Rinite e sinusite nel gatto: sintomi, cause, diagnosi e terapia


Per rinite si intende un processo infiammatorio delle cavità nasali, mentre con il termine sinusite si fa riferimento ad una infiammazione dei seni paranasali. Rinite e sinusite possono essere acute o croniche e di natura infettiva o non infettiva.

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Ambedue le condizioni sono osservate nei gatti di tutte le età e razza. Tuttavia, i gatti giovani tendono ad essere più inclini alle cause di natura infettiva, mentre i gatti più anziani tendono a sviluppare la rinite a causa di tumori o patologie dentali. Inoltre, i gatti brachicefali sono più inclini alle cause virali croniche.

Sintomi

  • Secrezione nasale
  • Epistassi (emorragia nasale)
  • Sfregamento del naso con la zampa
  • Secrezione oculare
  • Deformità facciale
  • Ulcerazione o depigmentazione della zona intorno alle narici
  • Alitosi (alito cattivo)

Cause

Esistono diverse patologie/disturbi che appaiono simili a e/o che possono causare rinite e sinusite, tra cui:

Malattie di natura infettiva

  • Virali, come adenovirus, cimurro, virus parainfluenzale
  • Fungine, come criptococcosi, aspergillosi, blastomicosi, istoplasmosi e rinosporidiosi
  • Batteriche, come patologie primarie (Bordetella, Pasteurella) o invasore secondario
  • Parassitarie, come cuterebriasis, capillaria e pneumonyssoides

Cause non infettive

  • Trauma facciale
  • Corpo estraneo
  • Agenti irritanti/allergici (pollini, muffe, lettiera, fumo di sigaretta)
  • Immunomediata (linfocitica-plasmocitaria)
  • Patologia dentale
  • Fistola oronasale
  • Polipo nasale/nasofaringeo
  • Cancro (le forme neoplastiche più comuni sono linfoma e adenocarcinoma)

I disordini severi di coagulazione spesso si presentano con epistassi (emorragia nasale) e necessitano di essere differenziati da rinite e sinusite. Tali disordini includono:

  • La trombocitopenia (diminuzione del numero di piastrine) può causare epistassi. Le piastrine sono fondamentali per una normale coagulazione e una diminuzione del loro numero è spesso associata a sanguinamento spontaneo.
  • La tossicità da warfarin (ingestione di veleno per topi) può causare epistassi interferendo con il normale meccanismo di coagulazione.
  • Le epatopatie (infezioni, infiammazioni, neoplasie) possono interferire con il normale meccanismo di coagulazione. Il normale funzionamento del fegato è infatti necessario per la produzione dei fattori di coagulazione.
  • La coagulazione intravascolare disseminata può essere associata ad epistassi. Si tratta di una patologia caratterizzata da scarsa tendenza del sangue a coagulare e quindi da fenomeni emorragici.
  • L’ipertensione può causare epistassi.

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Diagnosi

Per giungere all’emissione di una diagnosi definitiva di rinite e sinusite e per escludere altri processi patologici che possono causare sintomi simili, è necessario eseguire alcuni test diagnostici. La storia clinica completa, la descrizione dei segni clinici e un esame fisico approfondito sono tutti elementi importanti per l’ottenimento di una diagnosi e la determinazione di una potenziale causa sottostante. Inoltre, vengono raccomandati i seguenti esami:

  • Esame emocromocitometrico completo. Spesso i valori sono entro i limiti della norma. Tuttavia, nei casi di infezione sistemica può essere presente un numero elevato di globuli bianchi, mentre nei casi di epistassi cronica può essere presente una lieve anemia (basso numero di globuli rossi).
  • Profilo biochimico. I valori possono essere entro i limiti della norma. Tuttavia, è necessario per escludere disturbi concomitanti.
  • Analisi delle urine. In genere, i valori sono entro i limiti della norma.
  • Test per la leucemia felina e per il virus dell’immunodeficienza felina per determinare la presenza di una immunosoppressione sottostante (indebolimento del sistema immunitario).
  • Esami sierologici per la ricerca di infezioni fungine. Possono essere di utilità per diagnosticare condizioni come aspergillosi e criptococcosi.
  • Radiografie di cranio, naso, denti e torace. Possono essere di estrema utilità per la diagnosi di diverse cause di rinite e sinusite, inclusi tumori, patologie dentali, corpi estranei, traumi, polmonite e malignità (diffusione del tumore al torace).
  • Profili coagulativi. Dovrebbero essere eseguiti per escludere altri disturbi nel caso in cui l’epistassi sia evidente. Inoltre, dovrebbero essere considerati prima di procedere alla biopsia della cavità nasale.
  • Colture batteriche della cavità nasale. Possono essere di utilità per determinare la presenza di una infezione batterica e istituire una appropriata terapia antibiotica.
  • Esame citologico. Può confermare le cause fungine, cancerose o parassitarie di rinite e sinusite. Si tratta di una metodica diagnostica relativamente non invasiva.

Per escludere o diagnosticare condizioni concomitanti, il veterinario può raccomandare ulteriori esami. Questi non sono sempre necessari e vengono selezionati su base individuale a seconda di ogni caso specifico.

  • Tomografia computerizzata (TC) o risonanza magnetica. Si tratta di tecniche avanzate che spesso richiedono competenze specifiche. Sono più sensibili nella diagnosi di una eziologia sottostante.
  • Rinoscopia. È una procedura che consente la visualizzazione diretta e la raccolta di campioni tissutali dalla cavità nasale. In alcuni casi, può essere di estrema utilità per la formulazione di una diagnosi definitiva.
  • Rinotomia (esplorazione chirurgica del naso) e biopsia. Possono essere richieste per la diagnosi definitiva nel caso le altre tecniche meno invasive non forniscano una prova istologica adeguata.

Terapia

In molti casi, i pazienti presentano condizioni stabili ed è possibile trattarli ambulatorialmente, purché vengano strettamente monitorati al fine di verificarne la risposta alla terapia. Grazie ad una terapia appropriata e/o all’identificazione e al trattamento del disturbo sottostante, la risposta di molti pazienti è piuttosto buona e in alcuni casi è possibile aspettarsi un recupero completo. In altri casi, la risposta alla terapia può richiedere più tempo e, talvolta, può essere scarsa. È molto importante seguire scrupolosamente tutte le raccomandazioni del veterinario. Qualora dovessero insorgere domande o preoccupazioni durante il protocollo terapeutico, è fondamentale che vengano affrontate immediatamente.

La terapia specifica dipenderà dalla causa sottostante.

  • Indipendentemente dalla causa sottostante, umidificare l’ambiente e far sì che le narici esterne del gatto siano pulite e asciutte è sicuramente di utilità.
  • In caso di rinite e sinusite virali croniche, la guarigione totale è improbabile. Spesso è necessario l’impiego di farmaci appropriati per controllare i segni clinici più severi e spesso il trattamento deve essere protratto per tutta la vita dell’animale.
  • Nei casi di rinite e sinusite di natura fungina, può essere indicata una terapia antifungina, sia essa topica (instillata attraverso una sonda posizionata chirurgicamente nei seni paranasali) o sistemica (somministrata per via orale).
  • La terapia antinfiammatoria (corticosteroidi) può essere indicata nei casi di rinite e sinusite di natura allergica o immunomediata.
  • La rinotomia può essere necessaria per rimuovere tessuti cronicamente infetti, corpi estranei, polipi e tumori.
  • La radioterapia può essere indicata nei pazienti con neoplasia nasale.
  • La chemioterapia può essere di utilità nei casi di linfosarcoma nasale.
  • La terapia antibiotica viene selezionata in base alla coltura batterica e all’antibiogramma. E’ importante somministrare tutti i farmaci secondo le modalità raccomandate dal veterinario. Talvolta, sarà necessario protrarre o ripetere i cicli di antibiotici. In alcuni casi, è necessaria la somministrazione a lungo termine.

Si consiglia di avvisare prontamente il veterinario qualora si dovessero riscontrare problemi nel seguire il piano terapeutico. E’ importante che il proprietario riferisca immediatamente al veterinario eventuali ricadute o l’insorgenza di nuovi segni clinici.

Il follow-up può essere critico, specie se il gatto non migliora rapidamente. A tale proposito, potrà essere necessario rivalutare gli esami del sangue (emocromo e profilo biochimico) come raccomandato dal veterinario.


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