Adenocarcinoma nasale nel cane: sintomi, trattamento e prognosi


L’adenocarcinoma nasale è una lenta, progressiva infiltrazione locale di cellule tumorali dei tessuti che rivestono l’interno del naso. La maggior parte degli adenocarcinomi nasali all’inizio origina unilateralmente (interessando un lato dei seni nasali) per poi estendersi ad ambedue i lati.

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L’adenocarcinoma è la causa più comune di cancro nasale nei cani. La causa dell’adenocarcinoma nasale è sconosciuta. E’ stato suggerito che l’esposizione cronica ad inquinanti ambientali possa essere un fattore contribuente nei cani che trascorrono molto tempo in ambienti urbani. L’esposizione a fumo passivo, polvere di legno e/o tossine provenienti da stabilimenti industriali è stata debolmente correlata ai tumori nasali.

Quasi certamente, la genetica gioca un ruolo. I cani affetti da adenocarcinoma nasale di solito presentano secrezione nasale contenente muco, pus e/o sangue. Spesso sviluppano protuberanze sul muso, protrusione di uno o entrambi gli occhi, lacrimazione eccessiva, starnuti, alito cattivo ed epistassi (emorragie nasali) spontanee.

Oltre ai tessuti presenti nelle cavità nasali, gli adenocarcinomi possono colpire una serie di organi ghiandolari nei cani domestici, tra cui ghiandole salivari, tiroide, polmoni, pancreas, reni, pelle (ghiandole sudoripare, ghiandole sebacee), stomaco, intestino tenue e crasso, retto, sacche anali e ghiandola prostatica.

Cause

Nonostante un’intensa attività di ricerca, la scienza medica non ha ancora scoperto le cause precise delle varie forme di adenocarcinoma, incluso l’adenocarcinoma nasale localmente invasivo e di solito metastatico. E’ stato suggerito che l’esposizione cronica ad inquinanti ambientali possa essere un possibile fattore contribuente nei cani che trascorrono gran parte del loro tempo in ambienti urbani. L’esposizione a fumo passivo di sigaretta, polvere di legno e/o tossine provenienti da impianti industriali è stata debolmente correlata ai tumori nasali nei cani domestici.

In senso più generale, quasi tutti i tumori sono “causati” dalla riproduzione cellulare e dalla crescita tissutale accelerate e incontrollate. Di norma, la maggior parte delle cellule corporee presenta una durata di vita predeterminata e, quando muore, viene sostituita in modo ordinato e controllato dai geni del cane. Quando qualcosa disturba questo normale processo genetico, possono insorgere mutazioni cellulari. Queste cellule mutate tendono a riprodursi ad un ritmo estremamente veloce, senza la normale azione di controllo di cui sopra. Esse possono raccogliersi in masse, dette tumori, in grado di sopraffare le cellule normali e compromettere le normali funzioni corporee.

Inoltre, le cellule tumorali non sono più in grado di svolgere le medesime funzioni espletate dalle cellule normali prima della mutazione. In considerazione della loro riproduzione totalmente incontrollata, ne consegue che anche le nuove cellule saranno caratterizzate dalla medesima incapacità di svolgere le normali funzioni cellulari. Le cellule tumorali possono entrare nel flusso sanguigno e/o nel sistema circolatorio linfatico del cane e migrare verso sedi remote, un processo noto come metastasi. Possono insediarsi quasi ovunque nel corpo e continuare a riprodursi in modo incontrollato, danneggiando e distruggendo progressivamente i tessuti.

Oltre al corredo genetico del cane e alle possibili mutazioni genetiche, esistono cancerogeni ambientali potenzialmente in grado di incrementare il rischio di cancro negli animali domestici. Le sostanze cancerogene possono essere ingerite, inalate o acquisite mediante contatto fisico e causare una eventuale alterazione nel codice genetico del cane, compromettendo il normale sistema di controllo ed equilibrio che regola in modo ordinato la funzione, la crescita, la riproduzione e la morte cellulare.

Sintomi

I sintomi dell’adenocarcinoma canino variano a seconda del tessuto ghiandolare coinvolto, dalla gravità e dall’estensione dell’infiltrazione e della metastasi e dalla salute sistemica generale del cane, in particolare la forza funzionale del sistema immunitario. L’adenocarcinoma nasale tende a manifestare un insieme piuttosto costante di segni clinici, tra cui:

  • Secrezione nasale – unilaterale e/o bilaterale (che fuoriesce da una o ambedue le narici), muco e/o pus (secrezione nasale mucopurulenta), sangue rosso vivo (secrezione nasale emorragica), secrezione nasale acquosa (sierosa)
  • Emissione di sangue dal naso (epistassi) – intermittente e progressiva, unilaterale e/o bilaterale (che fuoriesce da una o ambedue le narici)
  • Lacrimazione eccessiva (secrezione continua di lacrime, epifora)
  • Malposizionamento oculare (protrusione o sporgenza anomala degli occhi, esoftalmo)
  • Starnuti e/o “reverse sneezing” (letteralmente starnuto inverso)
  • Crisi convulsive (in caso di metastasi al tessuto cerebrale)
  • Deformità facciali (masse che occupano spazio, cambiamenti ossei)
  • Deformazione del palato duro
  • Deformazione della mascella superiore
  • Dolore (specie in sede di esame dei seni nasali o quando la bocca è aperta)
  • Ostruzione dei passaggi nasali (narici ostruite)
  • Difficoltà di respirazione (dispnea) attraverso una o entrambe le narici (ostruzione fisica del flusso d’aria)
  • Ingrossamento dei linfonodi (in particolare dei linfonodi mandibolari)

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Diagnosi

Nei cani affetti da adenocarcinoma nasale, i risultati degli esami del sangue (esame emocromocitometrico completo e pannello biochimico del siero) e delle urine in genere sono normali. La maggior parte dei veterinari preleverà dei campioni della secrezione nasale mediante tampone e li sottoporrà ad un laboratorio diagnostico per una valutazione, inclusa la valutazione microscopica delle cellule presenti nei campioni (un processo noto come citologia) ed eventualmente per coltura batterica e sensibilità. Se il cane presenta una storia di epistassi spontanea di origine sconosciuta, il veterinario probabilmente condurrà anche un profilo coagulativo per verificare l’eventuale presenza di disordini primari nella capacità del cane di formare normali coaguli di sangue. Questo probabilmente includerà un test relativo al tempo di sanguinamento della mucosa buccale (o Tempo di Emorragia).

Test più avanzati includono radiografie craniche per la ricerca di distruzione asimmetrica delle ossa nasali (turbinati nasali), delle ossa facciali e/o di masse di tessuti molli. Le radiografie toraciche possono essere raccomandate per la ricerca di metastasi ai polmoni. Metodiche diagnostiche molto più avanzate includono tomografia computerizzata (TC) e/o risonanza magnetica (MRI), ognuna delle quali fornisce una valutazione più sensibile circa l’entità del tessuto anomalo. Può essere eseguita una procedura detta rinoscopia per visualizzare il rivestimento dei seni nasali e per consentire al veterinario di prelevare biopsie tissutali di eventuali masse carnose o di altri tessuti che sembrano essere anomali. Questo può essere un processo difficile, specie in presenza di quantità elevate di sangue o di altre secrezioni nasali. I campioni bioptici verranno inviati ad un laboratorio diagnostico per determinare in modo definitivo la presenza o l’assenza di adenocarcinoma. L’aspirazione dei linfonodi regionali, in particolare dei linfonodi mandibolari, può rivelare la presenza e la diffusione di adenocarcinoma nasale primario.

Non esiste un protocollo diagnostico per l’adenocarcinoma nasale. Il veterinario adotterà un appropriato piano diagnostico basandosi sulla condizione del cane al momento della visita.

Trattamento

L’adenocarcinoma nasale può essere difficile da trattare. In molti casi, può essere gestito, sebbene sia raramente possibile giungere alla guarigione completa. Gli obiettivi terapeutici includono alleviare il disagio, prevenire ulteriori metastasi, eliminare quanto più tessuto canceroso possibile e prolungare una buona qualità della vita del cane.

Se il cane sperimenta epistassi ricorrenti incontrollabili, il trattamento medico immediato può includere sedazione, tamponamento con garze imbevute di appositi farmaci e applicazione di impacchi freddi su naso e muso. Qualora venga confermata la presenza di una infezione batterica secondaria può essere raccomandato l’impiego di antibiotici e di farmaci antinfiammatori steroidei o non steroidei.

L’intervento chirurgico è il trattamento elettivo per molte neoplasie canine. Tuttavia, la sola chirurgia raramente è efficace nel trattare l’adenocarcinoma nasale, poiché è virtualmente impossibile resecare chirurgicamente tutto il tessuto anomalo presente nei piccoli spazi limitati delle cavità nasali. Certo, gran parte del tessuto localizzato coinvolto, inclusi i turbinati o altre ossa facciali e i tessuti che li rivestono, può essere chirurgicamente rimosso, sia prima che dopo la radioterapia, a seconda della sede e della gravità della infiltrazione cancerosa.

I campioni bioptici prelevati mediante asportazione chirurgica saranno inviati ad un laboratorio diagnostico, ove patologi veterinari esperti li esamineranno per determinare il tipo esatto di tumore e la presenza di margini chirurgici appropriati. Quando viene rimossa una massa cancerosa focale, il chirurgo tenta di rimuovere anche una piccola quantità di tessuto normale intorno all’intera massa di tessuto anomalo in modo da ottenere quelli che vengono chiamati “margini chirurgici indenni”. Nell’eventualità in cui sia possibile osservare microscopicamente in modo continuo tessuto normale (non canceroso) intorno a tutti i bordi della massa cancerosa rimossa, l’animale presenta un rischio molto ridotto di metastasi da quella sede tumorale. Purtroppo, questo di solito non è possibile nei casi di adenocarcinoma nasale.

Per trattare i tumori nasali, può essere impiegata la radioterapia, sia interna (brachiterapia) e/o esterna (teleterapia). Questo tipo di terapia è progettato per uccidere le cellule tumorali maligne in un’area fisica definita esponendole a livelli elevati di radiazioni letali. Queste procedure in genere vengono effettuate su base giornaliera per diverse settimane o più ed è quindi opportuno che vengano eseguite in regime di ricovero. I trattamenti radioterapici di solito sono ben tollerati dalla maggior parte dei cani e possono prolungarne la sopravvivenza e migliorarne la qualità della vita.

Per i cani affetti da adenocarcinoma nasale, un’altra opzione può essere la chemioterapia (trattamento con farmaci per via endovenosa od orale). La chemioterapia uccide le cellule tumorali in modo differente. Non è in grado di colpire un’area fisica specifica di cellule neoplastiche, bensì transita attraverso la circolazione per colpire tutte le cellule in rapida divisione presenti nel corpo. In considerazione di questo meccanismo d’azione, la chemioterapia non è efficace quanto la radioterapia in caso di adenocarcinoma nasale. E’ stato riportato che la chemioterapia può alleviare i sintomi dei tumori nasali per alcuni mesi, ma non curare la condizione o aumentare il tempo di sopravvivenza generale.

In alcuni casi, i veterinari possono raccomandare una combinazione di terapie, come intervento chirurgico associato a radioterapia e/o chemioterapia. Uno degli effetti avversi sia della radioterapia che della chemioterapia è il danneggiamento o la distruzione di molte cellule normali. Altre opzioni di trattamento esistenti ed emergenti per gli animali affetti da neoplasia includono terapia a bersaglio molecolare, immunoterapia, ipertermia, crioterapia, fototerapia, fotochemioterapia, termochemioterapia e altre terapie non convenzionali o alternative emergenti. La maggior parte di questi nuovi approcci non sono ancora ampiamente disponibili nella medicina veterinaria.

L’obiettivo del trattamento ovviamente è quello di eliminare solo le cellule maligne. Purtroppo, al momento non è possibile isolare completamente il tessuto sano dal tessuto canceroso durante questi trattamenti chirurgici, radioterapici o chemioterapici. A seguito di questi trattamenti, è possibile l’insorgenza di effetti collaterali, tra cui nausea, vomito, diarrea, debolezza, letargia, mancanza di appetito e perdita di peso.

Prognosi

La prognosi per i cani affetti da qualsiasi forma tumorale è molto variabile, a seconda della tipologia di neoplasia coinvolta, dalla sede e dalla natura del tumore, dalla eventuale metastatizzazione, dalla stadiazione al momento della diagnosi, dalla motivazione del proprietario e da condizione corporea, appetito, livello di attività e salute generale del cane.

Grazie ad una diagnosi tempestiva e ad una terapia aggressiva, alcuni cani affetti da adenocarcinoma nasale possono essere ben gestiti e vivere felicemente per mesi o addirittura anni.

Prevenzione

Poiché la causa dell’adenocarcinoma nasale non è stata compresa, è virtualmente impossibile descrivere un significativo protocollo di prevenzione.

La diagnosi precoce migliora quasi sempre la prognosi di un cane affetto da neoplasia. Quando il proprietario nota una protuberanza sul muso del cane, una protrusione anomala di uno o ambedue gli occhi o epistassi spontanee senza alcuna ragione apparente, è consigliabile una visita dal veterinario per un controllo approfondito. Grazie a una diagnosi tempestiva, un trattamento aggressivo e a una gestione costante, i cani affetti da adenocarcinoma nasale possono continuare a vivere per mesi o anni.


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