Dolore nel gatto: sintomi, cause, diagnosi e terapia


Il termine dolore fa riferimento alla sensazione spiacevole che si sviluppa a seguito della stimolazione di terminazioni nervose sensoriali specializzate, dette recettori del dolore.

Link sponsorizzati

Nella maggior parte dei casi, il dolore si sviluppa in seguito a irritazione, infiammazione o danni a carico dei tessuti o delle strutture del corpo.

Il dolore è un meccanismo protettivo, che porta l’animale a reagire e ad allontanarsi dalla fonte dello stimolo.

Come funziona il meccanismo del dolore?

I recettori del dolore sono presenti in molti tessuti corporei, tra cui pelle, periostio (membrana fibrosa che riveste le ossa), pareti delle arterie, superfici delle articolazioni, tessuti che rivestono torace e addome, cornea e tessuti circostanti l’occhio, meningi del cervello e midollo spinale.

Le tipologie di stimoli che eccitano i recettori del dolore includono:

  • Forze meccaniche (come stiramento, lacerazione o frattura dei tessuti)
  • Stimoli termici (come caldo o freddo)
  • Sostanze chimiche. Le sostanze chimiche che stimolano i recettori del dolore sono piccole molecole prodotte nel corpo in seguito a infiammazione o danni a carico dei tessuti. Tali sostanze includono: serotonina, istamina, prostaglandine, bradichinina e vari enzimi. Tutte queste sostanze sono mediatori dell’infiammazione.

Quando un recettore del dolore viene stimolato, le informazioni relative al dolore vengono trasmesse al cervello, ove la sensazione viene percepita. Nel corpo esistono fibre del dolore veloci e lente. La trasmissione rapida dei segnali relativi al dolore “avverte” in tempi brevi l’animale circa danni imminenti a carico di una zona del corpo, permettendogli di reagire velocemente. La trasmissione lenta delle informazioni relative al dolore consente alla sensazione del dolore di perpetuare e dà luogo ad un meccanismo per lo sviluppo del dolore cronico.

Il dolore può essere percepito esclusivamente nella sede relativa alla stimolazione dei nervi recettori oppure riferirsi ad una zona corporea limitrofa. Per esempio, la compressione delle radici nervose, site all’esterno del midollo spinale del collo, può provocare dolore al collo ma anche claudicazione a carico di una zampa anteriore. Il dolore causato da una infiammazione renale può causare l’insorgere di dolore lungo la parte superiore della schiena.

La soglia di percezione del dolore è determinata dalla sensibilità dei recettori del dolore. Alcuni animali sembrano avere una soglia del dolore più elevata rispetto ad altri. In generale, i gatti sembrano essere più stoici rispetto ad alcuni cani. Negli animali, la soglia e la sensazione del dolore sono difficili da determinare poiché essi non sono in grado di esprimere verbalmente quanto percepito. Nell’essere umano sono stati sviluppati vari metodi per individuare e misurare il dolore, ma questi test spesso non sono applicabili agli animali.

dolore_gatto.jpg

Le cause del dolore nel gatto

Tutto ciò che causa infiammazione o danni a carico dei tessuti può potenzialmente provocare dolore. Gli esempi includono:

  • Traumi – fratture, distorsioni, lussazioni, ferite, lacerazioni muscolari, lesioni penetranti
  • Esposizione al calore – fuoco, acqua calda, dispositivi di riscaldamento
  • Esposizione al freddo estremo – congelamento, superfici fredde, clima freddo
  • Infiammazione dei tessuti dovuta a infezioni, condizioni o processi patologici, cambiamenti fisici
  • Necrosi dei tessuti (morte dei tessuti)
  • Ischemia – deficiente apporto di sangue in un tessuto
  • Stiramento tissutale
  • Spasmo dei tessuti – in particolare dei muscoli o degli organi muscolari

Quali possono essere gli organi coinvolti?

  • Ossa
  • Articolazioni e legamenti
  • Muscoli
  • Cute e tessuti sottocutanei
  • Tessuti della bocca
  • Porzioni del cervello e midollo spinale
  • Tessuti all’interno o intorno all’occhio
  • Alcuni componenti dell’orecchio e i condotti uditivi esterni
  • Alcune strutture poste all’interno del torace, in particolare l’esofago e i tessuti che rivestono il torace (pleura)
  • Molti organi addominali, tra cui gli organi di tratto gastrointestinale, tratto urinario, tratto riproduttivo e i tessuti che rivestono l’addome (peritoneo)
  • Tessuti limitrofi all’ano e alla coda
  • Genitali esterni

Sintomi

Le manifestazioni del dolore sono molto variabili negli animali. Alcuni sintomi sono ovviamente correlati al dolore, mentre altri sono molto più impercettibili. Anche la personalità individuale dell’animale e la sua tolleranza al dolore influiscono sulle manifestazioni cliniche relative al dolore. Spesso gli animali che sentono dolore presentano un’ampia varietà di sintomi, tra cui:

  • Alterazioni comportamentali – il gatto è più tranquillo del solito, evita il contatto con altri animali o persone, tende a nascondersi, manifesta un comportamento aggressivo, può arrivare a mordere per paura, ottundimento mentale e abbattimento, agitazione, irrequietezza
  • Alterazioni della deambulazione – claudicazione, riluttanza al movimento, riluttanza ad alzarsi, barcollamento, utilizzo anomalo di una o più zampe, rigidità
  • Vocalizzazione – miagolio, lamenti, assenza di fusa
  • Diminuzione o assenza di appetito (anoressia)
  • Aumento della frequenza respiratoria
  • Aumento della frequenza cardiaca

Diagnosi

Una parte importante della valutazione del dolore consiste nel localizzare il dolore, ovvero determinare quale parte del corpo è interessata da esso. Verrà pertanto raccolta l’anamnesi e condotto un esame fisico approfondito. Quest’ultimo deve essere eseguito con cautela al fine di non aggravare ulteriormente il dolore percepito dall’animale. A seconda dei risultati dell’esame, il veterinario può raccomandare ulteriori test diagnostici, tra cui:

  • Esame oftalmico completo
  • Esame neurologico completo
  • Esame ortopedico completo
  • Esame approfondito del cavo orale
  • Esame approfondito delle orecchie
  • Esame approfondito dei genitali esterni
  • Esame emocromocitometrico completo
  • Profilo biochimico
  • Analisi delle urine e urinocoltura
  • Radiografie toraciche, addominali, della schiena o di qualsiasi altra zona affetta da dolore
  • Ecografia addominale o cardiaca
  • Esame citologico e/o biopsia di tessuti o liquidi corporei
  • Test sierologici per alcune malattie infettive
  • Coltura batterica di eventuali tessuti infetti
  • Esame del liquido cerebrospinale
  • Tomografia computerizzata (TAC) o risonanza magnetica

Trattamento

Il trattamento mira a identificare e rimuovere la fonte del dolore e ad utilizzare farmaci atti a lenire quest’ultimo. Dapprima, il dolore deve essere localizzato ad una sede specifica. In seguito, è possibile emettere una diagnosi che consente di stabilire la causa del dolore. La terapia specifica viene formulata allo scopo di alleviare la causa sottostante.

Per lenire il dolore possono essere impiegati analgesici (farmaci che attenuano o eliminano la sensazione del dolore) e antinfiammatori. Prima di procedere alla somministrazione di farmaci antidolorifici, è opportuno, quando possibile, diagnosticare la causa del problema e istituire conseguentemente una terapia mirata. La somministrazione di analgesici e antinfiammatori come trattamento empirico, sintomatico può essere pericolosa.

I gatti sono altamente sensibili agli effetti di alcuni analgesici e questi farmaci devono essere utilizzati con cautela. Gli antidolorifici iniettabili che possono essere utilizzati nel gatto includono butorfanolo, buprenorfina, idromorfone, fentanil, morfina e ossimorfone. L’analgesico orale comunemente disponibile è il butorfanolo. Il paracetamolo (analgesico orale) non dovrebbe mai essere utilizzato nei gatti, in quanto altamente tossico per l’animale.

I gatti sono molto sensibili anche agli agenti antinfiammatori e il loro impiego è limitato a pochi prodotti. Gli agenti antinfiammatori si dividono in due categorie: farmaci steroidei e non steroidei (FANS). Gli agenti steroidei, come prednisone e desametasone, sono riservati al trattamento di alcune malattie o condizioni specifiche. Due agenti antinfiammatori non steroidei che possono essere usati in modo sicuro nel gatto sono aspirina e ketoprofene. I dosaggi di questi farmaci (aspirina e ketoprofene) sono di molto inferiori rispetto a quelli impiegati nell’essere umano o nei cani, quindi tali medicinali non devono mai essere somministrati senza aver prima consultato il veterinario. Il sovradosaggio di questi farmaci può causare gravi malattie e altrettanto gravi effetti collaterali.

In alcuni casi, la terapia di supporto può essere indicata durante il percorso diagnostico e all’inizio della terapia. La terapia di supporto può includere: infusione di fluidi per via endovenosa, nutrizione supplementare, un ambiente tranquillo, isolamento del gatto da altri animali, uso di impacchi freddi o caldi e alterazione della temperatura ambientale.

Si consiglia di somministrare al gatto tutti i farmaci prescritti seguendo scrupolosamente le modalità raccomandate dal veterinario. Si raccomanda, inoltre, di monitorare il livello di attività e l’appetito del gatto, nonché eventuali miglioramenti dei sintomi associati all’insorgenza del dolore. Qualora i sintomi dovessero aggravarsi, è consigliabile contattare immediatamente il veterinario.


Condividi con: