efficace è necessario che il pelo sia tenuto sempre molto corto. Questo ridurrà la quantità di shampoo da utilizzare, consentirà un miglior contatto con la superficie cutanea e migliorerà pertanto l’efficacia.

Terapia sistemica per la seborrea felina

La maggior parte dei casi richiede un trattamento sistemico per le infezioni cutanee secondarie. Gli antibiotici e la terapia antifungina vengono generalmente utilizzati per 3-4 settimane.

La terapia sistemica per le malattie primarie della cheratinizzazione include l’impiego di retinoidi e derivati della vitamina A. I retinoidi sono stati provati per la gestione di questo disturbo (retinolo, isotretinoina, etretinato).

Questi composti hanno la capacità di regolare la proliferazione e la differenziazione dei tessuti epiteliali. L’isotretinoina sembra funzionare meglio nei casi in cui la malattia interessa il follicolo pilifero e le ghiandole sebacee (sindrome del comedone dello Schnauzer e adenite sebacea), mentre l’etretinato funziona meglio nei disturbi epidermici iperproliferativi (seborrea idiopatica di Cocker Spaniels, English Springer Spaniels, Setter Irlandese).

  • La risposta alla terapia dovrebbe essere osservata entro i primi due mesi di trattamento. I composti sintetici sono a lunga emivita e vengono immagazzinati per lungo tempo nel grasso corporeo.
  • La tossicità negli animali sembra essere un problema di minore entità rispetto all’essere umano. Tuttavia, sono stati riportati cheratocongiuntivite secca (occhio secco), aumento di trigliceridi, colesterolo, enzimi epatici, prurito, vomito, diarrea e rigidità. Tutti questi composti devono essere evitati negli animali in gravidanza a causa di potenziali malformazioni fetali.

Referenze

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