Blefarite nel gatto: sintomi, cause, diagnosi e trattamento


La blefarite è un’infiammazione delle palpebre. Nella maggior parte dei casi, l’infiammazione colpisce i due strati esterni delle palpebre. In alcuni casi, essa può estendersi sino a coinvolgere il rivestimento esterno o congiuntiva palpebrale. Lo strato più esterno della palpebra è costituito da pelle e follicoli piliferi, mentre lo strato centrale da tessuto connettivo, muscoli e ghiandole, come la ghiandola di Meibomio.

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Sintomi

La blefarite può interessare uno o ambedue gli occhi del gatto. La palpebra colpita di solito sarà arrossata, gonfia e pruriginosa. Il gatto quindi tenderà a socchiudere gli occhi o a contrarre spasmodicamente le palpebre (blefarospasmo). Spesso il gatto tenderà inoltre a sfregarsi o a grattarsi in corrispondenza del muso e/o delle palpebre, causando un eventuale trauma secondario a carico dei tessuti circostanti. E’ possibile la presenza di secrezione oculare mucoide, purulenta (contenente pus) o di colore chiaro. Se l’infiammazione è presente da tempo, è possibile la perdita di pigmento o dei peli.

La superficie della pelle che riveste le palpebre può presentare formazioni crostose o squamose oppure piccole papule o pustole. Papule, pustole e formazioni crostose possono essere singole o multiple. Una o più ghiandole di Meibomio, poste lungo il margine palpebrale, possono essere interessate da gonfiore o produrre una secrezione colorata. Nei casi più gravi, l’infiammazione può estendersi e includere congiuntivite (infiammazione della congiuntiva) o cheratite (infiammazione della cornea).

Cause

Qualsiasi condizione in grado di irritare le palpebre può portare all’insorgenza di blefarite. Le cause comuni di blefarite includono anomalie congenite, allergie, infezioni, neoplasie e occasionalmente altri disturbi infiammatori.

L’anomalia palpebrale congenita più comune che può predisporre un gatto a sviluppare blefarite è l’entropion, una condizione caratterizzata dal rovesciamento verso l’interno del bordo libero della palpebra. I gatti con muso corto e piatto o con pieghe facciali prominenti sono più soggetti a sviluppare questa condizione, specie in presenza di lagoftalmo (chiusura incompleta della rima palpebrale).

Le allergie alle punture di insetti, gli allergeni inalanti o il cibo possono causare blefarite.

I gatti affetti da infezione da herpesvirus felino-1 (FHV-1) possono sviluppare blefarite cronica come problema secondario. Le infezioni batteriche possono causare ascessi localizzati delle ghiandole palpebrali o infezioni generalizzate delle palpebre. In alcuni casi, l’infezione da batteri stafilococco può portare all’insorgenza di una reazione allergica, detta “ipersensibilità allo stafilococco”.

Le neoplasie più comuni che causano blefarite nel gatto sono dette carcinomi a cellule squamose. I gatti bianchi sono predisposti allo sviluppo di questi tumori maligni.

Altre cause di blefarite includono traumi esterni alle palpebre, problemi endocrini (come il diabete mellito), irritanti ambientali (come il fumo di tabacco) e il complesso del granuloma eosinofilico. In alcuni casi, quando la causa sottostante non può essere determinata, la blefarite viene definita “idiopatica”.

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I gatti più a rischio

Il Persiano, l’Himalayano e il Birmano (o Burmese) presentano maggiori probabilità di sviluppare la blefarite in considerazione della loro conformazione facciale (musi appiattiti e pieghe cutanee prominenti fra naso e occhi). Queste razze feline possono presentare lagoftalmo e sono predisposte allo sviluppo di entropion della palpebra inferiore.

I gatti bianchi di qualsiasi razza sono predisposti allo sviluppo del carcinoma a cellule squamose, un tumore maligno che può svilupparsi in qualsiasi punto su pelle o membrane mucose, incluse le palpebre.

Diagnosi

Il veterinario condurrà una visita oculistica per determinare l’entità del coinvolgimento della palpebra. La visita spesso includerà test di Schirmer per la valutazione della produzione lacrimale e il prelievo di campioni di cellule o secrezioni per verificare l’eventuale presenza di un agente infettivo, come l’herpesvirus felino od organismi batterici. I campioni possono essere inviati ad un laboratorio diagnostico per l’identificazione virale o coltura batterica e test di sensibilità al fine di determinare il tipo di trattamento necessario. Se il veterinario sospetta un’allergia, può rivelarsi necessario condurre ulteriori test per determinare la causa allergica specifica. Nel caso in cui si sospettino neoplasie, sarà necessario effettuare una biopsia per determinare la natura del tumore. In assenza di cause evidenti di blefarite, il veterinario raccomanderà l’esecuzione di esami del sangue per verificare l’eventuale presenza di una malattia sistemica.

Trattamento

Per l’infiammazione, il veterinario può raccomandare un trattamento sintomatico a breve termine, come ad esempio l’applicazione di impacchi caldi per 5-15 minuti più volte al giorno e la rimozione di eventuali secrezioni oculari mediante un collirio realizzato con soluzione salina sterile o per mezzo di un apposito detergente oculare.

Tuttavia, qualsiasi trattamento specifico dipenderà dalla causa sottostante del disturbo. La chirurgia è il trattamento ottimale per la correzione di anomalie palpebrali o per la rimozione di tumori. In alcuni casi, questo può rendere necessario rivolgersi ad uno specialista. Le infezioni batteriche verranno trattate con pomate o gocce antibatteriche topiche. Le infezioni croniche da herpesvirus possono essere gestite con gocce antivirali in caso di riacutizzazione della condizione. I disturbi allergici possono essere controllati con antibiotici orali ad ampio spettro e corticosteroidi o altri farmaci immunosoppressori, evitando al contempo l’esposizione all’allergene. Nel caso in cui venga diagnosticata un’allergia alimentare, la condizione può essere gestibile solo mediante cambiamenti alimentari. La blefarite secondaria ad un disturbo endocrino sarà trattata in modo sintomatico, finché il problema endocrino non viene controllato. Se la blefarite è idiopatica, i sintomi possono essere controllati con farmaci topici; in alcuni casi può essere necessaria la somministrazione di immunosoppressori per via orale.

Prognosi

La prognosi dipende interamente dalla causa della blefarite. Se la causa è una anomalia congenita e quest’ultima viene corretta chirurgicamente, la prognosi è eccellente. Nel caso in cui la blefarite sia causata da un carcinoma a cellule squamose, potrebbe non essere possibile rimuovere completamente il tumore. Tuttavia, il trattamento del cancro è un campo in rapida evoluzione nella medicina per i piccoli animali e una combinazione di trattamenti, impiegando altre forme terapeutiche per il cancro, può rivelarsi utile in futuro per la gestione di questo problema. I gatti infetti da herpesvirus felino rimarranno portatori per il resto della loro vita e potranno avere recidive, specie se stressati. Per molti gatti con blefarite, la condizione sottostante può essere controllata mediante terapia medica, ma spesso non può essere curata.


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