Ipoglicemia nel cane: cause, sintomi e trattamento


L’ipoglicemia viene definita come una concentrazione anormalmente bassa di glucosio (zucchero semplice) nel sangue dell’animale.

Link sponsorizzati

Il glucosio è il prodotto finale della digestione dei carboidrati. Per la maggior parte degli animali, i carboidrati presenti nel cibo sono una fonte importante e immediata di energia. Le fonti alimentari principali di carboidrati sono gli amidi e gli zuccheri di origine vegetale. Il glucosio è la fonte primaria di energia per le cellule e i tessuti del cane. Quando nella circolazione sanguigna del cane è presente una quantità di glucosio maggiore (derivante dall’assunzione di cibo) rispetto alle effettive esigenze energetiche dell’animale, esso viene immagazzinato nelle cellule epatiche e muscolari sotto forma di glicogeno, per un impiego futuro. Se le cellule epatiche e muscolari diventano sature, il glucosio viene convertito in grasso e immagazzinato come tessuto adiposo.

I livelli di zuccheri nel sangue circolanti dipendono dalla quantità di glucosio che viene assunta dal cane mediante alimentazione, dalla quantità prodotta dal fegato dalle riserve di glicogeno e dalla quantità utilizzata dal corpo del cane. Le anomalie a carico di una qualsiasi di queste zone possono contribuire all’insorgere di ipoglicemia.

Cause dell’ipoglicemia canina

L’ipoglicemia presenta molteplici cause. I meccanismi di base dell’ipoglicemia sono:

  • Un tasso anormalmente elevato di eliminazione del glucosio dal flusso sanguigno
  • Un livello anormalmente basso di glucosio nel sangue correlato all’assunzione di cibo
  • Produzione ridotta di glucosio dalle riserve di glicogeno da parte del fegato

La maggior parte dei casi di ipoglicemia è causata da un utilizzo eccessivo di glucosio da parte delle normali cellule corporee o delle cellule tumorali in rapida divisione.

L’ipoglicemia spesso comporta livelli anormalmente bassi dell’ormone insulina. Nei cani sani, l’insulina viene prodotta da cellule pancreatiche specializzate denominate cellule beta delle isole pancreatiche di Langerhans. L’insulina svolge una serie di funzioni importanti, una delle quali è particolarmente cruciale, ovvero la regolazione dell’assorbimento e dell’immagazzinamento del glucosio proveniente dal flusso sanguigno. Normalmente, il glucosio presente nel sangue proviene dall’assunzione di cibo, in particolar modo di carboidrati. Affinché il glucosio possa essere mobilitato dal sangue alle cellule e ai tessuti, ove è necessario come fonte primaria di energia per il cane, è necessaria una quantità sufficiente di insulina circolante. Se le cellule beta pancreatiche producono troppa insulina, le quantità in eccesso di glucosio verranno eliminate dal sangue, portando il cane a divenire ipoglicemico (ovvero, ad avere bassi livelli di zuccheri nel sangue).

I tumori insulino-secernenti del pancreas, noti come insulinomi o tumori delle cellule beta, possono portare le cellule insulari a produrre quantità in eccesso di insulina. Gli insulinomi sono probabilmente la causa più comune di ipoglicemia nei cani anziani. Il cancro extrapancreatico (come carcinoma o sarcoma epatico, leucemia, melanoma maligno o altre forme di neoplasia) può essere responsabile di ipoglicemia.

L’utilizzazione accelerata di glucosio può essere causata da una sovrasomministrazione di insulina (overdose iatrogena di insulina). Tale sovradosaggio si verifica quasi sempre quando un cane viene trattato per il diabete mellito e il proprietario è iperzelante nella somministrazione intramuscolare di insulina. L’eccessivo utilizzo metabolico del glucosio può anche essere causato da stato gestazionale, cancro o sepsi. La sepsi è una infezione sistemica del sangue e di altri tessuti solitamente causata da batteri. Può anche essere causata da altri microrganismi, quali virus, funghi o protozoi.

Originariamente, la maggior parte del glucosio entra nel sistema del cane mediante l’assunzione di cibo. Consumare un pasto stimola il pancreas a secernere insulina che, a sua volta, promuove l’assorbimento del glucosio dal sangue nelle cellule e nei tessuti corporei. Una grave malnutrizione e inedia (digiuno prolungato) sono ambedue cause dirette di ipoglicemia. Quando i livelli di carboidrati sono talmente inadeguati da non poter soddisfare le esigenze metaboliche del corpo del cane, quest’ultimo presenterà bassi livelli ematici di zuccheri alimentari circolanti. Quando ciò accade, il fegato normalmente inizia a produrre glucosio per garantire al cane una fonte di energia. In queste circostanze, se il fegato funziona correttamente convertirà il glicogeno (la forma di glucosio che viene immagazzinata nelle cellule epatiche e muscolari) in glucosio mediante i processi metabolici noti come gluconeogenesi e glicogenolisi. Se il fegato è danneggiato o malato, non sarà in grado di produrre una quantità sufficiente di glucosio tale da compensare l’inadeguato apporto alimentare di glucosio del cane. Ne consegue l’insorgere di ipoglicemia, ciò significa che il cane presenterà bassi livelli di zuccheri nel sangue. Questo può verificarsi a seguito di fibrosi o cirrosi epatica, epatite grave, malattie da accumulo di glicogeno, neoplasia epatica o shunt portosistemici. Anche una attività fisica prolungata può esaurire i livelli epatici di glicogeno e portare all’insorgenza di ipoglicemia. Questo è piuttosto comune nei cani adulti utilizzati per attività che richiedono sforzo fisico intenso, come ad esempio la caccia.

Le ghiandole surrenali sono responsabili della secrezione di una serie di ormoni, precursori dei materiali utilizzati dal fegato per produrre glucosio quando il regime alimentare del cane non ne apporta una quantità sufficiente tale da soddisfare le sue esigenze energetiche. Se questi ormoni surrenalici, specie i glucocorticoidi, sono anormalmente bassi, il fegato non avrà riserve sufficienti di glicogeno da convertire in glucosio. Ne consegue l’insorgenza di ipoglicemia. Il morbo di Addison (ipoadrenocorticismo) è una causa importante di bassi livelli ematici di glucocorticoidi e di ipoglicemia.

Altre cause riportate di ipoglicemia nei cani sono pancreatite, insufficienza renale, anoressia o digiuno prolungato e ingestione di glicole etilenico (antigelo).

ipoglicemia_cane.jpg

Sintomi

I cani ipoglicemici possono manifestare una serie di sintomi. Talvolta, questi sintomi possono essere episodici e altre volte persistenti. Il proprietario del cane affetto da ipoglicemia può notare uno o più dei seguenti segni clinici:

  • Letargia, svogliatezza
  • Abbattimento/prostrazione
  • Debolezza
  • Mancanza di coordinazione (atassia)
  • Paralisi lieve o incompleta degli arti posteriori, paresi posteriore
  • Andatura barcollante
  • Contrazioni muscolari, tremori (fascicolazioni muscolari, specie dei muscoli facciali)
  • Nervosismo, irrequietezza, ansia
  • Intolleranza all’esercizio fisico
  • Comportamento anomalo, strano
  • Fame, aumento dell’appetito
  • Polifagia (eccessiva ingestione di cibo)
  • Aumento di peso
  • Formazione ed emissione di quantità anormalmente elevate di urina (poliuria)
  • Sete eccessiva ed eccessiva assunzione di acqua (polidipsia)
  • Anomalie a carico della vista, cecità
  • Collasso
  • Convulsioni
  • Attacchi convulsivi (sono uno dei segni caratteristici di ipoglicemia nei cani e tendono ad essere episodici)
  • Coma, perdita di coscienza
  • Guaito persistente
  • Ridotto livello di attività fisica
  • Distress respiratorio
  • Perdita di peso
  • Bassa frequenza cardiaca (bradicardia)

I cani più a rischio

I cani da caccia sono predisposti a sviluppare bassi livelli di zuccheri nel sangue a causa delle estreme esigenze energetiche che richiede la loro attività. Anche i cani affetti da neoplasia e sepsi o i cani femmina in gestazione tendono a diventare ipoglicemici a seguito delle esigenze insolitamente elevate di energia. I cuccioli giovani e le razze toy sono particolarmente predisposti a sviluppare ipoglicemia. Essi possono divenire ipoglicemici nel giro di poche ore a seguito di un digiuno. Essi possono sviluppare ipoglicemia anche a causa di stanchezza, stress o freddo eccessivi.

Diagnosi

L’ipoglicemia è facile da diagnosticare mediante la valutazione degli esiti degli esami ematochimici di routine, che identificano bassi livelli di glucosio nel sangue del cane. La parte difficile della diagnosi è determinare il motivo per cui il cane è ipoglicemico.

I cani che manifestano segni generalizzati di inspiegabile debolezza, letargia e attacchi convulsivi verranno sottoposti ad un attento esame fisico. Il veterinario porrà al proprietario domande al fine di raccogliere dati sulle patologie pregresse o in atto e sugli interventi chirurgici subiti. La maggior parte dei veterinari raccomanderà il prelievo di un campione di urine (per una analisi delle urine) e di sangue (per un esame emocromocitometrico completo e un profilo biochimico del siero). Questi esami sono componenti standard di una raccolta dati iniziale quando le cause dei problemi manifestati dal cane non sono evidenti. Può anche essere raccomandato un test per la valutazione del valore del glucosio/dell’insulina nel sangue a digiuno, così come un test per la funzionalità epatica e un test di stimolazione con ACTH, specie nel caso in cui si sospetti la presenza di ipoadrenocorticismo (morbo di Addison). Gli esiti di questi test dovrebbero fornire informazioni utili riguardo la causa sottostante alla condizione del cane. Il veterinario curante può anche effettuare radiografie addominali e toraciche per verificare l’eventuale presenza di neoplasie, anomalie epatiche e/o shunt portosistemici. L’ecografia può essere impiegata come strumento ausiliario per il prelievo di campioni bioptici o agoaspirati del fegato o di altri tessuti.

Spesso, i casi lievi di ipoglicemia vengono diagnosticati incidentalmente nei cani con patologie epatiche o surrenaliche sottostanti.

L’ipoglicemia, se prolungata e non trattata, può causare cecità che può variare da temporanea/transitoria a permanente. Questo accade a seguito della morte delle cellule presenti nella regione occipitale della corteccia cerebrale del cervello.

Trattamento

Gli obiettivi principali del trattamento dell’ipoglicemia consistono nell’identificare ed eliminare la causa sottostante ai bassi livelli di zuccheri nel sangue del cane. Se l’animale sperimenta attacchi convulsivi a casa, il veterinario può raccomandare al proprietario di sfregare sulle gengive del cane zucchero, succhi di frutta o miele, seguiti da un piccolo pasto una volta che il cane si è stabilizzato e l’attacco convulsivo si è risolto.

I cani con segni osservabili di ipoglicemia di solito verranno trattati nella clinica veterinaria in regime di ricovero, almeno inizialmente. Se il cane può mangiare, verrà alimentato con piccoli pasti frequenti nel tentativo di aumentare i livelli di zuccheri nel sangue. Se l’animale non può mangiare in modo autonomo, il veterinario probabilmente somministrerà fluidi per via endovenosa, con l’aggiunta sino al 50% di destrosio, in piccole quantità e lentamente.

L’intervento chirurgico può rivelarsi necessario nel caso in cui venga identificato un insulinoma o un shunt portosistemico.

Molti cani affetti da ipoglicemia causata da un utilizzo eccessivo di glucosio (come i cani da caccia, le razze toy e i cuccioli appena nati), possono essere in grado di riprendersi semplicemente aumentando la frequenza dei pasti e arricchendo la composizione nutrizionale delle loro diete con l’aggiunta di grassi, proteine e carboidrati complessi. Nella maggior parte dei casi, gli zuccheri semplici dovrebbero essere evitati come parte integrante della dieta.

Quando il cane è ipoglicemico a causa di un disturbo sottostante, come patologia epatica o bassi livelli di ormoni surrenalici, tale disturbo deve essere trattato direttamente in modo da risolvere i bassi livelli ematici di zuccheri. Se il disturbo sottostante non può essere corretto o curato, il cane può necessitare di una terapia a lungo termine, probabilmente per il resto della sua vita, formulata per mantenere elevati i livelli di glucosio nel sangue. Questo si verifica spesso nel caso in cui il cane sia affetto da neoplasia pancreatica o epatica.

I farmaci anticonvulsivanti, come il diazepam, possono essere prescritti per contribuire a controllare l’attività convulsiva. Possono anche essere raccomandati farmaci steroidei. Naturalmente, il veterinario curante è la figura più indicata per valutare il cane e raccomandare il protocollo di trattamento migliore.

Prognosi

La prognosi per i cani ipoglicemici è altamente variabile. Essa dipende dalla causa sottostante e se quest’ultima può essere corretta o curata.

Se la causa è un insulinoma pancreatico, la prognosi è solitamente sfavorevole. Se il cane ha subito danni cerebrali irreversibili a seguito di una ipoglicemia prolungata, la prognosi è ugualmente sfavorevole o comunque riservata.

Tuttavia, se l’ipoglicemia è causata da un utilizzo eccessivo di glucosio, come nei cani da caccia o nei cani femmina in fase di allattamento, la prognosi è piuttosto buona a seguito di adeguate modificazioni alimentari.

Prevenzione

I cuccioli e le razze toy sono particolarmente inclini allo sviluppo di ipoglicemia, in considerazione della loro ridotta capacità di utilizzare fonti di energia diverse dal glucosio, e necessitano quindi di una maggiore assunzione di glucosio rispetto ai cani più anziani o ai cani di taglia più grande. Per prevenire l’insorgere di questo problema, i cuccioli e le razze toy dovrebbero essere alimentati frequentemente e la loro dieta dovrebbe essere ricca di carboidrati complessi e di proteine e grassi di alta qualità. I cani da caccia dovrebbero essere alimentati con una dieta ricca di proteine e grassi alcune ore prima dell’attività che andranno a svolgere, affinché i livelli ematici di glucosio siano sufficientemente elevati da sostenerli durante l’esercizio fisico intenso.

Il fegato degli animali molto giovani, in particolar modo dei cuccioli appena nati, non presenta una capacità completamente sviluppata di eseguire la gluconeogenesi in caso di insufficiente apporto alimentare di carboidrati. Ne consegue che periodi anche piuttosto brevi di digiuno possono causare l’insorgenza di ipoglicemia nei cuccioli. Anche lo stress può essere un fattore contribuente, specie nei cuccioli e nelle razze toy. Attacchi ipoglicemici ripetuti nelle razze toy e nei cuccioli molto giovani possono portare a danni cerebrali irreversibili.


Condividi con: