Linfonodi ingrossati nel gatto: sintomi, cause, diagnosi e cura


I linfonodi ricoprono un ruolo di primaria importanza per ciò che concerne il funzionamento del sistema immunitario. Essi agiscono in qualità di filtri per il sangue e come sede di “immagazzinamento” dei globuli bianchi. Per questo motivo, i linfonodi sono spesso i primi indicatori di una eventuale malattia a carico dei tessuti. Quando questi ultimi si infiammano, in risposta anche i linfonodi regionali saranno interessati da infiammazione e gonfiore. Tale gonfiore è dovuto ad un aumento reattivo dei globuli bianchi (iperplasia) causato dalla presenza localizzata di un agente infettivo. In ambito medico, questo fenomeno viene definito iperplasia reattiva, ovvero quando i globuli bianchi e le cellule plasmatiche (cellule deputate alla secrezione di anticorpi) si moltiplicano in risposta ad una sostanza che ne stimola la produzione (stimolazione antigenica), causando l’ingrossamento dei linfonodi. I linfonodi sono piccole masse di tessuto situate lungo il decorso dei vasi linfatici.

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La linfadenite è una condizione in cui le ghiandole linfatiche diventano infiammate a causa di una infezione. Durante un episodio di linfadenite, i neutrofili (la tipologia più abbondante di globuli bianchi e la prima a reagire per contrastare le infezioni), i macrofagi attivati (cellule che fagocitano batteri e altri agenti infettivi) e gli eosinofili (cellule che contrastano i parassiti e gli agenti allergici) migrano nei linfonodi. Questa convergenza di cellule si traduce in gonfiore percepibile al tatto e alla vista.

Nell’ambito di una biopsia linfoghiandolare potrebbero anche essere presenti cellule cancerose. Le cellule tumorali possono essere primarie, originatesi nei linfonodi (linfoma maligno), oppure possono essere il risultato della diffusione del cancro che ha avuto origine in un’altra parte del corpo (metastasi).

Sintomi

Di solito, i linfonodi possono essere individuati mediante palpazione, ma talvolta i segni clinici sono assenti. Il gonfiore può interessare la zona sottostante la mandibola (sottomandibolare) o circostante la spalla. E’ possibile anche la presenza di gonfiore a carico di una zampa, come conseguenza di linfonodi ingrossati nella parte posteriore della zampa (linfonodi poplitei), oppure della zona limitrofa all’articolazione della zampa (ascellare). La presenza di ghiandole linfatiche gonfie nella zona inguinale può rendere difficoltosa la defecazione nel gatto. L’animale può anche sperimentare uno stato di malessere generale accompagnato da mancanza di appetito, dovuta alla nausea, e allo stimolo di rigurgitare. Qualora l’ingrossamento dei linfonodi dovesse essere grave, il gatto potrebbe avere difficoltà ad introdurre il cibo in bocca o a respirare.

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Cause

Iperplasia linfoide: i linfonodi reagiscono ad un agente infettivo secernendo una quantità eccessiva di globuli bianchi, ma non risultano infetti.

Linfadenite: i linfonodi risultano infetti in modo primario o secondario.

Agenti infettivi

  • Sporotricosi: infezione fungina della cute, contratta da suolo, fieno, piante (in particolare, le rose da giardino). Colpisce cute, polmoni, ossa e cervello. Questa è la tipologia che interessa più frequentemente i gatti.

Batteri

  • Rickettsia: trasmesso da zecche e pulci
  • Bartonella spp: trasmesso dalle mosche pungitrici
  • Brucella canis: trasmesso sessualmente, contratto durante la riproduzione
  • Pasteurella: trasmesso attraverso l’apparato respiratorio
  • Yersinia pestis: trasmesso dalle pulci ed eventualmente dai roditori; noto anche come la peste
  • Fusobacterium: infezione a carico di cavo orale, tronco, gola e polmoni
  • Francisella tularensis: tularemia, trasmessa da zecche, mosche e dalla dispersione di gas esalati dalla carcassa di un animale infetto
  • Microbatteri: trasmessi dalla fornitura di acqua infetta

Virus

  • Virus dell’immunodeficienza felina (FIV)
  • Virus della leucemia felina (FeLV)

Agenti non infettivi

  • Allergeni: le ghiandole linfatiche rispondono ad una reazione allergica dell’organismo producendo una quantità maggiore di cellule. Di solito, ciò accade nei linfonodi posti vicino al sito della reazione.
  • Malattia immunomediata: il sistema immunitario reagisce in modo spropositato ad una invasione oppure reagisce impropriamente.
  • Infiltrazione eosinofila: moltiplicazione dei globuli bianchi responsabili del controllo della risposta allergica o della lotta agli agenti parassitari
  • sindrome ipereosinofila felina: quantità eccessive di eosinofili. Può essere associata a leucemia, infezione del midollo, asma o allergia

Diagnosi

Il veterinario effettuerà un esame fisico accurato del gatto. Verrà condotto un profilo ematico completo, inclusi un profilo biochimico, una conta ematica completa (emocromo), un profilo elettrolitico, analisi delle urine e uno striscio ematico.

Verranno prelevati anche aspirati linfonodali (liquidi) per un esame al microscopio (citologico). Anche crescite tissutali anomale, tumori (neoplasie) e infezioni fungine possono essere confermati mediante esame citologico su aspirati linfonodali.

Sarà necessario fornire al veterinario il maggior numero di informazioni possibile, inclusi i sintomi sperimentati dal gatto in passato e i possibili avvenimenti che potrebbero aver contribuito a precipitare questa condizione. Questi dettagli potranno essere di aiuto al veterinario nel comprendere quali organi siano la causa dell’ingrossamento secondario dei linfonodi regionali.

Altri esami del sangue utili includono i test per il virus della leucemia felina, per il vrius dell’immunodeficienza felina e test sierologici (siero del sangue) per gli anticorpi contro gli agenti fungini sistemici (Blastomyces e Cryptococcus) o i batteri (Bartonella spp.). Radiografie ed ecografie permettono al veterinario di ispezionare visivamente i linfonodi affetti e consentono inoltre l’individuazione di lesioni associate all’ingrossamento dei linfonodi in altri organi.

Trattamento

La formulazione del trattamento e la prescrizione di farmaci dipenderanno dalla causa sottostante dell’ingrossamento dei linfonodi.

Note finali

Alcune infezioni sono zoonotiche. Ciò significa che possono essere trasmesse all’essere umano. Le malattie sistemiche (come sporotricosi, Francisella tularensis, Yersinia pestis e Bartonella spp.) sono zoonotiche. Qualora al gatto venga diagnosticata una di queste malattie zoonotiche, si consiglia di chiedere al veterinario quali precauzioni adottare per evitare di contrarre l’infezione.


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