I disordini della motilità gastrica nel gatto


I disordini della motilità gastrica sono anomalie dovute a condizioni che alterano il normale svuotamento dello stomaco con conseguente distensione e successiva funzionalità anomala dello stomaco.

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Cause

Le cause dei disordini della motilità gastrica sono molteplici, tra cui:

Disordini del metabolismo

  • Insufficienza renale

Inibizione nervosa

  • Stress
  • Paura
  • Trauma

Patologie gastriche primarie

  • Ostruzioni
  • Ulcere
  • Precedente intervento di chirurgia gastrica

Di altra natura

  • Reflusso gastroesofageo del succo gastrico/intestinale
  • Disautonomia (disfunzione di una parte del sistema nervoso)
  • Idiopatica primaria (causa sconosciuta)
  • Farmaci

Sintomi

  • Nausea
  • Anoressia (perdita di appetito)
  • Eruttazione
  • Pica (ingestione di oggetti/sostanze inappropriati)

Sebbene alcuni disordini della motilità gastrica siano primari, la maggior parte dei casi insorge secondariamente ad altre condizioni o disturbi.

disordini motilità intestinale gatto

L’entità dei segni clinici dipende sia dal processo patologico specifico che dalla gravità della malattia. I segni clinici sono spesso cronici, presenti per settimane o mesi e nella maggior parte dei casi includono la presenza di vomito (di solito di cibo). Poiché anamnesi, esiti dell’esame fisico e stato generale in cui si presenta l’animale con disordini della motilità gastrica possono essere variabili e talvolta aspecifici, per giungere ad una diagnosi definitiva dovrebbero essere presi in considerazione altri sintomi e disturbi, in particolare quelli che causano vomito cronico. Questi includono:

  • Indiscrezione alimentare ricorrente, cronica (in particolare sovralimentazione e ingestione di corpi estranei).
  • Intolleranze alimentari. Possono causare vomito cronico e simulare i disordini della motilità gastrica. Spesso sono associate a proteine, lattosio, diete ad elevato contenuto di grassi e ad alcuni additivi alimentari.
  • Esistono molti agenti infettivi che possono causare vomito cronico. Le malattie batteriche, virali, fungine e parassitarie sono comuni (il parvovirus è tra i più comuni).
  • Somministrazione cronica di farmaci e/o esposizione a tossine. Possono causare vomito cronico irritando direttamente il rivestimento del tratto gastrointestinale. Gli esempi includono farmaci antinfiammatori non steroidei, corticosteroidi, antibiotici, metalli pesanti, insetticidi e prodotti da giardino.
  • Ostruzione/blocco del tratto gastrointestinale che ne impedisce il transito e causa conseguentemente un disordine della motilità. Tale ostruzione è di solito secondaria alla presenza di corpi estranei cronici, neoplasie, intussuscezioni (invaginazione intestinale), gastropatia ipertrofica (ispessimento e malfunzionamento dell’area pilorica dello stomaco) o parassiti.
  • I pazienti con malattie metaboliche, come patologie renali, patologie epatiche, diabete mellito e ipoadrenocorticismo (morbo di Addison), possono presentare segni simili a quelli dei disordini della motilità intestinale.
  • In genere, i pazienti affetti da disturbi addominali presentano vomito. Dovrebbero essere considerati pancreatite cronica (infiammazione del pancreas), disturbi della prostata e peritonite di basso grado.
  • I disturbi neurologici, specie di natura vestibolare, possono stimolare l’area del cervello che coinvolge il riflesso del vomito. Anche la disfunzione del sistema nervoso autonomo (disautonomia) è stata riconosciuta come causa.
  • Le malattie infiammatorie intestinali sono caratterizzate da un accumulo microscopico di cellule infiammatorie delle parti del tratto gastrointestinale. Non è stata identificata alcuna causa. Il vomito è uno dei molteplici segni osservabili.
  • La linfangiectasia è un disturbo intestinale caratterizzato dalla dilatazione dei vasi linfatici attraverso il tratto gastrointestinale. Essa causa vomito cronico, diarrea, perdita di proteine e perdita di peso.
  • Le ulcere gastrointestinali sono associate a patologia epatica, patologia renale, stress o patologia pancreatica. Vomito cronico (con o senza sangue) è comunemente osservabile.
  • L’ernia iatale è caratterizzata dallo “scivolamento” del contenuto addominale nella cavità toracica attraverso il diaframma.
  • Il linfosarcoma (un tipo di neoplasia) è, nella maggior parte dei casi, una patologia microscopica che infiltra il tratto gastrointestinale e può causare l’insorgere di molti segni gastrointestinali. È osservabile in tutte le razze e a tutte le età.

Diagnosi

Per diagnosticare un disordine della motilità gastrica e per escludere altri processi patologici che possono causare sintomi simili, devono essere eseguiti determinati esami diagnostici. Per la formulazione di un piano terapeutico appropriato, una diagnosi accurata è fondamentale. In genere, il processo diagnostico ha inizio con un’ampia serie di esami base e, in molti casi, vengono eseguiti anche esami più specifici o avanzati.

  • Storia clinica completa ed esame fisico approfondito. Sono necessari al fine di creare un piano diagnostico appropriato.
  • Esame emocromocitometrico completo per la valutazione della presenza di infezione, infiammazione e anemia associate a malattie che causano disordini della motilità gastrica.
  • Profilo biochimico per la valutazione dello stato di reni, fegato, elettroliti, proteine totali e livelli di zuccheri nel sangue.
  • Analisi delle urine. È di utilità per la valutazione dello stato dei reni e di idratazione del paziente.
  • Flottazione fecale per escludere eventuali parassiti come causa associata.
  • Radiografie addominali per la valutazione degli organi interni e l’eventuale presenza di liquido, corpo estraneo o tumore.

Il veterinario può raccomandare ulteriori esami al fine di formulare un piano terapeutico ottimale. Questi vengono scelti su base individuale e possono includere:

  • Test di stimolazione con ACTH. Può essere raccomandato per escludere la presenza di ipoadrenocorticismo (morbo di Addison). Si tratta di un esame del sangue che misura la funzionalità surrenalica.
  • Esame degli acidi biliari sierici per la valutazione della funzionalità epatica.
  • Misurazione del livello di piombo nel sangue. Questo esame può essere indicato nei pazienti con pregressa o possibile esposizione al piombo.
  • Radiografie toraciche. Sono di estrema importanza nei casi di vomito cronico, poiché i tumori e altri tipi di neoplasie possono metastatizzare ai polmoni.
  • Ecografia addominale per la valutazione degli organi addominali e dell’eventuale presenza di tumori. Consente il prelievo di campioni da organi, linfonodi e masse mediante l’impiego di un ago o di uno strumento bioptico. Questa procedura è relativamente sicura, ma può richiedere una lieve sedazione.
  • Studio radiografico con mezzo di contrasto (bario) del tratto gastrointestinale superiore. Può essere di utilità nei pazienti con vomito cronico associato a disordini della motilità gastrica. Contribuisce a diagnosticare corpi estranei o tumori non evidenti nella radiografia o a confermare una diagnosi di ulcerazione gastrointestinale.
  • Gastroscopia. Può essere di utilità nel paziente che presenta vomito. Può facilitare la rimozione di corpi estranei, contribuire alla valutazione per ulcere e consentire il prelievo di campioni tissutali per valutare la presenza di infiammazione o neoplasia. Richiede anestesia generale ed è quindi associata a rischi minori. È spesso necessario indirizzare il paziente ad uno specialista e viene effettuata nel caso in cui le altre procedure diagnostiche siano inconclusive o supportino la diagnosi di un corpo estraneo gastrico.
  • Laparotomia esplorativa. Dovrebbe essere impiegata come strumento diagnostico nei pazienti precedentemente sottoposti a iter diagnostico e terapeutico esteso con risposta scarsa o assente. Si tratta di un esame invasivo, ma in alcuni casi è necessario per giungere ad una diagnosi definitiva e alla possibile formulazione di un piano terapeutico.

Terapia

Nei pazienti con disordini della motilità gastrica, è importante identificare la causa sottostante per garantire una terapia appropriata. Nella maggior parte dei casi il trattamento è ambulatoriale. Tuttavia, nei casi gravi caratterizzati da vomito severo e disidratazione, ricovero e terapia intensiva sono necessari. La terapia include:

  • Misure dietetiche. Sono di estrema importanza per ciò che concerne la gestione dei disordini della motilità gastrica primari. La dietoterapia dovrebbe includere piccoli pasti frequenti a base di cibi facilmente digeribili con consistenza liquida o semi-liquida e a basso contenuto di fibre. Il regime alimentare viene comunque formulato in base alla malattia specifica.
  • Nei casi gravi, possono essere necessarie fluidoterapia e terapia elettrolitica per correggere disidratazione, acido-base e alterazioni elettrolitiche.
  • I farmaci antiemetici, atti a favorire la cessazione del vomito, devono essere utilizzati con cautela. È meglio identificare e trattare la causa sottostante del vomito. Tuttavia, possono essere raccomandati in casi selezionati.
  • Antiacidi per ridurre la produzione di acido gastrico, come Tagamet (cimetidina), Pepcid (famotidina) o Zantac (ranitidina). Possono apportare beneficio specie in presenza di ulcerazione associata.
  • Protettori gastrointestinali e adsorbenti per proteggere o lenire il rivestimento gastrointestinale irritato e “intrappolare” agenti dannosi. Il sucralfato (Carafate) contribuisce a lenire e rivestire uno stomaco con ulcera o infiammato.
  • Farmaci che stimolano la funzione motoria intestinale (procinetici), come metoclopramide (Reglan). Possono essere di beneficio in alcuni casi.
  • L’intervento chirurgico è indicato per i pazienti che presentano ostruzioni gastrointestinali, come tumori o corpi estranei.

Somministrare i farmaci prescritti e attenersi alle indicazioni alimentari suggerite dal veterinario. Contattare il veterinario qualora i segni persistano o si aggravino.


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