Ascessi nel gatto: cause comuni e trattamento


Un ascesso è una raccolta di essudato purulento (pus) contenuta all’interno di una cavità. Gli ascessi sono un problema molto comune nei gatti e spesso appaiono come protuberanze o masse, la cui comparsa avviene in modo piuttosto rapido rendendoli quindi di facile e rapida identificazione.

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Queste masse di solito sono dolorose. A seguito di una palpazione della zona interessata, possono risultare ripiene di liquido oppure molto dure. In ogni caso, è bene toccarle con estrema attenzione poiché il gatto potrebbe reagire al dolore mordendo o graffiando. Talvolta, è possibile notare una suppurazione maleodorante.

Cause e sintomi

Come accennato ad inizio articolo, gli ascessi sono un problema felino piuttosto comune. Solitamente il proprietario noterà la rapida comparsa di un gonfiore o una massa, ambedue dolorosi. Talvolta, è presente una suppurazione maleodorante, spesso di colore giallognolo o striata di sangue. Tale suppurazione viene comunemente denominata pus ed è costituita da cellule morenti, microrganismi patogeni, frammenti di tessuto demolito e siero.

Il gatto può manifestare segni di dolore, inappetenza (smette di mangiare) e letargia. Il gatto può anche presentare una temperatura corporea elevata (febbre). Nell’eventualità in cui sia possibile toccare la massa, quest’ultima appare ripiena di liquido o molto dura.

E’ bene ricordare che anche l’animale domestico più mansueto può reagire aggressivamente al dolore. Pertanto, è di estrema importanza procedere alla palpazione con molta delicatezza.

Nel gatto, gli ascessi compaiono più comunemente su muso, arti e coda, sebbene possano interessare anche altre parti del corpo, come ad esempio sacche anali, prostata, ghiandole mammarie e occhi. Gli ascessi percutanei sono spesso causati da morsi inferti da altri gatti.

I batteri comuni presenti negli ascessi includono Staphylococcus, Streptococcus, Pseudomonas, E. coli e molti altri. Negli ascessi felini sono talvolta presenti gli organismi micoplasma e micoplasma-simili. All’interno di un ascesso è possibile trovare anche corpi estranei (comunemente denti e unghie).

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Diagnosi

Quando il gatto presenta segni che indicano la presenza di un ascesso, il veterinario può ritenere opportuno condurre alcuni esami, tra cui:

  • Agoaspirato – Si tratta di una procedura che prevede l’inserimento di un ago sottile nella massa per prelevare una piccola quantità di pus. L’agoaspirato può essere utilizzato anche per il prelievo di cellule dalla massa (o dalle masse) al fine di determinare una diagnosi qualora siano presenti altri tipi di masse.
  • Radiografia – La radiografia può rivelarsi utile nell’identificazione di un eventuale corpo estraneo (come un dente) all’interno della lesione o in caso di ascessi facciali per la valutazione dello stato di salute dentale del gatto.
  • Anche il prelievo e l’analisi di campioni di sangue possono fornire informazioni utili.

Il veterinario può comunque suggerire la conduzione di altri esami. In ogni caso, nell’eventualità in cui inizialmente il veterinario non reputi necessario effettuare esami diagnostici, non vi è motivo di preoccuparsi poiché questa tipologia di masse viene spesso diagnosticata sulla base dei soli segni che presenta il gatto.

Trattamento

Di solito, il trattamento prevede il drenaggio del pus presente all’interno dell’ascesso e un concomitante trattamento per mezzo di antibiotici.

Nel caso in cui l’ascesso sia ancora integro (assenza di rottura dell’ascesso), il veterinario provvederà a drenarlo applicando una incisione nella massa favorendo la fuoriuscita del pus. Questa procedura viene spesso eseguita in anestesia. Talvolta, il veterinario può optare per l’inserimento di un drenaggio chirurgico per un trattamento maggiormente efficace. Questo tipo di drenaggio prevede l’inserimento di un tubicino che fuoriuscirà da entrambe le estremità della ferita e verrà suturato in posizione. In assenza di drenaggio, la ferita verrà lasciata aperta. Per quanto quest’ultima opzione possa rappresentare motivo di preoccupazione per alcuni proprietari, in realtà essa è importante per consentire il drenaggio del pus. In questi casi, infatti, una suturazione della ferita potrebbe comportare una ulteriore lacerazione della lesione e disagio per l’animale.

Se, al momento della visita, l’ascesso risulta rotto e nell’eventualità che abbia drenato spontaneamente, la somministrazione di antibiotici può rivelarsi l’unica opzione di trattamento necessaria. La scelta dell’antibiotico dipenderà dalla tipologia di infezione che ha causato il problema e dalla valutazione individuale dell’animale trattato. Spesso il veterinario prescrive un antibiotico ad ampio spettro. Tuttavia, è possibile che egli decida di eseguire un coltura di un campione di pus (prelevato dall’ascesso) per stabilire a quali farmaci è più sensibile l’organismo responsabile. Gli antibiotici comunemente utilizzati includono amoxicillina/acido clavulanico e trimetroprim/sulfadiazina, tra gli altri. Nei casi di ascessi ove vengono identificati organismi come micoplasma o micoplasma-simili, può essere impiegata la doxiciclina.

Prognosi e prevenzione

Di solito, la prognosi in caso di ascessi causati da un morso inferto da un altro gatto è buona per la maggior parte dei gatti che rispondono bene al trattamento entro un lasso di tempo che varia da 7 a 10 giorni. La prevenzione delle recidive è difficile, specie nelle aree urbane dove la densità felina è elevata e le dispute territoriali tra animali sono inevitabili. Tuttavia, gli animali sterilizzati presentano probabilmente possibilità inferiori di incappare in dispute con altri animali rispetto a quelli interi (non sterilizzati). Un’altra opzione potrebbe essere quella di tenere il gatto in casa.

Se la causa dell’ascesso è riconducibile ad un problema dentale, sarà necessario un trattamento odontoiatrico. Questo di solito prevede la rimozione del dente o dei denti infetti. Anche in questo caso, a seguito di un trattamento adeguato, la prognosi è solitamente buona. Gli ascessi possono avere altre cause, meno comuni rispetto ai morsi e ai problemi dentali. In questi casi, il veterinario è la figura professionale più indicata in grado di fornire ulteriori informazioni.

Come specificato in precedenza, il rischio di insorgenza di ascesso nel gatto è maggiore in caso di dispute con altri animali o in presenza di problemi dentali. Tuttavia, se il gatto è affetto da FIV, FeLV, diabete mellito o sta assumendo farmaci che sopprimono il sistema immunitario, il rischio di sviluppare un ascesso è maggiore rispetto a quello di un gatto sano.

Se si sospetta che il gatto possa avere un ascesso, si consiglia di consultare sempre il veterinario, evitando un approccio “fai-da-te”, ovvero spremendo l’ascesso, in quanto ciò incrementa il rischio di infezione.


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