Stomatite nel cane: sintomi, diagnosi e trattamento


La stomatite presenta molte definizioni e presentazioni. Si tratta essenzialmente di una infezione batterica cronica, debilitante e dell’infiammazione dei tessuti orali che in genere origina nel parodonto, ovvero il tessuto molle che circonda i denti (gengive), o nella regione facciale (regione orofaringea).

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Sebbene virus e disturbi del sistema immunitario siano stati implicati come cause di stomatite, sembra che questo complesso patologico sia una infezione batterica orale progressiva che porta ad una prevalenza di batteri anaerobi gram negativi. Il tessuto di granulazione che si forma in seguito alla presenza di tale condizione favorisce un accumulo batterico impenetrabile agli antimicrobici (farmaci che uccidono i batteri).

La stomatite può tradursi in una severa infezione orale causa di dolore alla bocca, dimagrimento, alterazioni comportamentali e pelo ruvido.

Esistono altre patologie che possono apparire simili alla stomatite, come per esempio una grave patologia parodontale, ovvero una infezione profonda delle gengive e dei tessuti circostanti che può portare alla perdita dei denti e di massa ossea.

Sintomi

  • Abbattimento
  • Fuoriuscita di sangue dalla bocca
  • Cambiamenti comportamentali (il cane tende a nascondersi)
  • Difficoltà a mangiare

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Diagnosi

I test diagnostici sono necessari per riconoscere la stomatite ed escludere altre patologie. Tali test possono includere:

  • Anamnesi ed esame fisico completo, in particolare un esame approfondito della cavità orale. Per giungere ad una diagnosi corretta, quest’ultimo deve essere effettuato in anestesia generale.
  • Sondaggio parodontale completo (mediante l’ausilio di una sonda parodontale per la valutazione dell’interfaccia dente-gengiva) e charting dentale per seguire il decorso della malattia. Per l’esame approfondito della cavità orale e in caso di sondaggio parodontale è necessaria l’anestesia generale.
  • Radiografie orali complete. Sono importanti per la valutazione dei denti del cane. Il 70% della struttura del dente è posto sotto il margine gengivale. Le radiografie possono mostrare la perdita di massa ossea dovuta alla malattia parodontale e contribuire a determinare se i denti possono essere salvati oppure, nei casi di grave perdita di massa ossea pari al 90%, estratti. Può essere necessario ripetere le radiografie ogni 3-6 mesi a seconda del decorso di questo processo patologico.
  • Esami ematochimici, esame emocromocitometrico completo e analisi delle urine. Possono essere raccomandati per determinare lo stato di salute generale del cane. In genere, questi esami sono raccomandati anche prima di sottoporre il cane ad anestesia.

Su base individuale e a seconda di ogni caso specifico, possono essere raccomandati ulteriori test diagnostici, tra cui:

  • Biopsie dei tessuti pigmentati che invariabilmente contengono linfociti, una tipologia specifica di globuli bianchi. Questa è la risposta orale osservabile nei tessuti orali infetti. Quindi, a meno che non vi sia il sospetto di neoplasia, la biopsia è di scarso beneficio.
  • Coltura anaerobica (batteri che vivono senza ossigeno) e antibiogramma dei tessuti orali infetti per analizzare i batteri. Si tratta di procedure diagnostiche costose e comunemente non disponibili presso i veterinari.
  • Test immunologici presso ospedali veterinari specializzati.

Trattamento

Il paziente viene preparato all’anestesia mediante un digiuno di almeno 3 ore prima della procedura. Il trattamento include:

  • Combinazione endovenosa di antimicrobici (antibiotici) e liquidi (se necessari nei pazienti malati o disidratati). Spesso gli antibiotici vengono somministrati per 5-7 giorni prima della procedura, ma hanno un effetto limitato.
  • Dovrebbero essere effettuate detartrasi con strumenti ad ultrasuoni e levigatura radicolare (pulizia dei denti sotto le gengive). Per queste procedure è necessaria l’anestesia.
  • Estrazioni dentarie o amputazioni coronali possono essere effettuate a seconda degli esiti radiografici. L’amputazione coronale è una procedura in cui la porzione visibile del dente (la corona) viene rimossa lasciando la radice (la parte del dente sotto le gengive). La radice agisce come un innesto osseo che contribuisce a ridurre il tempo di guarigione e il dolore. La gengiva viene in genere suturata sulla radice.
  • Vaporizzazione con laser a diossido di carbonio-CO2 dei granulomi e delle regioni infette. La vaporizzazione mediante laser CO2 è una procedura in cui il CO2 causa la rapida trasformazione di tessuto, detriti, batteri e acqua in vapore successivamente aspirato in un sistema di filtrazione. Ciò rompe il rivestimento protettivo batterico e uccide i batteri. E’ importante che il veterinario sia esperto nell’utilizzo del laser in caso di stomatite.
  • Il dolore deve essere trattato a seconda delle necessità.

Cosa fare a casa

  • Somministrare gli antibiotici secondo le modalità raccomandate dal veterinario.
  • Allo stesso modo dell’essere umano, lo spazzolamento quotidiano dei denti è importante per una buona salute orale del cane. In genere, viene raccomandato l’impiego di uno spazzolino da denti specifico a setole morbide.
  • L’impiego di linee alimentari (per esempio Hill’s Prescription Diet T/D®) o di snack specifici possono essere di utilità per preservare una bocca sana. Sciacqui con clorexidina o dentifrici specifici (per esempio, dentifricio CET®, dentifricio enzimatico CET®) sono mezzi eccellenti per contrastare la formazione della placca sotto il bordo gengivale. Si consiglia di chiedere sempre consiglio al veterinario circa le modalità di impiego di questi prodotti.
  • Effettuare il follow-up (spesso ogni 3-6 mesi) come raccomandato dal veterinario per una rivalutazione. Si raccomanda di rivolgersi ad un veterinario specialista in odontoiatria. Può essere raccomandata la pulizia dei denti su base semestrale o annuale mediante detartrasi con strumenti ad ultrasuoni.

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