Gastrite nel cane: cause, sintomi e terapia


Il termine “gastrico” si riferisce a qualsiasi condizione, malattia o disturbo che interessa od origina nello stomaco. Il suffisso “-ite” fa riferimento ad una infiammazione. Pertanto, “gastrite” significa infiammazione dello stomaco o, più in particolare, del rivestimento dell’organo. La gastrite è uno dei disturbi digestivi più comuni nei cani domestici. Essa si manifesta in forme acute e croniche.

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La funzione primaria dello stomaco è quella di controllare la quantità e la velocità del transito di cibo e liquidi dallo stomaco attraverso un’apertura nota come “piloro” e nella prima parte dell’intestino tenue. Lo stomaco secerne anche acido gastrico e altre sostanze che favoriscono il processo di digestione dei grassi e delle proteine.

Lo stomaco canino si compone di quattro parti: cardias, fondo, corpo e antro. Il cardias è il punto di ingresso dall’esofago tubolare nello stomaco, il cui diametro è più ampio di quello del piloro, che è la “porta di uscita” dallo stomaco. Il fondo e il corpo sono espandibili e sono regioni dello stomaco paragonabili a palloncini che si espandono e contraggono a seconda della quantità di ingesta (quantità ingerita) che essi accumulano. L’antro, muscolare e spesso, è l’ultima parte dello stomaco prima del piloro. La sua funzione è quella di ridurre meccanicamente il cibo in piccoli pezzi affinché i nutrienti possano essere digeriti e assorbiti più facilmente nell’intestino tenue.

Cause

La gastrite può insorgere improvvisamente (acuta) o in modo lento e graduale (cronica).

La gastrite acuta comporta quasi sempre forti dolori addominali e vomito persistente ed è più comunemente associata ad avvelenamento da farmaci o da altre tossine, gravi malattie organiche (insufficienza renale, insufficienza epatica, ipoadrenocorticismo/morbo di Addison), parassiti interni, sovralimentazione, alimentazione sbagliata (“indiscrezione alimentare”) o infezioni da microrganismi batterici o virali. La gastrite acuta insorge comunemente quando il cane ingerisce spazzatura, sostanze in decomposizione o avariate, piante tossiche, prodotti chimici per la casa caustici, antigelo, fertilizzanti, rodenticidi od oggetti come involucri di plastica, ossa, giocattoli o aghi. Alcuni cani sviluppano una infiammazione gastrica improvvisa dopo aver ingerito le feci di altri animali o altri elementi di natura alimentare non naturali. Anche i farmaci irritanti, come gli antinfiammatori non steroidei (FANS), aspirina, corticosteroidi e alcuni antibiotici, possono causare infiammazione gastrica acuta.

La gastrite cronica è causata dalla compromissione a lungo termine del rivestimento mucoso e della normale flora batterica del tratto digestivo. Molti degli elementi che possono provocare gastrite acuta possono causare anche l’insorgenza della forma cronica della condizione. Una infiammazione gastrointestinale prolungata può essere dovuta all’ingestione di materiali indigesti, come plastica, gomma, residui di moquette, boli di pelo o laccetti. Questi possono permanere nello stomaco dell’animale senza transitare attraverso il piloro, dando luogo ad una infiammazione sempre più grave a carico del rivestimento dello stomaco, associata a infiammazione e disagio fisico. Anche le infezioni batteriche e virali possono causare gastrite cronica. Il Parvovirus è una causa piuttosto comune di gastrite grave, specie nei cuccioli che non sono stati correttamente vaccinati. Il cimurro è un’altra malattia virale associata a gastrite cronica. Cause comuni di quest’ultima sono anche neoplasie, allergie alimentari, agenti irritanti chimici, fertilizzanti, anomalie immuno-mediate, malattie renali ed epatiche. Le forme tumorali che possono causare gastrite a lungo termine includono linfoma gastrointestinale, gastrinoma, tumori delle cellule del plasma, mastocitomi e adenocarcinoma gastrico. Anche i polipi gastrici e i parassiti interni rientrano nella lista delle possibili cause. I cani che ingeriscono frequentemente erba o altro materiale vegetale sono inclini a sviluppare disagio gastrointestinale cronico. Lo stress è un ulteriore fattore che può contribuire all’infiammazione cronica della sensibile mucosa gastrica.

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Sintomi

I segni caratteristici sia della gastrite acuta che cronica sono vomito e forte dolore addominale. Il proprietario dell’animale affetto dalla condizione probabilmente potrà osservare uno o più dei seguenti segni clinici:

  • vomito – grave, persistente nei casi cronici, improvvisa ed estrema insorgenza nei casi acuti. Il vomito può essere tinto di bile (colore giallognolo), screziato di sangue rosso (ematemesi) e/o contenere sangue digerito (appare simile a fondi di caffè)
  • dolore addominale – l’entità può variare da lieve a molto grave e può essere debilitante
  • debolezza
  • letargia
  • perdita di peso
  • presenza di sangue nelle feci – causata da ulcera gastrica, non particolarmente comune se non in casi gravi di gastrite
  • pelo opaco dall’aspetto trascurato
  • pallore delle membrane mucose – associato a perdita di sangue
  • mucose gialle (ittero) – di solito associate all’ingestione di tossine
  • eccessiva secrezione di saliva (ptialismo) – solitamente associata all’ingestione di tossine

La maggior parte dei cani affetti da gastrite produce un vomito schiumoso, tinto di bile e in molti casi striato di sangue. Talvolta, nell’eventualità che il rivestimento dello stomaco sia talmente compromesso da risultare interessato da emorragia, il vomito sarà di colore molto scuro e il sangue digerito sarà simile a fondi di caffè umidi. Qualsiasi cane che sperimenti attacchi di vomito persistenti deve essere visitato da un veterinario il prima possibile. E’ bene distinguere la vomizione cronica dal rigurgito cronico. Il vomito è un evento attivo accompagnato quasi sempre a contrazioni addominali forti e spiacevoli. Il rigurgito, invece, è un processo riflessivo passivo in cui il cibo non digerito risale attraverso l’esofago e fuoriesce dalla bocca, senza preavviso o sforzo addominale.

Quali sono i cani più a rischio?

Non vi è una razza in particolare o una predisposizione specifica di cani maschi o femmine per quanto concerne lo sviluppo di gastrite. I cani che amano rovistare nella spazzatura, che ingeriscono cibo avariato o corpi estranei indigesti presentano un rischio maggiore di irritazione e infiammazione gastrointestinale, così come i cani che ingeriscono regolarmente feci animali o materiale vegetale.

Le razze di piccola taglia, caratterizzate da muso schiacciato (brachicefalia), come il Boston Terrier, il Carlino, il Bulldog, il Lhasa Apsos (cane Tibetano), lo Shih Tzu, il Drentse Patrijshonds e il Barboncino Nano, sono inclini a sviluppare gastropatia ipertrofica, ovvero un ispessimento del rivestimento dello stomaco che tende ad insorgere nei cani maturi e causa vomito molte ore dopo un pasto. La causa di questo particolare tipo di gastrite non è completamente nota.

Trattamento

Esistono molteplici opzioni di trattamento per i cani affetti da gastrite, tra cui riduzione dell’assunzione di cibo, evitare un ulteriore contatto con la causa che ha provocato lo sviluppo della condizione e, in alcuni casi, interrompere la somministrazione di farmaci soggetti a prescrizione. Ovviamente, qualora la causa del disagio gastrointestinale dovesse essere un tumore o qualche altra malattia sistemica, le opzioni di trattamento sono più limitate. Il proprietario del cane affetto dalla condizione dovrà discutere un appropriato protocollo di trattamento con il veterinario di fiducia.

Una irritazione a carico del sensibile rivestimento dello stomaco causa sempre disagio. Talvolta, quest’ultimo diventa estremamente grave e può essere potenzialmente molto pericoloso, a seconda della causa della condizione. Gli obiettivi terapeutici consistono nel fornire al cane affetto da gastrite acuta o cronica una buona terapia di supporto e nel rimuovere la causa scatenante della condizione, qualora possa essere identificata, in modo da ripristinare una normale funzionalità dello stomaco e del suo rivestimento.

Opzioni di trattamento per la gastrite canina

Inizialmente, i sintomi della gastrite vengono di solito trattati mediante l’astensione dal cibo per 12-48 ore. Lo scopo di questo trattamento consiste nel fornire al rivestimento dello stomaco e dell’intestino tenue del cane la possibilità di recuperare a seguito di ciò che ne ha compromesso la normale funzionalità. Tale astensione solitamente viene protratta finché il cane non sperimenta vomizione per almeno 12 ore. I cani affetti da gastrite presentano la tendenza a bere grandi quantità di acqua in una sola volta. Ciò può esacerbare l’irritazione gastrica e promuovere la vomizione. Pertanto, il veterinario potrà suggerire di non somministrare acqua al cane per un breve periodo di tempo. Più comunemente, sarà possibile offrire all’animale acqua o ghiaccio tritato più volte al giorno ma in quantità molto piccole.

Anche le terapie di supporto e la gestione nutrizionale sono in genere tra le prime terapie adottate per i cani che presentano sintomi di disagio gastrointestinale. La terapia di supporto di solito prevede la somministrazione di fluidi per via endovenosa o sottocutanea, al fine di reidratare l’animale e ripristinare un adeguato equilibrio di sodio, potassio e altri elettroliti. La perdita di fluidi ed elettroliti si verifica quando il cane soffre di vomizione periodica o prolungata.

Quando il vomito sarà assente per almeno 12 ore, la dieta iniziale dovrà essere blanda, leggera e povera di grassi, preferibilmente composta da un solo carboidrato facilmente digeribile e da una fonte alimentare a basso contenuto proteico. Riso, pasta e patate cotti sono fonti di amidi comuni per questa dieta. Le fonti di proteine includono formaggio molle fresco privo di grassi, carne bianca di pollo bollita priva di pelle, carne macinata di manzo bollita e tofu. I pasti dovranno essere somministrati in piccole quantità e frequentemente, per almeno 2 o 3 settimane, per valutare se la gastrite sperimentata dal cane ha modo di risolversi completamente. Talvolta, le diete povere di grassi e povere di proteine devono essere seguite dall’animale per alcuni mesi, specie se la causa sottostante dell’infiammazione gastrointestinale del cane è una allergia alimentare.

Sono disponibili vari farmaci per trattare le ulcere e altre condizioni infiammatorie gastriche. Questi includono: corticosteroidi, antibiotici, antiemetici (per alleviare il vomito), protettori gastrici (per fornire al rivestimento dello stomaco uno strato protettivo e prevenire la produzione di acido) e farmaci che promuovono lo svuotamento gastrico e la motilità intestinale. Il veterinario di fiducia è la figura più indicata in grado di prescrivere i medicinali appropriati, se necessari, e riferire i potenziali effetti collaterali di questi ultimi.

Nel caso in cui la gastrite sia causata da un corpo estraneo indigesto, che è rimasto intrappolato nello stomaco dell’animale o nella parte superiore dell’intestino tenue, è possibile che la sola opzione terapeutica realistica sia l’intervento chirurgico. Occasionalmente, un piccolo corpo estraneo può essere rimosso mediante endoscopia.

Prevenzione

Il modo migliore per prevenire l’insorgenza di gastrite, sia acuta che cronica, consiste nel tenere il cane lontano dalla spazzatura e da altre sostanze inappropriate e indigeste ma potenzialmente ingeribili dall’animale. Al cane, inoltre, non dovrebbe essere permesso di muoversi liberamente fuori casa senza essere sorvegliato, poiché l’indiscrezione alimentare è molto più comune in questi casi. Ovviamente, sarebbe opportuno evitare che il cane entri in contatto con alimenti e farmaci ai quali è allergico. Una adeguata vaccinoprofilassi dei cuccioli e vaccinazioni di richiamo per i cani adulti, possono contribuire a prevenire le cause infettive di disagio e disturbi gastrointestinali.

La gastrite è sempre fonte di disagio per gli animali da essa affetti, ma fortunatamente di solito tale condizione non è pericolosa per la vita del cane. La prognosi dipenderà dalla causa sottostante. Purtroppo, in molti casi, la causa del disagio gastrointestinale canino non viene determinata. Tuttavia, indipendentemente dalla causa, la maggior parte dei cani affetti da gastrite risponde bene al trattamento e la maggioranza di essi può essere gestita e curata con successo a casa, con l’aiuto del veterinario di fiducia.


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