Glomerulonefrite nel gatto: sintomi, cause, diagnosi e terapia


I reni sono composti da migliaia di microscopiche unità filtranti dette glomeruli, che filtrano acqua e piccole sostanze dal flusso sanguigno. I tubuli renali riassorbono le sostanze vitali, come glucosio ed elettroliti, dal liquido filtrato rilasciando le sostanze non necessarie e una piccola quantità di acqua nelle urine.

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La glomerulonefrite è una infiammazione delle suddette microscopiche unità filtranti dei reni che si sviluppa quando degli immunocomplessi (complessi di anticorpi e antigeni) rimangono “intrappolati” nei glomeruli causando l’attivazione del sistema di difesa infiammatorio dell’organismo che, a sua volta, danneggia i glomeruli. Spesso, gli immunocomplessi si formano in conseguenza di altri processi patologici, come infezioni o cancro. Tuttavia, in molti gatti affetti da glomerulonefrite, la causa scatenante non può essere scoperta e il problema viene definito idiopatico.

La glomerulonefrite comporta una eccessiva perdita di proteine nelle urine (proteinuria) e, se non trattata, può portare ad insufficienza renale cronica.

I gatti di qualsiasi età, razza o genere possono sviluppare glomerulonefrite. In molti gatti, i sintomi possono non essere evidenti.

Sintomi

I sintomi clinici della glomerulonefrite sono alquanto variabili.

  • I gatti affetti possono non manifestare alcun sintomo. In questo caso, si sospetta la malattia glomerulare in presenza di proteinuria a seguito di un esame delle urine.
  • Alcuni gatti possono presentare segni di insufficienza renale cronica, come scarso appetito, letargia, dimagrimento, cattivo aspetto del pelo, eccessiva minzione e consumo eccessivo di acqua.
  • Alcuni gatti possono presentare sintomi correlati ad una improvvisa occlusione dei vasi sanguigni a causa di un coagulo di sangue (tromboembolismo). I vasi comunemente occlusi includono arterie polmonari (l’occlusione causa respirazione rapida o affannosa, frequenza cardiaca rapida e temperatura corporea elevata) e arterie iliache (l’occlusione causa la perdita improvvisa dell’uso degli arti posteriori). Il tromboembolismo è una emergenza medica che richiede un intervento immediato da parte del veterinario.
  • Alcuni gatti possono presentare sintomi correlati a ipertensione sistemica. Spesso il primo sintomo riconosciuto è l’insorgenza acuta di cecità dovuta al distacco della retina o ad emorragia retinica. Questa complicanza è una emergenza medica e il gatto deve essere portato immediatamente dal veterinario.
  • Alcuni gatti possono presentare sintomi di un processo patologico infettivo, infiammatorio o canceroso sottostante che predispone l’animale alla glomerulonefrite.
  • Alcuni gatti possono presentare sintomi di edema sottocutaneo, tra cui gonfiore a zampe, muso, garretti o scroto nei maschi o gonfiore addominale causato da una raccolta di liquido nell’addome (ascite).

Cause

  • Infezioni virali
  • Virus della leucemia felina (FeLV)
  • Virus dell’immunodeficienza felina (FIV)
  • Infezioni batteriche
  • Malattia di Lyme (detta anche borreliosi)
  • Ehrlichiosi (una malattia infettiva trasmessa dalle zecche)
  • Febbre delle Montagne Rocciose (un’altra malattia trasmessa dalle zecche)
  • Brucellosi (una malattia infettiva)
  • Dermatite (infezione della cute)
  • Gengivite (infezione delle gengive)
  • Endocardite (infezione delle valvole cardiache)
  • Piometra (infezione dell’utero)
  • Infezioni fungine croniche
  • Filariosi cardiopolmonare

Le malattie infiammatorie non infettive che sono state associate a glomerulonefrite includono:

  • Pancreatite (infiammazione del pancreas)
  • Poliartrite immunomediata (infiammazione delle articolazioni)
  • Lupus eritematoso sistemico (malattia di natura autoimmune)
  • Neoplasia (tumore)
  • Linfosarcoma
  • Mastocitoma
  • Altre forme tumorali

Nonostante la lunga lista di processi patologici infettivi, infiammatori e neoplastici che possono causare l’insorgere di glomerulonefrite, nel 75%-80% dei gatti affetti la causa sottostante non può essere identificata e la condizione viene definita “idiopatica”.

Molti altri problemi medici possono causare sintomi simili a quelli riscontrati nei gatti con glomerulonefrite. E’ importante escludere tali condizioni prima dell’emissione di una diagnosi definitiva.

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Diagnosi

Gli esami diagnostici sono necessari per riconoscere eventuali mastocitomi e per escludere altre malattie che possono causare sintomi simili. Questi esami includono:

  • Anamnesi ed esame fisico accurato.
  • Esame emocromocitometrico completo per la valutazione di anemia, processo infiammatorio, infezione o bassa conta piastrinica.
  • Profilo biochimico del siero per valutare la presenza di una bassa concentrazione sierica di albumina (ipoalbuminemia) e concentrazioni sieriche elevate di colesterolo. L’albumina è una delle proteine più importanti presenti nel sangue ed è la prima ad essere interessata dalla perdita di proteine nelle urine nei gatti affetti da glomerulonefrite. Questi esiti sono molto comuni nei gatti con malattia glomerulare. Altri test sul profilo biochimico (come creatinina, azotemia e fosforo) consentono al veterinario di valutare la funzionalità renale dell’animale. Infine, altri test sul profilo biochimico del siero consentono al veterinario di valutare lo stato di salute generale del gatto e i possibili effetti della glomerulonefrite sugli altri sistemi corporei.
  • Esame delle urine per identificare la presenza di proteinuria e valutare la funzionalità renale del gatto. Nelle urine dell’animale affetto da glomerulonefrite possono essere trovati cilindri ialini.
  • Rapporto proteine/creatinina urinario per quantificare la perdita eccessiva di proteine nelle urine e determinare se la proteinuria è sufficientemente grave da giustificare il sospetto di glomerulonefrite. La gravità della perdita di proteine in caso di glomerulonefrite è estremamente variabile ed è possibile che un gatto affetto da questa condizione non presenti un marcato aumento del rapporto proteine/creatinina urinario. In alcuni pazienti, inoltre, se la funzionalità relativa alla filtrazione renale si aggrava con il progredire della malattia, il rapporto proteine/creatinina nelle urine tenderà a ridursi rendendo questo strumento diagnostico meno utile. Se la suddetta funzionalità permane invece relativamente normale, una diminuzione del rapporto proteine/creatinina urinario è  da considerarsi un segno positivo che indica un miglioramento clinico.
  • Test speciale denominato concentrazione sierica di antitrombina III per valutare il rischio di tromboembolismo o coagulo di sangue nei gatti affetti da glomerulonefrite. I gatti con una bassa concentrazione sierica di antitrombina III presentano un maggiore rischio di tromboembolismo.
  • Test per la filariosi e altri test per ricercare la presenza di anticorpi e antigeni nel siero (come borrelia ed ehrlichia) allo scopo di identificare eventuali malattie infettive sottostanti che possono causare glomerulonefrite.
  • Test per la funzionalità del sistema immunitario, come test per la ricerca di anticorpi anti nucleo (ANA), nel caso si sospetti la presenza di lupus eritematoso sistemico.
  • Agoaspirato di una articolazione e analisi microscopica del liquido prelevato nel caso si sospetti la presenza di poliartrite immunomediata.
  • Radiografie toraciche e addominali per lo screening di malattie infettive, infiammatorie o neoplastiche sottostanti.
  • Esame ecografico addominale per la valutazione della struttura renale e degli altri organi interni, come fegato e milza.
  • Infine, la diagnosi definitiva di glomerulonefrite richiede una biopsia renale che può essere eseguita con metodica ecoguidata per minimizzare il rischio di complicanze e assicurare la raccolta di un adeguato campione tissutale.

Trattamento

Il trattamento della glomerulonefrite deve essere individuale e formulato sulla base della gravità della condizione del gatto e di altri fattori che devono essere analizzati dal veterinario curante.

Il trattamento più efficace e specifico in caso di glomerulonefrite è l’eliminazione degli antigeni offendenti, siano essi agenti infettivi o antigeni tumorali. Purtroppo, il processo patologico sottostante o gli antigeni vengono identificati solo nel 15%-25% degli animali affetti da glomerulonefrite e l’antigene, anche se identificato, può essere impossibile da eliminare, come in caso di lupus eritematoso e di alcuni antigeni tumorali. Se l’antigene sottostante non può essere identificato, il trattamento della glomerulonefrite idiopatica può includere:

  • Farmaci immunosoppressori per sopprimere la formazione di anticorpi e la produzione di complessi antigene-anticorpo. I farmaci immunosoppressori non sono sempre efficaci negli animali con glomerulonefrite, ma spesso ne viene provato l’impiego. I farmaci comunemente utilizzati includono prednisone (un farmaco similcortisonico). Altri farmaci immunosoppressivi che sono stati impiegati includono ciclosporina e ciclofosfamide.
  • Un dosaggio molto basso di aspirina (0,5 – 5 milligrammi per chilogrammo di peso corporeo) è stato raccomandato per ridurre infiammazione e coagulazione del sangue nei glomeruli. Il trattamento con l’aspirina può anche ridurre il rischio di tromboembolismo, ma questo effetto benefico non è stato provato nei gatti affetti da glomerulonefrite.
  • Cambiamenti alimentari. Un tempo, si riteneva che le proteine perse nelle urine dovessero essere reintegrate con una quantità equivalente di proteine a livello alimentare. Purtroppo, questo approccio comporta un aggravamento della proteinuria. Somministrare una dieta a contenuto leggermente ridotto di proteine può ridurre in modo sostanziale l’entità della proteinuria. Viene raccomandata anche la restrizione dell’apporto di sodio, in considerazione della tendenza dei gatti affetti da glomerulonefrite di trattenere sodio e sviluppare ipertensione. Infine, la supplementazione con acidi grassi omega 3 può ridurre l’infiammazione glomerulare e la proteinuria. L’olio di pesce è ricco di acidi grassi omega 3 e alcune linee alimentari commerciali, progettate per la gestione medica di malattie specifiche, sono integrate con questi acidi grassi. Si consiglia di consultare sempre il veterinario per le opportune raccomandazioni alimentari.
  • Inibitori dell’enzima di conversione dell’angiotensina (ACE-inibitori). L’ormone angiotensina II causa una contrazione di vasi sanguigni glomerulari specifici tale da aggravare la proteinuria. Il maggiore movimento di proteine lungo i vasi sanguigni glomerulari contribuisce alla progressione della malattia promuovendo la cicatrizzazione dei glomeruli (sclerosi glomerulare). Gli ACE-inibitori riducono la produzione di angiotensina II riducendo conseguentemente la pressione sanguigna all’interno dei glomeruli. Il trattamento con gli ACE-inibitori riduce la quantità di proteine perse nelle urine e può rallentare la progressione della malattia. Enalapril è l’ACE-inibitore più comunemente utilizzato.
  • Farmaci antipertensivi. In presenza di ipertensione sistemica, che persiste nonostante la restrizione dell’apporto di sodio e il trattamento con enalapril, è possibile che si riveli necessario l’impiego di altri farmaci antipertensivi.
  • Diuretici. Gli animali domestici che sviluppano ascite severa o edema sottocutaneo possono necessitare di essere trattati con farmaci diuretici per facilitare la mobilitazione e l’escrezione di sale e acqua nelle urine. La furosemide è il diuretico più comunemente raccomandato in questa situazione. E’ necessario procedere con cautela per assicurarsi che il gatto non diventi disidratato mentre viene trattato con la furosemide.

Cosa fare a casa

  • Somministrare al gatto i farmaci prescritti dal veterinario. Qualora il proprietario dovesse riscontrare difficoltà nel seguire il trattamento suggerito, si consiglia di avvisare prontamente il veterinario curante.
  • Seguire le raccomandazioni alimentari suggerite dal veterinario. I gatti affetti da glomerulonefrite spesso devono seguire una dieta a basso contenuto di proteine e povera di sodio. Può essere raccomandata la supplementazione con acidi grassi omega 3.
  • Osservare il livello di attività e l’appetito del gatto. Prestare attenzione a eventuali segni di complicanze, tra cui gonfiore degli arti o dell’addome (che indicano edema sottocutaneo o ascite), improvvisa perdita della vista (che indica una possibile emorragia retinica o distacco della retina secondario a ipertensione) o insorgenza improvvisa di difficoltà di respirazione o di perdita dell’utilizzo degli arti posteriori (che indica potenzialmente tromboembolismo).
  • Il follow-up dipende dalla gravità della malattia, dalla risposta alla terapia e dalle raccomandazioni del veterinario. Quest’ultimo monitorerà la perdita di proteine valutando periodicamente il rapporto proteine/creatinina nelle urine del gatto. Monitorerà inoltre il profilo biochimico del siero per determinare un eventuale aumento delle proteine del sangue (albumina inclusa), una riduzione del colesterolo e per assicurarsi che la funzionalità renale (creatinina, azotemia, fosforo) permanga stabile.
  • Nei gatti affetti da glomerulonefrite è consigliabile monitorare la pressione arteriosa sistemica, specie se l’animale viene trattato con un ACE-inibitore, come enalapril.

Prognosi

Un attento monitoraggio del gatto è essenziale poiché la prognosi è molto variabile. I gatti affetti da questa condizione seguono uno dei seguenti decorsi clinici:

  • Risoluzione della malattia con ritorno alla normalità. Questo decorso avviene con maggiore probabilità nei gatti con normale funzionalità della filtrazione renale.
  • Malattia asintomatica che non migliora o progredisce con persistente elevata escrezione urinaria di proteine.
  • Progressione della malattia allo stadio terminale di insufficienza renale nell’arco di mesi o anni.

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