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Salute del gatto

Alito cattivo nel gatto: cause, diagnosi e trattamento

L’alitosi è genericamente un cattivo odore dell’alito. Di solito presenta cause orali, sebbene talvolta possa essere provocata da altri processi patologici.

In commercio esistono svariati prodotti che possono essere di utilità per trattare questo problema, tra cui spazzolino, dentifricio e snack specifici che possono contribuire a minimizzare il tartaro o a rinfrescare l’alito del gatto.

Cause

Anzitutto è importante identificare e trattare qualsiasi patologia sottostante che possa causare l’odore sgradevole, tra cui:

  • Osso o peli intrappolati nella cavità orale
  • Ulcerazione orale
  • Corpi estranei nella cavità orale
  • Neoplasia orale (tumori della bocca)
  • Patologie polmonari, come il cancro ai polmoni
  • Grave patologia renale
  • Periodontite (infiammazione del tessuto che circonda il dente)

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Rigurgito nel gatto: cause, diagnosi e trattamento

Il termine rigurgito fa riferimento all’emissione dalla bocca di liquido, muco o cibo deglutito ma non pervenuto nello stomaco o subito rifluito dallo stomaco prima di aver subito l’azione del succo gastrico. A differenza del vomito, il rigurgito non è accompagnato da nausea e non comporta forti contrazioni addominali. È un sintomo di patologia esofagea e non un disturbo in sé.

Gli episodi di rigurgito correlati al cibo sono determinati dalla sede della disfunzione esofagea, dal grado di ostruzione e dalla presenza o assenza di dilatazione esofagea.

  • Il rigurgito che avviene subito dopo il pasto si verifica con maggiori probabilità in presenza di lesioni esofagee od ostruzione esofagea.
  • Il rigurgito può non essere associato al consumo di cibo, come in caso di dilatazione esofagea. Quest’ultima crea infatti una sorta di  reservoir (cavità) per cibo e liquidi.
  • La ritenzione selettiva di liquidi rispetto ai cibi solidi avviene con maggiore probabilità in caso di ostruzione parziale.

I sintomi a cui prestare attenzione

  • Difficoltà respiratoria

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Dolore nel gatto: sintomi, cause, diagnosi e terapia

Il termine dolore fa riferimento alla sensazione spiacevole che si sviluppa a seguito della stimolazione di terminazioni nervose sensoriali specializzate, dette recettori del dolore.

Nella maggior parte dei casi, il dolore si sviluppa in seguito a irritazione, infiammazione o danni a carico dei tessuti o delle strutture del corpo.

Il dolore è un meccanismo protettivo, che porta l’animale a reagire e ad allontanarsi dalla fonte dello stimolo.

Come funziona il meccanismo del dolore?

I recettori del dolore sono presenti in molti tessuti corporei, tra cui pelle, periostio (membrana fibrosa che riveste le ossa), pareti delle arterie, superfici delle articolazioni, tessuti che rivestono torace e addome, cornea e tessuti circostanti l’occhio, meningi del cervello e midollo spinale.

Le tipologie di stimoli che eccitano i recettori del dolore includono:

  • Forze meccaniche (come stiramento, lacerazione o frattura dei tessuti)
  • Stimoli termici (come caldo o freddo)
  • Sostanze chimiche. Le sostanze chimiche che stimolano i recettori del dolore sono piccole molecole prodotte nel corpo in seguito a infiammazione o danni a carico dei tessuti. Tali sostanze includono: serotonina, istamina, prostaglandine, bradichinina e vari enzimi. Tutte queste sostanze sono mediatori dell’infiammazione.

Quando un recettore del dolore viene stimolato, le informazioni relative al dolore vengono trasmesse al cervello, ove la sensazione viene percepita. Nel corpo esistono fibre del dolore veloci e lente. La trasmissione rapida dei segnali relativi al dolore “avverte” in tempi brevi l’animale circa danni imminenti a carico di una zona del corpo, permettendogli di reagire velocemente. La trasmissione lenta delle informazioni relative al dolore consente alla sensazione del dolore di perpetuare e dà luogo ad un meccanismo per lo sviluppo del dolore cronico.

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Flatulenza nel gatto: cause, sintomi, diagnosi e trattamento

Il termine flatulenza descrive la presenza abnorme di gas o aria nello stomaco o nell’intestino e conseguente loro emissione.

La produzione o l’accumulo di gas nel tratto gastrointestinale è normale. Una produzione eccessiva degli stessi può non essere indicativa di una particolare malattia o disturbo. Tuttavia, alcune patologie gastrointestinali comportano un aumento della normale produzione di gas causando, conseguentemente, l’insorgere di flatulenza eccessiva. Quasi tutti i gas gastrointestinali originano dalla deglutizione di aria (aerofagia) o dalla fermentazione batterica e dal metabolismo batterico. Qualsiasi condizione che porta all’aumento di questi gas può causare flatulenza.

La flatulenza può essere benigna e di breve durata, come può accadere per esempio in caso di sovralimentazione o di ingestione di un cibo a cui il gatto non è abituato. Per questo motivo, la flatulenza, se persistente, non deve essere ignorata.

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Perdita di peso nel gatto: sintomi, cause, diagnosi e terapia

La perdita di peso è una condizione fisica derivante da un bilancio energetico negativo. Tale situazione può verificarsi quando, per esempio, l’utilizzazione metabolica e l’escrezione dei nutritenti essenziali superano l’apporto calorico. Il dimagrimento viene considerato clinicamente importante quando supera il 10% del normale peso corporeo e non è associato alla perdita di liquidi.

La perdita di peso può essere causata da molteplici meccanismi differenti, che condividono come aspetto comune un apporto calorico o una disponibilità calorica insufficienti per soddisfare le esigenze metaboliche. Le cause sono di varia natura: restrizione calorica intenzionale per ridurre il peso corporeo in caso di obesità oppure dimagrimento associato a patologie potenzialmente pericolose per la vita del gatto.

Le informazioni derivanti dalla raccolta dell’anamnesi sono molto importanti, specie per quanto riguarda il tipo di dieta, la durata e l’ambiente in cui viene conservato il cibo, il livello di attività quotidiana del gatto e l’ambiente in cui vive, la presenza di uno stato gestazionale, l’appetito, segni di patologie gastrointestinali (vomito, diarrea, rigurgito) o segni di una eventuale patologia specifica.

Sintomi

  • Dimagrimento
  • Condizione corporea scarsa
  • Perdita di massa muscolare
  • Cattivo aspetto del pelo
  • Rigurgito
  • Difficoltà a deglutire

 

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Incontinenza urinaria nel gatto: cause, sintomi, diagnosi e cura

Per incontinenza urinaria si intende la perdita del controllo volontario della minzione. Affinché la minzione sia normale, i nervi e i muscoli della vescica urinaria devono funzionare correttamente. Talvolta, l’incontinenza urinaria viene confusa con la minzione inappropriata, spesso conseguenza di un problema comportamentale. Per distinguere le suddette condizioni, può essere necessario eseguire test diagnostici.

Probabilmente, la forma più comune di incontinenza felina viene chiamata incontinenza da incompetenza del meccanismo delle sfintere uretrale e si ritiene sia dovuta ad un indebolimento della muscolatura uretrale. Interessa più comunemente i gatti femmina sterilizzati di mezza età e di taglia medio-grande.

Cause

Le cause dell’incontinenza urinaria possono essere neurogeniche e non-neurogeniche.

  • Le cause neurogeniche includono quelle causate da anomalie a carico di parti del sistema nervoso coinvolte nella regolazione della minzione.
  • Le cause non-neurogeniche includono problemi congeniti (anomalie presenti alla nascita), come posizione anatomica impropria dell’apertura ureterale (ectopia ureterale), iperdistensione vescicale dovuta ad una ostruzione parziale, incontinenza ormone-sensibile e incontinenza associata ad una infezione del tratto urinario.

Sintomi

  • Sgocciolamento post minzionale (emissione di gocce di urina dopo la minzione)
  • Il proprietario può notare la presenza di macchie bagnate dove il gatto ha dormito
  • Irritazione cutanea dovuta al contatto con l’urina

Trovare in casa macchie bagnate non implica necessariamente che il gatto sia incontinente. I gatti che presentano polidipsia (aumento della sete) e poliuria (aumento delle minzioni) possono urinare in casa a causa dell’aumentato volume delle urine e non essere in grado di raggiungere la cassettina igienica in tempo.

La presenza di sforzo durante l’atto minzionale e di sangue nelle urine suggerisce altri disturbi, tra cui cistite batterica o calcoli vescicali.

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