Il linguaggio del corpo dei gatti: come comprenderlo


“A cosa sta pensando il mio gatto?”. Molti di voi si saranno posti questo quesito. A tale proposito, imparare a conoscere il linguaggio del corpo del nostro piccolo amico può essere di aiuto.

Link sponsorizzati

I gatti utilizzano una varietà di segnali (posture del corpo, espressioni facciali e vocalizzazioni) per comunicare il loro messaggio ed evitare confronti indesiderati.

Imparando a decifrare le posture feline, è possibile rafforzare il legame affettivo con il gatto e prevenire eventuali incomprensioni e potenziali reazioni aggressive.

Eppure, per molti il linguaggio felino (definito amichevolmente “felinese”) è paragonabile ad una lingua straniera di difficile comprensione e ostico da decifrare. Nel corso dell’articolo forniremo alcuni spunti che possono essere di aiuto per interpretare i suddetti segnali e vocalizzazioni.

Cosa significa quando il gatto si mette a pancia in su?

Il linguaggio del corpo del gatto è caratterizzato da più sfumature rispetto a quello dei cani. Parte del problema insorge quando si tenta di trasporre la conoscenza del linguaggio canino applicandola al gatto.

Per esempio, vi siete mai chiesti perché quando il gatto si mette a pancia in su, una postura apparentemente civettuola, può scaturire nell’animale una evidente reazione aggressiva nel momento in cui si tenta di accarezzarlo?

Quando il gatto è felice e rilassato, si stende allungandosi e rigirandosi sulla schiena. Ma in altre situazioni, quando il micio si sente “con le spalle al muro” e non ha modo di scappare, questa posizione può assumere una connotazione estremamente difensiva, che indica il suo essere pronto a combattere (in seguito l’animale di solito sfodera gli artigli e mostra i denti).

Come nel caso di altre interazioni essere umano-gatto, è importante imparare ciò che il gatto preferisce.

linguaggio_corpo_gatto.jpg

L’occhiolino felino

Quando un gatto saluta un altro gatto o una persona socchiudendo gli occhi lentamente e in modo languido, sta comunicando affetto.

Perché? Nel mondo felino chiudere gli occhi in presenza di un altro è un segno di estrema fiducia.

Se anche voi farete altrettanto con il vostro gatto, gli comunicherete che siete consapevoli della sua presenza e che non lo considerate una minaccia. Quindi, la prossima volta che il micio di casa vi farà l'”occhiolino”, provate a contraccambiare il gesto.

La posizione della coda e i vari significati

Uno dei barometri più accurati dell’umore del gatto è la sua coda.

Quando la coda è alta, comunica fiducia. Quando è arricciata intorno alla coda di un altro gatto o alle gambe di un essere umano, segnala amicizia. E quando è nascosta sotto o tra le zampe, indica insicurezza o ansia.

Una coda gonfia è un segno inequivocabile che il gatto si sente minacciato. Se combinata a schiena arcuata, peli ritti lungo la colonna vertebrale e artigli “sguainati”, questa posizione è un chiaro invito ad arretrare.

Il contatto visivo

Sebbene l’essere umano utilizzi il contatto visivo per mostrare affetto, per la maggior parte dei gatti non è lo stesso, che al contrario lo considerano pericoloso. Ecco perché in presenza di più persone, un gatto di solito tende a rivolgere la propria attenzione verso chi tenta di ignorarlo.

Più il gatto ha paura, più le sue pupille tendono a dilatarsi. Quando le pupille sono dilatate e aperte, possono percepire il maggior numero di informazioni visive possibile. Questo segnale visivo indica che il gatto è molto spaventato e desidera ritirarsi.

In un gatto arrabbiato o eccitato, le pupille possono restringersi per favorire una più efficace concentrazione sui dettagli. Ma gli occhi del gatto possono anche rispondere al tipo di illuminazione presente nell’ambiente in cui vive. Perciò è molto importante osservare il linguaggio del corpo nel suo complesso evitando di focalizzarsi su un singolo elemento.

Quando il gatto realizza di essere osservato, tende ad interrompere l’attività che sta svolgendo per valutare la situazione.

Cat Language - Italian (424 x 600)

Ora ti prendo!

Anche il gatto più docile può reagire se si sente minacciato o quando è stimolato da una attività ludica intensa. I gatti sono predatori guidati dallo stimolo per natura.

Quindi, quando vedono qualcosa muoversi (un topo, un giocattolo per gatti o una mano), sono geneticamente “cablati” per inseguirla e attaccarla con un vigoroso balzo.

Se la “preda” prescelta è la vostra mano, la cosa più saggia da fare è quella di interrompere sul nascere questa abitudine, che in alcuni frangenti può rivelarsi dolorosa.

Quando il gatto presenta pupille dilatate, coda bassa e agitata e orecchie basse, sta comunicando nell’unico modo che gli è possibile: “Attenzione, stammi lontano”.

Sicuramente questo non è il momento migliore per affrontarlo e soprattutto per accarezzarlo, specie se il gatto è sulla difensiva.

Il miagolio

I gatti possono aver adattato il loro miagolio per “manipolare” le persone al fine di vedere soddisfatte le loro esigenze.

I gatti non miagolano molto verso altri gatti. Il miagolio è un modo per attirare l’attenzione e può esprimere una forma di saluto, approvazione, richiesta di cibo, ecc.

Imparare le sfumature del vocabolario del vostro gatto, vi aiuterà ad identificare la differenza fra una richiesta impellente di cibo e una richiesta di aiuto.

Per esempio:

  • le fusa di solito indicano contentezza e appagamento, ma possono anche essere un modo per cercare conforto durante la fase di recupero a seguito di una malattia.
  • l’emissione di suoni gutturali (gorgoglii) acuti o una certa “loquacità” indicano amichevolezza.
  • ringhi, soffi e sputi sono chiari avvertimenti felini che esortano la controparte a stare alla larga, perlomeno fino a quando il gatto si sarà calmato.
  • un miagolio molto forte e gutturale è tipico dei gatti, specie dei maschi non sterilizzati, che si sentono minacciati da altri gatti. Questo suono è comune nei gatti sordi.

E’ bene comunque ricordare che ogni gatto è unico. Nessuno conosce il vostro gatto meglio di voi.


Condividi con: